Patologia della giunzione craniocerniera
La UOSD Patologia della Craniocerniera rappresenta un UNICUM assitenziale , non esistendo altri centri analoghi documentati a livello sia nazionale che internazionale. La vocazione specifica della Unità (oltre che per la neurochirurgia generale cranica e spinale in senso lato) è orientata sulla GIUNZIONE CRANIO CERVICALE. Il Prof Massimiliano Visocchi ne è il Direttore e contestualmente anche Direttore Scientifico del Master di II livello e del Centro di Ricerca in Approcci chirurgici alla Giunzione Craniocervicale. Dal Gennaio 2026 è stato inoltre nominato Chairman del Craniovertebral Junction (CVJ) Committee della Federazione Mondiale di Neurochirurgia (World Federation of Neurosurgical Societies – WFNS) e considerate pertanto il punto di riferimento nel mondo per questa neurochirurgia. Il legame tra l’Unità Operativa ed I corrispettivi accademici sopraelencati consentono un sinergismo stretto tra ricerca ed assistenza.
Le patologie della giunzione craniocervicale comprendono alterazioni congenite o acquisite dell'area di passaggio tra il cranio e le prime due vertebre cervicali che possono comprimere il midollo spinale o il tronco encefalico.
Cause principali
· Anomalie congenite: Difetti di sviluppo presenti dalla nascita come alterato sviluppo embrionale su base genetica come la sindrome di Down o la sindrome di Ehlers-Danlos, malattia del tessuto connettivo iper lasso etc o la Mucopolisaccaridosi, sindrome dismetabolica cioè da alterato metabolismo etc
· Malattie infiammatorie: Condizioni come l'artrite reumatoide , artrite psoriasica etc che possono erodere le articolazioni e causare lussazioni.
· Traumi: Fratture ossee di C1 (Atlante) Jefferson o di C2 (Epistrofeo) come Anderson o Hangman
· Tumori: o neoformazioni come i meningiomi della fossa cranica posteriore e del forame magno, i cordomi, tumori ossei, cisti aneurismatiche dell’osso metastasi, neurinomi e neurofibromi, tumori dei nervi che riducono lo spazio per il sistema nervoso centrale (giunzione bulbomidollare) e periferico (radici nervose).
· Disturbi della dinamica liquorale : come Malattia di Arnold Chiari o Sindrome di Chiari che consiste nell’erniazione delle tonsille cerebellari nel forame magno della base del cranio, con possibili associati idrocefalo e siringomielia (rispettivamente accumulo di liquor nei ventricoli cerebralie e nel midollo spinale). Per questo capitolo è in itinere la creazione di un Chiari Center regionale, il primo in Italia per la diagnosi e cura interdisciplinare.
· Tutte le predette condizioni possono associarsi ad Instabilità Craniocervicale: Eccessiva mobilità tra cranio e prime vertebre,
· Sindromi dolorose specifiche: Malattia di Arnold ovvero sindrome dolorosa da compressione delle seconde radici nervose cervicali, caratterizzata da dolore nucale suboccipitale laterale.
Sintomi comuni
· Dolore al collo e alla nuca (cefalea occipitale) che peggiora con i movimenti della testa, con la tosse o piegandosi in avanti.
· Vertigini o visione offuscata.
· Debolezza (ipostenia emi o paraparesi) o formicolio (parestesie) alle braccia e alle gambe.
· Difficoltà nella deglutizione (disfagia), della fonazione (disfonia) della elevazione della spalla (deficit del nervo accessorio), talvolta sindrome delle apnee notturne nei casi più avanzati.
Diagnosi e trattamento
· Diagnosi: Si effettua con esami di immagine come la risonanza magnetica (RM) per i tessuti molli e la tomografia computerizzata (TC) con ricostruzioni ossee, sempre con e senza mezzo di contrasto
con ricostruzione dei vasi epiaortici (arterie carotidi e vertebrali) indispensabili per gli approcci chirurgici anteriore, sempre affiancate da radiografie dinamiche.
· Trattamento: Può variare dal riposo e l'uso di collari ortopedici fino alla stabilizzazione chirurgica nei casi di grave compressione o instabilità
· Quando la compressione , di qualunque natura sia irriducibile si procede con un approccio demolitivo per via anteriore (transnasale, transorale sottomandibolare retrofarigeo e cervicale ascendente microchirurgico o endoscopico) oppure anterolaterale posteriore (approccio extreme lateral) o posterolaterale (approccio far lateral) seguiti da stabilizzazione chirurgica.
Tutti gl interventi predetti sono eseguito con le più avanzate tecniche chirurgiche (Microchirurgia Esoscopia, endoscopia, impiego di aspiratori ad ultrasuoni) e di monitoraggio (Neuroradiologia intraoperatoria con OArm per ricostruzioni tridimensionali delle immagini patologiche, Neuronavigazione, neuromonitoraggio fisiologico).
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Per questa Unità sono previste 4 sedute operatorie individuali settimanali e l’appuntamento per la visita ambulatoriale viene preso in via esclusiva al cellulare del Professore +39 360807781