“The Power We Play”: Policlinico Gemelli e World Duchenne Organization raccontano il potere del powerchair football nel cambiare la vita

Dall’Italia all’Argentina e all’Inghilterra, le storie degli atleti di powerchair football nel loro viaggio verso i Mondiali che si terranno a Buenos Aires dal 17 al 23 ottobre 2026.
Sognare di indossare la maglia della propria Nazionale, allenarsi, competere, condividere vittorie e sconfitte con i propri compagni. E prepararsi al momento in cui il mondo intero sarà lì a guardare.
È il viaggio raccontato in “The Power We Play – How Powerchair Football changes Lives”, documentario nato dalla collaborazione tra Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e World Duchenne Organization, seguendo alcuni atleti di powerchair football nel loro percorso verso i Mondiali che si terranno a Buenos Aires dal 17 al 23 ottobre 2026.
Il progetto nasce da un impegno condiviso della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e World Duchenne Organization nella gestione della dimensione clinica delle persone con patologie neuromuscolari e dalla valorizzazione di percorsi di vita che comprendano la partecipazione, l’autonomia, le relazioni, le passioni e la possibilità di costruire il proprio percorso nel mondo.
Il documentario attraversa l’Italia, l’Argentina e l’Inghilterra, entrando nella quotidianità degli atleti, delle loro famiglie e delle squadre. Allenamenti, trasferte, impegno, sogni accompagnano il cammino verso Buenos Aires e mostrano cosa significhi trovare nello sport un motore di crescita e cambiamento.
Al centro del racconto c’è il powerchair football, disciplina praticata con carrozzine elettroniche appositamente adattate che permette agli atleti di vivere il calcio a livello agonistico.
Ma “The Power We Play” va oltre il campo da gioco. Attraverso le voci dei suoi protagonisti racconta come lo sport e nello specifico il powerchair football possa cambiare la vita.
“Oltre a seguire i nostri bambini e ragazzi con patologie neuromuscolari attraverso una presa in carico multidisciplinare, ci occupiamo di sostenerli nel loro percorso di crescita e creare le condizioni perché possano sviluppare le proprie capacità, costruire relazioni, coltivare passioni e progettare il proprio percorso di vita. Il powerchair football rappresenta in modo straordinario questa possibilità: mette al centro la persona, le sue capacità e il suo desiderio di partecipare. Vedere questi ragazzi diventare atleti, compagni di squadra e rappresentanti del proprio Paese ci ricorda quanto l’accesso allo sport possa avere un impatto concreto sulla qualità della vita.”
Dichiara il professor Eugenio Mercuri, Direttore del Dipartimento della salute della donna e del bambino della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
Le storie sono state raccolte seguendo gli atleti nei loro contesti reali: dagli allenamenti della Nazionale italiana a Milano, alla preparazione della squadra argentina a Buenos Aires, fino alla nazionale inglese in una competizione in Scozia, raccontando realtà differenti unite dalla stessa passione e dallo stesso obiettivo.
“Questo documentario è nato incontrando ragazzi che fanno parte della comunità di persone con patologie neuromuscolari a livello internazionale e vedendo quanto il powerchair football avesse cambiato concretamente le loro vite. Abbiamo deciso allora di entrare nel loro mondo e seguirli nel viaggio verso i Mondiali. In un percorso lungo sei mesi, in varie parti del mondo, abbiamo incontrato storie diverse, ma unite dallo stesso sentimento: la felicità di giocare, di appartenere a una squadra e di avere un obiettivo comune.” Afferma Nicoletta Madia, Communication e Project Manager della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Community Manager della World Duchenne Organization, ideatrice del documentario.
“The Power We Play” viene lanciato alla vigilia della 2026 FIPFA Powerchair Football World Cup a Buenos Aires, trasformando l’attesa dei Mondiali nell’occasione per raccontare ciò che avviene molto prima del fischio d’inizio: i chilometri percorsi per allenarsi, il lavoro delle squadre, il sostegno delle famiglie e, soprattutto, la determinazione degli atleti.
Il documentario è da oggi disponibile a questo link.










