Ipertensione arteriosa: misurarla con costanza per impedirle di far danno

Lo ricorda anche il tema della Giornata Mondiale della Pressione (#WorldHypertensionDay) che si celebra ogni anno il 17 maggio: “controlliamo l’ipertensione tutti insieme: misura la pressione con regolarità, sconfiggi il killer silenzioso”. Carlo Verdone e Giovanni Veronesi testimonial d’eccellenza al Policlinico Gemelli.
Il Policlinico Gemelli ha celebrato la Giornata Mondiale dell’Ipertensione, di cui ricorre la Giornata mondiale il 17 maggio, questa mattina, lunedì 18 maggio, con il convegno “Gestiamo insieme l’ipertensione” dedicato ai diversi aspetti di questo importante fattore di rischio cardiovascolare. L’incontro, promosso dal Professor Andrea Flex, Responsabile del Centro Ipertensione del Policlinico Gemelli, afferente al Dipartimento di Scienze Cardiovascolari diretto dal professor Massimo Massetti, ha visto la partecipazione straordinaria di Carlo Verdone e Giovanni Veronesi. Le celebrazioni della giornata proseguiranno, con l’offerta ai cittadini di un counselling gratuito, controlli della pressione e consigli di stile di vita.
Professor Flex, quanti sono gli italiani ipertesi e cosa dicono le ultime Linee Guida Europee dell’Ipertensione (ESC/ESH)?
Il tema più ‘cado’ riguarda la trasformazione radicale dell’approccio clinico. le nuove linee guida infatti ricordano che il danno d’organo correlato all’ipertensione non inizia ai valori di 140/90 mmHg, ma si sviluppa lungo un continuum che parte da valori pressori molto più bassi. Viene introdotta la categoria di “Pressione Arteriosa Elevata” (120–139 / 70–89 mmHg), che non è una zona grigia, ma una vera e propria call to action per la valutazione del rischio globale, attraverso gli algoritmi SCORE2.
Questo allarga di quasi 10 milioni la platea degli italiani a rischio: se oggi si contano circa 18 milioni di ipertesi, secondo le nuove linee guida salgono a 25–28 milioni i cittadini da monitorare attentamente.
Qual è l’obiettivo pressorio da raggiungere con le terapie?
Per la maggior parte dei pazienti in trattamento, il target ideale è ora 120–129 mmHg di sistolica (la ‘massima’), a patto che questi valori siano ben tollerati. Per i pazienti ad alto rischio (quelli con diabete, nefropatie), si raccomanda di iniziare il trattamento già a 130/80 mmHg.
Ci sono anche nuovi consigli rispetto allo stile di vita?
Ridurre il sale resta fondamentale, ma la novità è l’invito ad aumentare l’apporto di potassio (0,5–1 g/die) attraverso frutta, verdura o sostituti del sale (contenenti sali di potassio). Sull’esercizio fisico, non si punta solo a quello aerobico, ma vanno inseriti anche esercizi di resistenza (con pesi leggeri), che hanno dimostrato benefici emodinamici significativi.
Quali novità sul fronte del trattamento?
Per migliorare l’aderenza alla terapia, le linee guida promuovono le combinazioni precostituite (Single Pill Combination – SPC). Per l’ipertensione resistente, viene invece riconosciuta come valida opzione la denervazione renale, da effettuare però solo in centri ultra-specializzati.
Una delle novità più promettenti all’orizzonte è lo zilebesiran, un farmaco sperimentale basato sulla tecnologia a interferenza RNA (siRNA). Lo studio clinico Kardia-2, condotto su 663 adulti con ipertensione non controllata, ha dimostrato che un’iniezione da fare due volte l’anno è in grado di ridurre drasticamente la pressione, migliorando così l’aderenza alla terapia e garantendo una protezione cardiovascolare continua.
Ci sono differenze tra Linee Guida Europee e Americane?
Una recente review pubblicata su European Journal of Preventive Cardiology ha messo a confronto le linee guida AHA/ACC 2025 (USA) con quelle ESC 2024 ed ESH 2023 europee, evidenziando ampie concordanze: nonostante alcune differenze legate a contesti culturali e organizzativi, l’obiettivo comune resta la riduzione del rischio cardio-vascolare attraverso una diagnosi più precoce e un migliore controllo della pressione.
In sintesi, la tendenza generale è di andare verso una gestione più precoce e personalizzata, con target pressori più ambiziosi e nuove opzioni terapeutiche, incluse quelle a somministrazione semestrale.
Quali consigli dare a un paziente iperteso basati sulle ultime evidenze scientifiche?
I consigli pratici che emergono dalle ultime evidenze scientifiche, rispetto allo stile di vita, oltre alla riduzione del sale e l’aumento di potassio con la dieta, e un esercizio fisico più bilanciato (aerobico e di resistenza), riguardano il peso corporeo. Sovrappeso e obesità sono tra i principali fattori di rischio per ipertensione, insieme a diabete, dislipidemia e insufficienza renale; la riduzione del peso diventa dunque un must nella gestione della persona con ipertensione, anche per valori di pressione inferiori a 140/90 mmHg.
Come controllare la pressione arteriosa?
Si tratta di un’attività fondamentale, che ogni iperteso dovrebbe inserire nella propria routine quotidiana. Non a caso è anche il tema della Giornata Mondiale 2026. E dunque il consiglio è di misurare la pressione regolarmente a casa, e non solo in ambulatorio, per avere un quadro più realistico.
Il messaggio chiave da trasmettere al paziente è che l’ipertensione va gestita giorno per giorno, con costanza, sia rispetto alle corrette abitudini di vita, che nell’aderenza alla terapia.
Maria Rita Montebelli










