13.11.2008
Operazione a cuore aperto senza
Il sistema permette di non “aprire” il cuore ma di effettuare l’intervento di valvoplastica attraverso l’inserzione di un ago cavo nel muscolo cardiaco.

Negli interventi a cuore aperto, in particolare nelle valvoplatiche mitraliche, dove è necessario interrompere l’attività cardiaca e sottoporre il paziente a procedure di circolazione sanguigna extracorporea (CEC), esistono dei rischi di complicanze legate a una ridotta irrorazione in particolare del sistema nervoso centrale.

La possibilità di evitare procedure di circolazione extracorporea faciliterebbe il decorso post operatorio del paziente e il suo pieno recupero funzionale.

Per rispondere a tali esigenze è stato sviluppato un nuovo sistema robotico in grado di permettere tali intercenti senza interrompere l’attività cardiaca e sottoporre il paziente a CEC.

Questo sistema permette di non “aprire” il cuore ma di effettuare l’intervento di valvoplastica attraverso l’inserzione di un ago cavo nel muscolo cardiaco.

Attraverso l’ago è possibile introdurre delle piccole ancore nel cuore per fissarle nel tessuto intorno alla valvola mitralica.

Le ancore vengono quindi tirate, come una sorta di filo di sutura per diminuire l’ampiezza dell’apertura della valvola stessa.

La difficoltà, per poter fissare adeguatamente le ancore e quindi per portare a termine in maniera efficace l’intervento, consiste nell’effettuare l’operazione con il cuore in movimento.

Il sistema è regolato da un un software che, sulla base di immagini ecografie 3D, è in grado di prevedere/anticipare i movimenti del cuore di circa 70-100 millisecondi. Il software quindi sincronizza il movimento dell’ago necessario per la riparazione della valvola, con il movimento del cuore, annullando di fatto l’errore di posizionamento legato al movimento della valvola cardiaca.

Questa tecnica, molto promettente, non è ancora stata provata sull’uomo, ma sta dando ottimi risultati sugli animali.

Lo sviluppo della tecnologia mira ora a dotare il sistema robotico di ulteriori sensori che permettano tra l’altro la possibilità di eseguire in diretta l’elettrocardiogramma.

Inoltre un importante sforzo è dedicato alla miniaturizzazione del sistema, che già rappresenta un punto di forza ma che, se ulteriormente sviluppata, faciliterà notevolmente l’attività del chirurgo e la riuscita dell’intervento.

 

Fonte: www.technologyreview.com, October 21, 2008