Il nuovo Laboratorio di Anatomia Patologica: innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale al servizio della diagnostica

È stato inaugurato mercoledì 28 gennaio il nuovo Laboratorio di Anatomia Patologica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, uno dei centri diagnostici più rilevanti a livello nazionale per volume, complessità e innovazione.
Nell’occasione Guido Rindi, direttore UOC Anatomia Patologica della testa e collo, del polmone e dell’apparato endocrino, professore ordinario di Anatomia patologica All’Università Cattolica,e Gian Franco Zannoni, Direttore UOC Anatomia Patologica Generale, professore ordinario di Anatomia patologica all’Università Cattolica,hannopresentatoil laboratorio, illustrandone l’attività quotidiana di supporto alla clinica e l’organizzazione del team, con particolare attenzione ai progetti futuri nell’era della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Sono intervenuti il Vice Presidente della Fondazione Gemelli IRCCS Giuseppe Fioroni, il Direttore Sanitario Andrea Cambieri, e la direttrice del SITRA – Servizio infermieristico Tecnico e Riabilitativo Aziendale Carmen Nuzzo. In conclusione, la benedizione dei nuovi locali impartita da Don Nunzio Currao, assistente pastorale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il Laboratorio di Anatomia Patologica del Policlinico Gemelli rappresenta un punto di riferimento assoluto nel panorama sanitario italiano. Con circa 290.000 prestazioni annue, è il primo in Italia per numero di esami e per ampiezza delle competenze diagnostiche. L’attività comprende oltre 62.000 esami istologici, 18.600 citologici, quasi 200.000 indagini immunoistochimiche, un numero in costante crescita di analisi prognostiche e di indagini FISH/SISH, oltre a esami estemporanei e autoptici, confermando il ruolo centrale del laboratorio nel supporto diagnostico clinico, chirurgico e oncologico del Dipartimento.
Nel corso dell’ultimo anno, il laboratorio è stato protagonista di un profondo rinnovamento tecnologico, strutturale e organizzativo. “È stata realizzata una nuova area dedicata al campionamento macroscopico di pezzi operatori e biopsie, dotata di stazioni di lavoro di ultima generazione che garantiscono elevata ergonomia, illuminazione ottimale e sistemi avanzati di aspirazione della formalina – ha spiegato il professor Gian Franco Zannoni -. Le postazioni sono pienamente integrate con strumenti informatici, sistemi di dettatura vocale e acquisizione foto-video, tutti connessi al sistema informativo di laboratorio (LIS Armonia – Dedalus)”.
Parallelamente, il laboratorio si è dotato di nuovi processatori automatici di ultima generazione, ambienti dedicati all’allestimento automatizzato dei preparati istologici e citologici e spazi ampi e luminosi per il taglio e l’inclusione, con postazioni personalizzate per i tecnici di laboratorio. Un passaggio chiave verso la digital pathology è rappresentato dall’installazione di uno scanner per vetrini digitali, primo passo concreto verso una diagnostica sempre più digitale e integrata.
“Dal punto di vista organizzativo – ha continuato il professor Guido Rindi -, è stato completato un sistema di tracciamento completo del campione in tutte le fasi del processo diagnostico, dall’accettazione alla refertazione, ponendo le basi per un workflow moderno, controllato e progressivamente orientato alla riduzione dell’uso della carta. Le analisi molecolari includono attualmente metodiche SISH e FISH, mentre ulteriori indagini sono svolte in collaborazione con la UOSD di Diagnostica Molecolare e Genomica”.
Accanto all’attività diagnostica, il laboratorio è fortemente impegnato nella ricerca scientifica, con numerosi progetti attivi, collaborazioni nazionali e internazionali e partecipazione a trial clinici. Grande attenzione è rivolta anche alla formazione, come dimostra l’aumento degli specializzandi, i numerosi progetti di tesi e l’elevato numero di richieste di formazione ultra-specialistica da parte di professionisti provenienti da centri italiani ed esteri.
“Guardando al futuro – concludono gli anatomo patologi- sono stati individuati diversi ambiti strategici di sviluppo, tra cui il potenziamento del personale tecnico, l’ulteriore automazione dei processi, l’introduzione di figure di supporto al patologo, la formazione dedicata alla digital pathology, l’aggiornamento delle infrastrutture informatiche e del LIS, lo sviluppo di sistemi di storage per immagini digitali e la selezione di strumenti di intelligenza artificiale per la diagnostica routinaria. Obiettivi che mirano a consolidare il ruolo del Laboratorio di Anatomia Patologica del Policlinico Gemelli come hub diagnostico avanzato, pienamente integrato nei percorsi di medicina di precisione e orientato all’innovazione tecnologica e organizzativa”.
Emiliana Stefanori
Nella foto in alto da sinistra Gian Franco Zannoni, Maurizio Sanguinetti, Guido Rindi, Giuseppe Fioroni, Andrea Cambieri, Carmen Nuzzo














