Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026. Al Gemelli un grande evento per celebrare questi professionisti

Una giornata di festa, corale e variegata, disegnata con amore e con orgoglio, quella che è andata in scena al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere. Un programma articolato che ha riflettuto le mille sfaccettature di una professione troppo spesso sottovalutata e data per scontata. Ma che merita decisamente di uscire dall’ombra, in quanto preziosa e indispensabile. “L’infermiere è diagnosi infermieristica, per la presa in carico e la salute pubblica. Ovunque per il bene di tutti” è il tema della giornata che si è tenuta questo pomeriggio presso la Hall del Policlinico Gemelli.
Introdotta dai saluti del dottor Daniele Piacentini, Direttore Generale di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, del dottor Andrea Cambieri, Direttore Sanitario, della dottoressa Roberta Galluzzi, direttrice delle Risorse Umane e Organizzazione e di Don Nunzio Currao, assistente pastorale del personale del Policlinico Gemelli, la Giornata Internazionale dell’Infermiere ha assunto subito le dimensioni di un ‘evento’, che ha lascerà un’eco, ben oltre i limiti temporali di questo pomeriggio.
“È stata una giornata particolare – annuncia soddisfatta la dottoressa Carmen Nuzzo, direttrice del SITRA di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS- perché ha sviluppato contenuti che non sempre emergono. Alla sua realizzazione hanno dato una grande contributo la dottoressa Manuela Cavalletti, dirigente SITRA e responsabile della formazione SITRA, la dottoressa Eleonora Porretti, coordinatore SITRA centrale e il dottor Stefano Casadidio, coordinatore di sala operatoria”.
“Sono stati considerati anche aspetti che esulano dal contesto lavorativo, ma che sono preziosi per chi svolge queste professioni impegnative e deve spiegarle in famiglia, a esempio ai propri figli – ricorda la dottoressa Nuzzo. I nostri infermieri vanno anche nelle scuole per raccontare qual è la nostra mission, di cosa ci occupiamo. Per questo abbiamo invitato alcuni bambini del quarto anno della scuola primaria con i loro genitori per ingaggiarli in un programma interattivo sul tema ‘l’infermieristica spiegata ai bambini’; questo momento è stato supportato da Lollo 10 ETS, che ha portato anche dei ‘Super Eroi’”.
Nel corso della giornata, si è parlato di come si è sviluppato nel tempo il ruolo dell’infermiere, ma si è dato molto spazio anche al futuro, a come cioè sta evolvendo questa professione, attraverso le competenze avanzate, sempre più numerose, che gli infermieri stanno acquisendo.
Perché sei diventato infermiere? È la domanda impegnativa che viene rivolta in una serie di video-interviste a infermieri con competenze avanzate. Dalle risposte, molto variegate, emergono tanti spunti motivazionali, che potrebbero facilitare l’accostamento delle nuove generazioni a questa professione, troppo spesso non considerata e non compresa nella sua realtà attuale e nelle proiezioni future.
E un momento importante è stato dedicato proprio alla formazione e all’università. Sono stati realizzati anche collegamenti con la Direzione Assistenziale di Gemelli Isola e con il SITRA Mater Olbia, che fanno parte della grande ‘famiglia’ del Gemelli.
Si è parlato poi di formazione avanzata con la proiezione di un video relativo sulla simulazione, seguita da esercitazioni sul campo con manichino (consolle del robot) per simulare una giornata in sala operatoria, in una sorta di gioco di ruolo nel quale gli infermieri hanno interpretato tutti i ruoli di un’équipe chirurgica, da quello del chirurgo, all’anestesista, allo strumentista, ecc.
Un altro momento del ricco palinsesto della giornata ha visto protagonisti gli infermieri che fanno volontariato in Africa per l’Associazione ‘Emergenza Sorrisi’; ospite d’onore è stato il Direttore Generale di ‘Emergenza Sorrisi’, l’avvocato Francesca Toppetti.
“Il vissuto dell’infermiere è uno stereotipo – riflette la dottoressa Carmen Nuzzo -. La giornata internazionale è un momento che celebra dei professionisti fondamentali, che sono accanto al cittadino in tutti i momenti della sua vita, da ancor prima di nascere a dopo che il corpo ha smesso di respirare; l’infermiere accoglie e accompagna anche i pazienti affetti da una cronicità senza appello, quelli per i quali non ci sono più cure, e sempre con empatia e competenza, sfidando il senso del limite che accompagna al loro presa in carico”.
“Queste giornate dedicate lasciano dei messaggi importanti – prosegue la dottoressa Nuzzo-. Chiunque di noi abbia scelto di fare questa professione deve continuare a pensare che i nostri gesti, i nostri pensieri, il nostro essere hanno un valore solo se sono legati al bisogno di una persona che in quel momento ha bisogno di aiuto. E vanno pensati con la stessa intensità con la quale li vorremmo ricevere. Questo può avvenire solo attraverso il rispetto delle persone, sancito dal codice deontologico, grazie alle competenze insegnate nel percorso universitario e attraverso la formazione continua, perché l’infermieristica come sapere scientifico è in continua evoluzione. Non c’è mai un punto d’arrivo, ma c’è sempre un punto di partenza. Questo è il mio augurio per tutti gli infermieri che si avvicinano a questa professione. Ma allo stesso tempo spero davvero che le Istituzioni comprendano realmente il valore della nostra professione e la valorizzino come merita. Questo sarà anche un prezioso antidoto per evitare che i corsi universitari non vadano deserti e che le nostre aule si svuotino, per poter continuare a offrire sempre il meglio al cittadino, all’uomo, alla persona che abbiamo davanti”.
Maria Rita Montebelli
Nella foto in alto da sinistra: Antonello Giaquinto, Monica Liberatori, Carmen Nuzzo, Fabia Telaretti, Manuela Cavalletti




















