{"id":75789,"date":"2026-04-07T08:51:01","date_gmt":"2026-04-07T07:51:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/?post_type=kf_gem_news&#038;p=75789"},"modified":"2026-04-07T14:22:35","modified_gmt":"2026-04-07T13:22:35","slug":"sepsi-cosa-cambia-davvero-con-le-nuove-linee-guida-internazionali-2026","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/sepsi-cosa-cambia-davvero-con-le-nuove-linee-guida-internazionali-2026\/","title":{"rendered":"Sepsi: cosa cambia davvero con le nuove linee guida internazionali 2026"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Tempestivit\u00e0 nella somministrazione dell\u2019antibiotico (persino in ambulanza), impiego ragionato dei test diagnostici rapidi (per individuare il germe responsabile e l\u2019eventuale presenza di un gene di resistenza, prima del risultato delle colture) e la de-resuscitazione del paziente per rimuovere i liquidi in eccesso. Queste le principali novit\u00e0 contenute nella nuova edizione delle linee guida per il trattamento della sepsi (Surviving Sepsis Campaign: International Guidelines for Management of Sepsis and Septic Shock 2026), stilate dalle Societ\u00e0 europea e americana di medicina di terapia intensiva (European Society of Intensive Care Medicine (ESICM) e Society of Critical Care Medicine (SCCM)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sepsi \u00e8 una parola che spaventa, e a ragione. \u00c8 una condizione grave e potenzialmente a rapida evoluzione, che nasce da un\u2019infezione localizzata ma pu\u00f2 arrivare rapidamente a coinvolgere tutto l\u2019organismo, fino a mettere in pericolo la vita. Ogni anno colpisce oltre 40 milioni di persone nel mondo ed \u00e8 tra le principali cause di morte evitabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno fa \u00e8 stato pubblicato l\u2019aggiornamento delle linee guida della <strong>Surviving Sepsis Campaign<\/strong>, firmate da due delle principali societ\u00e0 scientifiche mondiali di settore, la <em>European Society of Intensive Care Medicine (ESICM)<\/em> e la <em>Society of Critical Care Medicine (SCCM)<\/em> e pubblicate su <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s00134-026-08361-1\"><em>I<\/em>ntensive Care Medicine and&nbsp;Critical Care Medicine<\/a>, con l\u2019endorsement di 24 societ\u00e0 scientifiche. Un documento importante, di 90 pagine, redatto da un panel di 69 esperti provenienti da 23 Paesi (il 38% da Paesi a basso e medio reddito).<\/p>\n\n\n\n<p>Obiettivo della \u2018Campagna contro la sepsi\u2019, promossa a partire dall\u2019anno 2000, \u00e8 ridurre del 25% la mortalit\u00e0 legata a questa condizione. Da allora sono state pubblicate sei edizioni delle linee guida: l\u2019ultima, pubblicata pochi giorni fa, \u00e8 stata coordinata dal professor <strong>Massimo Antonelli<\/strong> insieme alla professoressa <strong>Hallie Prescott<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 del Michigann (Ann Harbor, Usa).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa cambia davvero nella pratica? Ne abbiamo parlato con il professor <strong>Massimo Antonelli<\/strong> (Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Scienze dell\u2019emergenza, anestesiologiche e della rianimazione della Fondazione Gemelli IRCCS).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cos\u2019\u00e8 la sepsi e quante persone interessa ogni anno in Italia?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cLa sepsi (e la sua forma pi\u00f9 grave, lo shock settico) non \u00e8 una malattia di per s\u00e9, ma una complessa sindrome legata all\u2019evoluzione di un\u2019infezione grave a carico di un qualsiasi organo o apparato del nostro organismo (polmoniti, infezioni urinarie o addominali) e nella quale la risposta dell\u2019organismo diventa eccessiva e dannosa, causando un crollo della pressione arteriosa e una ridotta perfusione degli organi, che li manda in grave sofferenza (insufficienza multi-organo)\u201d. I principali \u2018colpevoli\u2019 della sepsi in Italia sono le polmoniti, le infezioni apparato genito-urinario, gli ascessi addominali, le complicanze infettive delle pancreatiti e delle colecistiti. \u201cIn Italia si registrano circa 250.000 casi di sepsi ogni anno, con una mortalit\u00e0 stimata tra 40.000 e 70.000 decessi. La mortalit\u00e0 ospedaliera si attesta tra il 20% e il 25%, ma pu\u00f2 raggiungere il 40% nelle forme pi\u00f9 gravi, nonostante i progressi terapeutici. Le infezioni sostenute da germi multiresistenti (MDR) sono oggi la causa pi\u00f9 frequente dell\u2019evoluzione di una grave infezione verso la sepsi e lo shock settico. Nei Paesi a basso reddito l\u2019incidenza della sepsi \u00e8 pi\u00f9 alta. Ma anche in Italia i numeri sono alti: la mortalit\u00e0 per la sepsi \u00e8 la stessa che per il tumore della mammella\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come si fa diagnosi di sepsi?