Misurarsi con la realtà per migliorare l’assistenza: la sfida dell’infermiere 3.0

Si è tenuto al Policlinico Gemelli l’evento JBI gLOCAL Solution Room, un prezioso think tank internazionale sulle sfide della pratica infermieristica basata sull’evidenza (EBP). Punto focale dell’incontro l’importanza di un reporting quali-quantitativo attraverso un linguaggio standardizzato per permettere un’adegua valutazione e monitoraggio degli esiti delle attività infermieristiche. Uno strumento che acquisisce anche un valore predittivo e che, in quanto tale, dovrebbe orientare scelte di politica sanitaria e di programmazione strategica per l’assistenza sia ospedaliera che territoriale, una delle principali sfide poste da una popolazione sempre più anziana e sola.
Il JBI gLOCAL Solution Room è un evento che si tiene in tutto il mondo dal 1° al 7 giugno 2026 ed è pensato per fornire soluzioni pratiche alle sfide dell’implementazione delle evidenze scientifiche nella pratica clinica. Il capitolo italiano di JBI gLOCAL Solution Room, tenutosi presso il Policlinico Gemelli il 4 giugno, ha coinvolto un panel di esperti, che ha offerto spunti pratici ed esempi concreti. Un vero e proprio think tank sulle sfide della pratica clinica basata sulle evidenze (EBP).
“Il reporting, attraverso un linguaggio standardizzato, permette di migliorare la nostra risposta ai bisogni di salute delle persone, anticipando anche quello che potremo osservare durante il ricovero o in ambito di assistenza domiciliare, in tutti i contesti cioè dove l’infermiere è presente – afferma la dottoressa Carmen Nuzzo, direttrice del SITRA (Servizio Infermieristico, Tecnico, Riabilitativo, Aziendale) del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS-. Un’attività preziosa che consente di registrare fenomeni predittivi sulla salute delle persone, per improntare iniziative politico-organizzative e strategiche”. Un esempio concreto di questo è l’implementazione in Fondazione Policlinico Gemelli, da 14 anni a questa parte, del programma PAI (Professional Assessment Instrument), un sistema informatico e gestionale di supporto alla decisione infermieristica che, attraverso una serie di punteggi e algoritmi, supporta l’identificazione delle diagnosi infermieristiche e i correlati assistenziali, favorendo l’omogeneità e la tracciabilità dei processi di assistenza, offrendo una serie di esiti, di risultato e di audit. “Attraverso il linguaggio standardizzato e la ricerca infermieristica – prosegue la dottoressa Nuzzo – è possibile fare scelte di politica sanitaria mirate e ottenere risultati strategici in una popolazione che è sempre più sola e anziana e che finisce sempre per rivolgersi alle strutture per acuti, quando invece molti bisogni di salute potrebbero essere accolti attraverso una visione più territoriale”. Dalla giornata JBI gLOCAL Solution Room organizzata al Gemelli è emersa chiaramente l’importanza di dotarsi di un linguaggio comune di reporting per poter misurare l’assistenza infermieristica, a livello di volumi ma soprattutto di contenuti rispetto al ragionamento diagnostico-assistenziale. “In questo modo -prosegue la dottoressa Nuzzo – già dalle fasi iniziali della presa in carico, l’assessement del paziente da parte del professionista infermiere può offrire una serie di valutazioni predittive, attraverso la tracciabilità, il monitoraggio e la valutazione continua degli esiti”. Ma non solo. “Attraverso il linguaggio standardizzato, possiamo offrire cure sempre più sicure, con vantaggi evidenti sa per il cittadino, che per i professionisti impegnati nell’assistenza.
Fondamentale per queste attività l’integrazione di forze scientifiche, come JBI e CECRI.
“Il CECRI – ricorda Antonello Cocchieri, ricercatore in Scienze infermieristiche generali, cliniche, pediatriche e ostetrico- ginecologiche e neonatali all’Università Cattolica del Sacro Cuore e dirigente SITRA di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS– è il Centro di eccellenza per la cultura e la ricerca infermieristica dell’Opi, che finanzia progetti di ricerca infermieristica; uno dei suoi filoni di ricerca riguarda proprio la pratica basata sulle evidenze scientifiche (EBP). JBI è un’organizzazione mondiale che basa le proprie attività sulla EBP e Fondazione Policlinico Gemelli è uno dei suoi primi partner in Italia; l’implementazione del progetto PAI e il sistema di monitoraggio scelto da FPG, sono stati scelti da JBI come esempio di eccellenza a livello mondiale”.
