18.02.2013
Polipi nasali

Descritti per la prima volta da Ippocrate più di 3000 anni fa; rappresentano il gruppo più comune di lesioni che si riscontrano nel naso. Sono neoformazioni benigne delle cavità nasali, con ispessimento ed edema marcato della mucosa che riveste i seni nasali.

Il termine polipo deriva dal greco (poli-pous = molti piedi) e indica la capacità che hanno tali lesioni di “camminare molto”, per cui la maggior parte di esse a partenza dal seno etmoidale lo abbandona per raggiungere e superare le coane nasali; quelli a partenza dai seni mascellari si localizzano nel rinofaringe.

Per quanto riguarda le cause scatenanti le ipotesi più comuni riguardano l’allergia respiratoria, i fattori ambientali (polluzione), le infezioni, le disfunzioni del sistema nervoso autonomo, le alterazioni della funzione di pulizia muco-ciliare e i fattori genetici.

Nel 35% dei pazienti con poliposi nasale si registra la presenza della “Malattia da Aspirina”: rinite → asma → Intolleranza all’aspirina e poliposi nasale.

Gli obiettivi della terapia della poliposi nasale sono fondamentalmente prevenire le recidive e ristabilire un sufficiente flusso aereo nasale e l’odorato. La terapia può essere medica o chirurgica: la terapia medica, indicata nei casi di poliposi nasale non ostruttiva, ricadute non ostruttive, controindicazioni all’intervento chirurgico, e la terapia chirurgica.

 

A cura di UOC: Allergologia