Al Policlinico Gemelli il World Radiotherapy Awareness Day

Questa mattina presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS si è tenuta la giornata di sensibilizzazione dedicata al ruolo fondamentale della radioterapia nella cura dei tumori: un incontro tra persone, professionisti e innovazione.
“Una sola voce per la radioterapia. Persone, professionisti e innovazione nel percorso di cura”. È questo il titolo dell’iniziativa tenutasi oggi presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS in occasione del World Radiotherapy Awareness Day (WRAD), la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sul ruolo fondamentale della radioterapia nella lotta contro il cancro. Un incontro fondamentale che ha messo al centro l’intreccio virtuoso tra innovazione tecnologica, competenze professionali e ascolto delle esperienze dei pazienti.
La data prescelta per questa ricorrenza custodisce un profondo valore storico: il 7 settembre 1953, infatti, all’Hammersmith Hospital di Londra un paziente veniva trattato per la prima volta con un acceleratore lineare dedicato, segnando la nascita della radioterapia moderna. Oggi questa disciplina rappresenta un pilastro imprescindibile della medicina oncologica.
A sottolineare il significato di questa giornata, l’evoluzione della disciplina e le prospettive future è la professoressa Maria Antonietta Gambacorta, Direttrice del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli e Ordinario all’Università Cattolica del Sacro Cuore: «Il messaggio principale che vogliamo trasmettere oggi è che la radioterapia rappresenta uno dei pilastri delle terapie oncologiche: almeno il 50% dei pazienti con tumore necessita di questo trattamento e la metà dei pazienti oncologici guarisce proprio grazie a esso. In collaborazione con la chirurgia e le terapie sistemiche, la radioterapia è oggi in grado di portare a guarigione un numero sempre maggiore di persone, garantendo al contempo un’ottima qualità di vita. Va ricordato che assicurare un equo accesso a queste cure permetterebbe di salvare un milione di vite ogni anno nel mondo».
Presso il Policlinico Gemelli, l’evoluzione di questa disciplina è andata di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie più avanzate. Come spiega la professoressa Gambacorta, l’ospedale dispone oggi di cinque macchinari di ultima generazione per la radioterapia con fasci esterni e di un settore dedicato alla brachiterapia — oggi definita radioterapia interventistica —, strumenti all’avanguardia che permettono di trattare ogni tipologia di malattia oncologica.
Tuttavia, l’alto livello tecnologico porta con sé la sfida dell’umanizzazione delle cure. «Coniugare la tecnologia con l’umanizzazione delle cure è un tema di fondamentale importanza», evidenzia la professoressa. «Trattandosi di una terapia a elevata tecnologia, può essere percepita dal paziente come fredda, distante o impersonale. Per superare questo ostacolo serve una squadra unita attorno alla persona. All’interno del nostro Dipartimento si registrano annualmente 12.000 visite mediche, tra i 4.000 e i 6.000 pazienti trattati, 60.000 prestazioni di radioterapia, 2.000 interventi di radioterapia interventistica e 6.500 prestazioni chemioterapiche».
Numeri imponenti che richiedono un’organizzazione complessa e personalizzata per garantire che ogni persona riceva l’attenzione necessaria. «Gestire volumi così elevati senza perdere di vista il singolo individuo è possibile solo grazie a un lavoro di squadra multiprofessionale», aggiunge la professoressa Gambacorta. «Accanto ai medici radioterapisti lavorano fisici sanitari, tecnici di radiologia, infermieri e medici di altre specialità dedicati alle terapie di supporto».
L’evento ha rappresentato dunque un’occasione per ribadire l’impegno costante del Policlinico Gemelli nella ricerca, nell’innovazione e nella umanizzazione delle cure, con uno sguardo rivolto al futuro. «Tra dieci anni», conclude la professoressa Gambacorta, «immagino un Policlinico Gemelli ancora più altamente tecnologico, dove la tecnologia sarà uno strumento per aiutare sempre di più i medici e gli operatori sanitari a essere in contatto diretto con i pazienti. Il traguardo che spero di poter raccontare è quello di una cura del cancro sempre più duratura e accompagnata da un’eccellente qualità di vita».
Emiliana Stefanori










Nelle foto l’equipe che ha partecipato al WRAD:
PROF.SSA MARIA ANTONIETTA GAMBACORTA – Direttore Gemelli ART
DR. CARLO CATTANEO – Medico Radioterapista Oncologo
DR.SSA GIUDITTA CHILOIRO- Medico Radioterapista Oncologo
DR.SSA RAFFAELLA MICHELA RINALDI – Medico Radioterapista Oncologo
DR. FRANCESCO PASTORE- Medico Radioterapista Oncologo
DR.SSA ELISA MARCONI – Psiconcologa
DR. MATTEO NARDINI – Fisico medico
DR. MARCO VALERIO ANTONELLI – Tecnico di radioterapia
DR. SSA PATRIZIA CORNACCHIONE – Ricercatore TSRM
DR.SSA SARA IACOVONE – Tecnico di radioterapia
DR.SSA STEFANIA FAELLA – Infermiera
DR. MARCO DI FAZIO – Infermiere










