Certificazioni Perla 2026: doppio riconoscimento al Policlinico Gemelli per qualità della relazione di cura

La UOSD Medicina di Precisione in Senologia e il reparto di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli ottengono le Certificazioni Perla 2026, assegnate all’Istituto Superiore di Sanità. Il riconoscimento premia la qualità della comunicazione e della relazione di cura, sulla base dell’esperienza diretta dei pazienti.
Altre preziose perle si aggiungono ai tanti riconoscimenti ottenuti da Fondazione Policlinico Gemelli. Sono le Certificazioni Perla, ottenute per il 2026 dalla UOSD Medicina di Precisione in Senologia, diretta dalla dottoressa Alessandra Fabi e dal Reparto di Cardiochirurgia del Gemelli, diretto dal professor Massimo Massetti. I ‘bollini’ di qualità sono stati assegnati durante il Convegno “La cura a misura di persona” presso l’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
Il progetto Perla, promosso dall’associazione CuraPerlaPersona, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione di cura e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari, attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone (l’edizione 2026 ha considerato 1.684 valutazioni da parte di persone che hanno ricevuto cure presso 34 Centri, in 9 Regioni italiane)
Il progetto si avvale del contributo metodologico di un Board scientifico, che comprende tra gli altri, Istituto Superiore di Sanità, Agenas, Simen (Società italiana di medicina narrativa), Ordini degli infermieri e dei medici, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Uniamo- Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva.
“Negli ultimi anni – commenta il professor Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde: l’aumento delle condizioni croniche, l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione scientifica e tecnologica, ma anche cambiamento delle aspettative delle persone e delle comunità. In questo contesto diventa sempre più importante interrogarsi non soltanto su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura, garantendo qualità appropriatezza ed equità”.
“Molte strutture sanitarie – aggiunge Andrea Piccioli, direttore dell’Iss – hanno scelto di partecipare al percorso di valutazione previsto dal progetto Perla, accettando di confrontarsi anche con il punto di vista dei pazienti. Un passaggio non scontato. Significa riconoscere che un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone che lo attraversano ogni giorno: una prospettiva che sempre più spesso integra i sistemi di valutazione e di governo dei servizi”.
Maria Rita Montebelli











