11.01.2009
Nuovi dispositivi biologici “in vivo”
La possibilità di sviluppare nano dispositivi biologici, capaci di effettuare trattamenti terapeutici e diagnostici in vivo ed in tempo reale, non appare più così lontana come qualche tempo fa.


La possibilità di sviluppare nano dispositivi biologici (ad esempio nanorobots), capaci di effettuare trattamenti terapeutici e diagnostici in vivo ed in tempo reale, non appare più così lontana come qualche tempo fa. Un prerequisito per lo sviluppo e la costruzione di nanorobots biologici wirelss è la disponibilità continuativa in ambiente biologico di energia elettrica.

 

La raccolta di luce solare tramite cellule fotovoltaiche si è dimostrata una efficiente maniera di creare energia elettrica e parecchie tipologie di cellule fotovoltaiche sono oggi disponibili sul mercato.

Sfortunatamente l’applicazione di tali sistemi ad applicazioni biomediche, come l’alimentazione in vivo di biodispositivi, non è stata fin qui agevole poiché tali cellule riescono ad assorbire energia solo a determinate lunghezze d’onda e specificatamente luce visibile e luce ultravioletta, entrambe tipologie di onde elettromagnetiche che difficilmente penetrano all’interno dei tessuti biologici.

 

Per superare questo problema un gruppo di ricercatori Cinesi e Tedeschi è riuscito per la prima volta nella costruzione di un nuovo prototipo di cellula fotovoltaica, capace di assorbire energia da onde laser a 980 nanometri di lunghezza attraverso un sottile tessuto biologico.

 

Gli studiosi hanno utilizzato un materiale formato da “terre rare e nanofosfori” capace di assorbire la luce laser ed emettere per luminescenza luce visibile, capace a sua volta di essere assorbita da normali cellule fotovoltaiche per la generazione di luce elettrica in vivo.

Gli esperimenti sono stai effettuati ricoprendo le cellule fotovoltaiche con 6 strati di tessuto biologico suino (1 mm di spessore l’uno), ed hanno evidenziato la generazione di una potenza massima compresa fra 0.28 e 0.02 mW (milli watt) sufficiente ad alimentare diversi tipi di biodispositivi.

 

Questa ricerca rappresenta un grande passo avanti della scienza biomedica in quanto apre la possibilità di preparare e/o sviluppare nuove sorgenti elettriche da utilizzare come alimentazione per nanorobot wireless e molti altri biodispositivi.

 

Fonte: www.nanowerk.com, December 11, 2009