Molto importanti anche le attività di ricerca connesse e integrate a queste attività. “Stiamo varando IMPROVEM-P (Impoving the Evalution and Management of surgical patients Pain), un importante progetto di ricerca internazionale che coinvolge 4 Paesi (Italia, Portogallo, Spagna e Romania); l’obiettivo è implementare evidenze scientifiche riguardo la gestione infermieristica del dolore, per poi andarne a valutare gli effetti – ricorda il dottor Coccheri. Partecipiamo a questo progetto con il nostro personale formato ad hoc, presso un reparto chirurgico”.
Ospite d’onore dell’incontro JBI organizzato al Gemelli, la professoressa Susan Gennaro, della William F. Connell School of Nursing del Boston College (Usa). “La professoressa Gennaro – ricorda Cocchieri – è anche editor in chief della Journal of Nursing Scholarship, una prestigiosa rivista scientifica sulla quale, tra l’altro, abbiamo pubblicato molti lavori sul PAI”.
“Secondo la professoressa Gennaro – ricorda la dottoressa Nuzzo – in questo momento siamo molto più avanti degli Stati Uniti da un punto di vista scientifico e sociale e la professione infermieristica italiana è finalizzata a traguardare obiettivi concorrenziali con quelli statunitensi. È fondamentale però continuare a lavorare per passare da un nursing ‘narrativo’, ad un nursing ‘documentato’ con evidenze scientifiche. E questo ci riporta all’importanza di un reporting con linguaggio standardizzato”.
L’incontro è stata anche l’occasione per parlare delle iniziative che hanno visto la Regione Lazio adottare – prima in Italia – un sistema di reporting strutturato delle attività infermieristiche (il PAI). Un’iniziativa fondamentale per far emergere l’enorme mole e la qualità del lavoro svolto dagli infermieri, ma anche per garantire attività di assistenza domiciliare adeguate e tracciabili. “Il Lazio sta facendo da apri-pista in Italia e sta formando tutte le altre Regioni alla definizione di un linguaggio standardizzato – afferma il dottor Maurizio Zega, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Roma -. Questo evento ci ha consentito di dimostrare l’impatto che l’adozione di un linguaggio standardizzato può avere nel generare un sistema di reporting chiaro e definito delle attività, che vedono impegnati gli infermieri non solo in ospedale, ma anche e sempre di più sul territorio, con l’assistenza domiciliare. Secondo i dati Agenas, il 92,5% delle prestazioni sanitarie a domicilio è offerto dagli infermieri; di queste il 70% da soli e il 22,5% con altre figure di supporto, medici specialisti e medici di medicina generale. Un sistema di sanità pubblica deve dotarsi di tutte le forme di reporting. E con una delibera dello scorso marzo, siglata dal Presidente Rocca e da me, il Lazio ha acquisito il programma PAI, che è stato messo gratuitamente a disposizione del Servizio Sanitario Regionale (Ssr); in questo modo il PAI entrerà nella cartella clinica elettronica della Regione, direttamente collegata al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) di ogni singolo cittadino. Come diceva Lord Kelvin – conclude il Presidente Zega – ‘tutto quello che non si misura, non può essere migliorato’. E nel Lazio avremo finalmente la possibilità di monitorare tutte le informazioni inerenti ai bisogni cronici e pluri-patologici di una popolazione sempre più anziana. Al momento siamo la prima e unica Regione che ha deliberato su un’attività del genere”.
Maria Rita Montebelli
Nella foto in alto: Maurizio Zega (presidente OPI Roma) e Carmen Nuzzo (direttrice SITRA FPG)

Valentina Vanzi (Commissione d’Albo degli Infermieri Pediatrici FNOPI), Marzia Lommi (ASL RM2), Susan Gennaro (School of Nursing, Boston College), Manuela Cavalletti (dirigente SITRA), Gabriele Caggianelli (Centro JBI Italia)

Manuele Cesare (ricercatore UCSC, SITRA FPG), Fabio D’Agostino (Università Unicamillus Roma), Antonello Cocchieri (ricercatore UCSC, dirigente SITRA FPG)










