Università Cattolica, il 13 maggio a Roma il convegno “Le apparizioni di Fatima tra scienza e fede”.

Nel campus di Roma dell’Ateneo, si è tenuto un incontro a più voci sulla fenomenologia delle apparizioni e gli aspetti scientifici e devozionali. L’intervento del Cardinale Angelo Comastri. La svelata della reliquia di San Giovanni Paolo II.
Le apparizioni di Fatima tra scienza e fede” il convegno che si è tenuto ieri mercoledì 13 maggio alle ore 14.30 nell’Aula Franceschini del Polo Universitario “Giovanni XXIII” della Sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (L. go F. Vito, 1).
L’incontro – che si è tenuto proprio il 13 maggio nella data in cui si ricorda sia la prima delle sei apparizioni della Vergine Maria, avvenuta nel 1917 a Cova da Iria, in Portogallo, a Lucia dos Santos e ai cugini Francesco e Giacinta Marto, sia l’anniversario dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, nel 1981 – è stato aperto dal Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Alessandro Sgambato, dall’Assistente Ecclesiastico generale dell’Ateneo S. E. Mons. Claudio Giuliodori, dal Rettore dell’Università Europea di Roma Padre Pedro Barrajon, dal Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori Giuseppe Fioroni e dal Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Antonio Gasbarrini. Ideatore e organizzatore del convegno il professor Francesco Franceschi, Ordinario di Medicina Interna alla Facoltà di Medicina e chirurgia, che ha parlato di “Le apparizioni mariane viste dalla scienza”.
Il Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Antonio Gasbarrini intervenendo nei saluti istituzionali ha detto: “di fronte a malattie croniche o incurabili, la scienza da sola non basta; è necessario il potere “taumaturgico” della parola, del contatto umano e della condivisione. vere un ideale alto o una fede aiuti i pazienti (specialmente quelli oncologici) a non lasciarsi andare, migliorando la loro resilienza alle cure. Curare l’anima, non solo il corpo! Essere “grandi medici” significa riconoscere che fede e scienza devono procedere insieme: la fede dà senso alla sofferenza dove la scienza non ha risposte, permettendo di prendersi cura dell’anima oltre che del corpo”.
Il momento più toccante del convegno è stato la testimonianza di Suor Bice Priori che ha mostrato la reliquia di San Giovanni Paolo II. L’intervento di Suor Bice Priori,si è soffermato su un oggetto di straordinario valore spirituale ed emotivo: la maglietta intima (una canottiera bianca) che il Papa indossava il 13 maggio 1981, giorno dell’attentato in Piazza San Pietro. La maglietta presenta ancora le macchie di sangue e i fori causati dai proiettili. È stata conservata per anni dalle suore che assistevano il Pontefice e rappresenta una “reliquia viva” della sofferenza di un uomo che ha perdonato il suo attentatore.
La data dell’attentato coincide esattamente con l’anniversario della prima apparizione di Fatima. Suor Bice ha sottolineato come lo stesso Giovanni Paolo II fosse convinto che “una mano ha sparato e un’altra (quella della Madonna) ha guidato il proiettile”, salvandogli la vita.
Nella sintesi del convegno, il sangue sulla maglietta non è visto solo come un segno di violenza, ma come simbolo di un’offerta e di un legame indissolubile tra il Papa e il mistero di Fatima. È la testimonianza fisica di come la Fede entri prepotentemente nella Storia e nella carne.
Il professor Francesco Franceschi, introducendo il suo intervento su “Le apparizioni mariane viste dalla scienza” ha affrontato il tema delle apparizioni da una prospettiva scientifica e medica, cercando di stabilire un confine tra ciò che è spiegabile dalla mente umana e ciò che appartiene al mistero.
Riferendosi ai tre pastorelli di Fatima, Franceschi ha dichiarato che: “la scienza non ha il compito di confermare il miracolo, ma di pulire il campo dalle false spiegazioni. Una volta escluse le patologie, la scienza deve umilmente fermarsi e riconoscere che esiste una dimensione che la ragione non può misurare. In questo senso, la medicina diventa testimone di un evento che, pur non essendo spiegabile scientificamente, produce effetti reali e positivi sulla vita e sulla salute (anche spirituale) delle persone. La scienza funge da filtro critico e rigoroso, ma è la fede a fornire il significato ultimo di ciò che gli occhi dei veggenti hanno contemplato”
Concludendo S. E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico generale dell’Ateneo, ha ringraziato il professor Franceschi ideatore e organizzatore dell’evento e ha dichiarato: “è stato un momento di straordinaria intensità in cui gli aspetti spirituali si sono intrecciati con la storia, e con gli aspetti scientifici. Un’iniziativa singolare non abituale che ci introduce in alcune dimensioni che tendiamo solitamente a separare: fede e scienza. Ma separare la ragione della fede è uno dei grandi mali del nostro tempo. Le apparizioni mariane ci riportano al ruolo di Maria che ci consente di stare in questa rivelazione, la fede cristiana è la fede della rivelazione”.
Hanno partecipato al convegno, articolato in due sessioni: Ernesto Greco, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Europea di Roma.
Suor Daniela Del Gaudio, docente di Teologia all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ha invece parlato di “Fenomenologia delle apparizioni e riconoscimento della Santa Sede”.
Nella seconda sessione, moderata da Padre Pedro Barrajon e dalla Vicepreside della Facoltà di Medicina e chirurgia Maria Antonietta Gambacorta, è intervenuto il Cardinale Angelo Comastri con le testimonianze sull’apparizione di Fatima del e il Professor Antonio Crucitti, Associato di Chirurgia generale alla Facoltà di Medicina e chirurgia. Il professor Francesco Franceschi ha spiegato
Infine la testimonianza del Professor Stefano De Lillo sulla devozione di un giovane laico alla Madonna: Giuseppe De Lillo.













