19.02.2010
Embolizzazione
L’embolizzazione è un nuova cura per i fibromi che permette di evitare l’intervento chirurgico.

QUANDO È INDICATA E QUANDO NO

L’embolizzazione è indicata per tutti i tipi di fibroma tranne che per i fibromi sottosierosi peduncolati.

L’embolizzazione non è consigliata quando l’unico problema causato dalla presenza di fibromi è la difficoltà ad iniziare o a portare a termine una gravidanza.

L’embolizzazione è controindicata quando, oltre ai fibromi, sono presenti altre importanti patologie dell’utero, delle tube o delle ovaie ed in donne con problemi di grave allergia ai mezzi di contrasto o con particolari condizioni di salute (malattie della coagulazione, insufficienza renale, deficit del sistema immunitario).

 

COME SI SVOLGE

L’embolizzazione viene eseguita da un radiologo vascolare in una sala specificamente attrezzata, la Sala Angiografica.

Dopo un’anestesia locale praticata a livello della piega dell’inguine viene punta l’arteria femorale e viene introdotto un microcatetere (un tubicino del calibro di un ago da puntura intramuscolare) che viene fatto avanzarefino alle arterie uterine sotto controllo radiografico.

A questo punto, utilizzando lo stesso microcatetere, vengono iniettate micro particelle (grandi come granelli di sabbia) di una sostanza inerte fino ad ostruire completamente i vasi sanguigni che alimentano i fibromi.

Terminata la chiusura di questi piccoli vasi, il microcatetere viene sfilato e viene applicata una medicazione compressiva (che sarà mantenuta per 10 ore) sulla puntura d’ingresso all’inguine.

La procedura ha una durata complessiva di circa un’ora.

 

 

COSA ASPETTARSI DOPO L’EMBOLIZZAZIONE
Si rimane in ospedale per una notte. Nelle prime ore dopo l’embolizzazione possono comparire alcuni effetti collaterali caratteristici di questa tecnica.

Il più frequente è il dolore pelvico (dovuto a contrazioni dell’utero) che inizia di solito mezz’ora dopo la fine della procedura, è spesso intenso nelle prime 6-8 ore e poi si stempera in leggeri crampi addominali.

Per tenere sotto controllo il dolore si usano farmaci antidolorifici e antinfiammatori, che vengono somministrati per via endovenosa nelle prime 10 ore ed assunti per bocca a partire dalle prime ore del mattino successivo.
Altri comuni effetti collaterali sono la nausea ed il vomito, che vengono trattati con farmaci sintomatici.

La dimissione dall’ospedale avviene a distanza di 3- 4 ore dalla sospensione della terapia per via endovenosa.

Al momento della dimissione viene prescritta una terapia per bocca (antidolorifici ed antibiotici) da proseguire a casa per 5 giorni.

 

Durante la prima settimana dopo l’intervento possono comparire febbre (anche superiore a 38° C) e perdite vaginali (macchie). Anche questi effetti sono tipici della tecnica e non richiedono cure diverse da quella prescritta alla dimissione.

Nella maggior parte dei casi si è in grado di riprendere tutte le normali attività entro 5-10 giorni dall’embolizzazione.

 

 

QUALI SONO I RISULTATI
Nel 90% dei casi l’embolizzazione determina una rapida scomparsa dei sintomi ed una progressiva involuzione dei fibromi che, nell’arco dei 12 mesi successivi al trattamento, si riducono in media del 70%. E’ importante tuttavia tenere presente che:

  1. l’effetto dell’embolizzazione sulla dimensione dei fibromi varia da caso a caso perché dipende dalla specifica struttura di ogni singolo fibroma;
  2. l’efficacia dell’embolizzazione sui sintomi è indipendente dal suo effetto sulla dimensione dei fibromi: i disturbi scompaiono o migliorano sensibilmente anche quando la riduzione dei fibromi è relativamente modesta. Nel nostro Policlinico l’embolizzazione dei fibromi viene praticata dal 1999.

 

I risultati ottenuti nella nostra casistica (che è la più numerosa in Italia) sono molto positivi sia per quanto riguarda l’efficacia dell’embolizzazione sui sintomi e sulla dimensione dei fibromi (risoluzione o significativo miglioramento dei sintomi nel 90% delle donne trattate e riduzione media dei fibromi ad 1 anno del 76%) che per quanto riguarda la frequenza di complicazioni del trattamento (nessuna complicazione grave, complicazioni di lieve entità nel 6% dei casi).

 

 

QUALI SONO LE COMPLICAZIONI POSSIBILI
L’embolizzazione è una tecnica sicura ma, come qualsiasi intervento medico o chirurgico, ha un rischio, seppure minimo, di complicazioni.

Occasionalmente può formarsi un ematoma nella zona della puntura d’ingresso all’inguine.

Questa complicazione si risolve spontaneamente nello spazio di pochi giorni.

In circa il 7% delle donne che hanno fibromi sottomucosi si può verificare l’espulsione per via vaginale dei fibromi embolizzati nel corso dei mesi successivi all’intervento.

Altre complicazioni possibili ma assai rare sono la scomparsa dei cicli mestruali (amenorrea) e l’infezione dei fibromi embolizzati.