12.12.2006
L’antibiotico resistenza
Il diffondersi di batteri resistenti agli antibiotici e' una delle attuali emergenze della sanita' pubblica, strettamente connessa al crescente aumento del numero delle infezioni nosocomiali.

Il fenomeno dell'antibiotico resistenza rappresenta una delle emergenze di Sanità Pubblica del 21° secolo; ad esso strettamente connesso è il numero crescente di infezioni nosocomiali causate da batteri con resistenze multiple.

 

Gli agenti eziologici più frequentemente responsabili di tali infezioni sono: Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), enterococco vancomicina-resistente (VRE), ed Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa multiresistente. Negli ultimi anni i batteri gram-negativi, particolarmente P. aeruginosa, A. baumannii ed enterobatteri che producono β lattamasi a spettro allargato (ESBL) sono emersi quali importanti patogeni nosocomiali associati a significativa morbilità e mortalità.

 

 

La colonizzazione e l'infezione (difficile da distinguersi sul piano clinico) con ceppi resistenti appartenenti a tali specie sono favorite dalla prolungata ospedalizzazione, dal crescente uso di dispositivi meccanici quali la ventilazione assistita e dalla somministrazione di antibiotici a largo spettro.

Più nel dettaglio, durante il periodo 1990-1996 i tre principali patogeni gram positivi ( S. aureus, stafilococchi coagulasi-negativi ed enterococchi) sono stati responsabili del 34% delle infezioni nosocomiali, e i quattro principali patogeni gram negativi ( E. Coli, P. aeruginosa, Enterobacter spp., K. Pneumonite) del 32%.

 

Del tutto recentemente (dicembre 2004) sono stati presentati i risultati dello studio multicentrico coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità relativo ad una rilevazione delle infezioni ospedaliere in nosocomi italiani nell'anno 2003. La percentuale di tali infezioni varia da 5 a 10%; la maggior parte di esse sono polmoniti ed infezioni urinarie causate da E. coli, S. aureus, P. aeruginosa. Per quanto concerne la percentuale di MRSA è più alta nelle regioni centro-settentrionali dell'Italia, nei soggetti con età maggiore di 65 anni, negli ospedali con più di 900 posti letto e nei reparti di terapia intensiva e chirurgia. Inoltre si registra una grande variabilità nella frequenza di MRSA identificati nei diversi ospedali e anche nei diversi reparti: ad esempio in terapia intensiva e chirurgia la frequenza di MRSA sfiora il 60%.

 

 

È ormai un dato accertato che un'importante causa di insorgenza di infezioni nosocomiali risiede nell' uso “eccessivo” di antibiotici. L'estrema variabilità dell'antibioticoresistenza sul territorio mostra l'assoluta necessità di personalizzare la terapia sulla base di dati certi riferiti all'agente patogeno e alle caratteristiche dell'ospite.

 

 

 

L' uso prudente degli antibiotici che viene da più parti e da prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali invocato come un'efficace mezzo di contenimento del fenomeno delle resistenze può essere perseguito attraverso varie modalità che vanno dalle politiche di contenimento/restrizione, adesione a linee guida, formulari ospedalieri ed extra-ospedalieri e più recentemente, l'impiego delle tecnologie intelligenti che si avvalgono di sistemi esperti per fornire un ausilio sulla scelta della terapia antibiotica.


A cura di: Prof. Cauda Roberto