16.05.2013
SBR, il raggio che colpisce e neutralizza il tumore

E' un bisturi invisibile che neutralizza il tumore con radiazioni che centrano il bersaglio e risparmiano i tessuti sani circostanti. 

Si tratta della Radioterapia Stereotassica Extracranica o Stereotactic Body Radiation Therapy (SBRT), la tecnica innovativa ad altissima precisione che consente di irradiare lesioni tumorali profonde con dosi molto elevate risparmiando i tessuti sani circostanti. Viene effettuata in meno di un'ora e su un arco temporale variabile da uno a pochi giorni. Il tutto in regime ambulatoriale, senza sottoporre il paziente allo stress psicologico del ricovero.
Inizialmente la radioterapia stereotassica era utilizzata solo per le patologie intracraniche inaccessibili al chirurgo; la somministrazione puntuale di una dose elevata, a tumori profondi, consentiva di ottenere gli stessi risultati terapeutici ottenibili dalla chirurgia, senza sequele neurologiche. Negli ultimi anni, l'introduzione di sistemi di immobilizzazione sempre più sofisticati anche per i distretti extracranici, l'innovazione tecnologica che permette di collimare la dose in maniera sempre più precisa e lo sviluppo della IGRT o Image-Guided RadioTherapy, che rende possibile controllare l'esatta posizione del bersaglio prima di ogni terapia, hanno consentito l'utilizzo di tale tecnica anche per gli altri distretti corporei. Pertanto, oggi, si parla anche di Radioterapia Stereotassica Extracranica o Corporea, indicata con il termine anglosassone Stereotactic Body Radiation Therapy (SBRT).

Dal punto di vista terapeutico la radioterapia stereotassica presenta elevati vantaggi rispetto ai trattamenti tradizionali: la somministrazione di una dose elevata al tumore aumenta la probabilità della necrosi del tessuto neoplastico. In questo modo, il bisturi invisibile, rappresentato dalle radiazioni, aumenta la probabilità di controllare la malattia neoplastica e di incrementare la sopravvivenza. Inoltre,  la precisione della tecnica garantisce il risparmio dei tessuti sani, minimizzando gli eventuali effetti collaterali tardivi. 
Il trattamento prevede due fasi.

Nella prima fase, detta di preparazione, viene effettuata un TC di simulazione in cui si individua la posizione nella quale sarà eseguita la terapia e vengono modellati i sistemi di immobilizzazione esterni (maschera termoplastica, supporti ad aria compressa etc.); solo dopo aver acquisito accuratamente questi dati viene elaborato il piano di trattamento personalizzato. Nella seconda fase, quella del trattamento vero e proprio, il paziente esegue la seduta giornaliera che prevede una durata di pochi minuti ed è assolutamente indolore.

Possono giovarsi del trattamento stereotassico sia i pazienti non metastatici che i pazienti metastatici, purché le lesioni presentino dimensioni contenute. Per quanto concerne i pazienti non metastatici sono candidabili a tale terapia i pazienti per i quali non si possa procedere ad un intervento chirurgico per la presenza di comorbidità o per la localizzazione della lesione in sedi anatomiche ad alto rischio; le principali neoplasie, eleggibili, sono quelle polmonari, pancreatiche e delle vie biliari. Per quanto concerne, invece, i pazienti con metastasi, il presupposto si basa principalmente sul numero delle lesioni:pazienti oligometastatici con  1-5 metastasi sono generalmente candidabili. Le sedi più frequenti sono: polmone, fegato e i linfonodi addomino-pelvici.

A chi rivolgersi 
I trattamenti di Stereotactic Body Radiation Therapy sono eseguiti presso la Divisione di Radioterapia Oncologica, diretta dal prof. Vincenzo Valentini, del Dipartimento di Scienze Radiologiche. 

Prenotazione visite: Nadia Cerasaro (caposala del Servizio di Radioterapia Oncologica) al numero 06.30154426.

SS Ufficio stampa

 

 

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