04.03.2009
Tra antistaminici e vaccini
L'approccio terapeutico della rinite allergica si avvale di farmaci sintomatici e dell'immunoterapia specifica.

GLI ANTISTAMINICI

Esistono numerose classi di farmaci da utilizzare come sintomatici tra cui vanno ricordati gli antistaminici per via orale di ultima generazione (cetirizina, levocetirizina, ebastina, loratadina, desloratadina, rupatadina) che non causano sedazione e sono efficaci soprattutto sulla rinorrea e sul prurito nasale.

 Molto utili sono anche gli steroidi nasali (mometasone furoato, fluticasone furoato, fluticasone propionato, budesonide), particolarmente utilizzati nelle forme in cui prevale l'ostruzione nasale.

Un'altra categoria dl farmaci antiallergici sono i cromoni ad applicazione locale (sodiocromogliocato e nedocromile sodico) che vengono somministrati come collirio o spray nasale o spray aerosol per i bronchi.

 Di più recente introduzione sono gli antileucotrienici (es. montelukast o zafirlukast) che sono nati per la prevenzione e la cura dell'asma bronchiale ma molti studi ne hanno dimostrato una buona efficacia nella rinite allergica in associazione agli antistaminici.

Questi medicamenti non impediscono infatti alla malattia dl progredire e di evolvere.

 IL VACCINO

Al fine di provocare nel paziente una guarigione duratura si deve ricorrere alla immunoterapia specifica che dura dai tre al cinque anni, arco di tempo nel quale il paziente assumendo una dose standardizzata dell'allergene raggiunge una tolleranza nel confronti dello stesso.

Per molto tempo è stata utilizzata la via sottocutanea, mentre da alcuni anni quella sublinguale è la modalità di somministrazione maggiormente utilizzata in quanto meno rischiosa di quella sottocutanea e più facilmente gestibile da parte del paziente.

 Esistono vaccini somministrati in gocce partendo da una dose minima e raggiungendo in pochi giorni il dosaggio di mantenimento; vaccini in compresse di ancor più semplice e sicuro modo di somministrazione.

Sono infine da menzionare i nuovi approcci diagnostici e terapeutici legati ai progressi dell'ingegneria genetica.

Una metodica recentissima è quella del microarray proteomico che si avvale dell'utilizzo di allergeni detti ricombinanti, cioè biologicamente puri, rappresentanti i singoli epitopi antigenici.

 Grazie a tale tecnica può essere identificato in modo ancor più preciso il determinante antigenico responsabile della sintomatologia accusata dal paziente. Sono in corso studi per ottenere vaccini con gli stessi allergeni ricombinanti.

A cura di Prof. Schiavino Domenico