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cLa diagnosi di sepsi viene fatta, in un paziente affetto da infezione grave, in presenza di ipotensione grave e di ipoperfusione di vari organi, rispecchiata dall\u2019aumento dei lattati e dalla contrazione della diuresi (riduzione grave delle urine) o dal fatto che il malato appaia confuso. Un paziente con infezione grave nel quale compaiano questi sintomi \u00e8 fortemente sospetto per sepsi e questa situazione va affrontata tempestivamente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 il fattore tempo \u00e8 determinante nel salvare la vita al paziente?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019evoluzione di un\u2019infezione grave verso la sepsi pu\u00f2 essere anche molto rapida e, una volta instauratasi, &nbsp;la sepsi pu\u00f2 trasformarsi in una malattia rapidamente mortale. In altre parole, il fattore tempo \u00e8 determinante e fa la differenza tra la vita e la morte. Nella sepsi, c\u2019\u00e8 una <em>golden hour<\/em>: nel momento in cui la diagnostichiamo, dobbiamo mettere in atto una serie di interventi il pi\u00f9 rapidamente possibile, idealmente appunto entro la prima ora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono i punti salienti del trattamento nelle nuove linee guida?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>La prima regola \u00e8 agire subito<\/strong>. \u201cSe c\u2019\u00e8 un messaggio che emerge con forza dalle linee guida 2026 \u00e8 questo: non aspettare. Nei pazienti con sepsi sospetta o confermata \u2013 soprattutto nei casi pi\u00f9 gravi, con shock settico \u2013 la terapia antibiotica deve essere iniziata immediatamente, idealmente entro la prima ora. Il parere degli esperti \u00e8 netto: prima si interviene, maggiori sono le possibilit\u00e0 di sopravvivenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antibiotici anche in ambulanza<\/strong>. \u201cUna delle novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti delle linee guida riguarda proprio la fase pre-ospedaliera. Se il tempo per arrivare in ospedale supera i 60 minuti, i medici possono iniziare gli antibiotici gi\u00e0 in ambulanza o durante il trasporto in elicottero. I dati lo confermano: chi riceve antibiotici entro 3 ore dall\u2019arrivo in ospedale ha una mortalit\u00e0 pi\u00f9 bassa rispetto a chi li riceve pi\u00f9 tardi. E nei casi di shock settico, il beneficio pu\u00f2 essere ancora pi\u00f9 marcato. \u00c8 un cambiamento importante: significa portare le cure dove si trova il paziente, senza perdere minuti preziosi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da non dimenticare per\u00f2 le raccomandazioni dell\u2019<strong><em>antibiotic stewardship <\/em><\/strong>e le linee guida delle societ\u00e0 di malattie infettive. \u201c\u00c8 fondamentale in ogni paziente identificare i fattori di rischio (es. se gi\u00e0 in passato aveva mostrato colonizzazione batterica, un\u2019infezione da parte di germi MDR, se ha fatto uso prolungato di antibiotici, o se di recente ha avuto una prolungata ospedalizzazione in un ospedale con elevata presenza di germi MDR). Se i fattori di rischio sono scarsi o assenti, possiamo soprassedere alla somministrazione della terapia antibiotica empirica (ma per non pi\u00f9 di tre ore). Di recente sono entrati in uso anche i test genetici rapidi diagnostici per le infezioni poli-resistenti (<em>rapid diagnostic test<\/em>, RDT per infezioni MDR) da fare ad esempio sul liquido di broncolavaggio in caso di polmonite; si tratta tuttavia di test costosi e non reperibili ovunque. Per questo, nelle linee guida, si consiglia di decidere caso per caso se farli o meno. Questi test rapidi permettono di identificare il germe causale (ma non tutti i germi resistenti sono rappresentati in questi pannelli) e la presenza o meno di un gene di resistenza; la risposta arriva nell\u2019arco di 2-3 ore, molto prima di quella di una coltura tradizionale. Ma vanno usati con giudizio, inquadrandoli nel contesto clinico e tenendo in considerazione fattori locali e pattern di stagionalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antibiotici s\u00ec, ma con intelligenza. <\/strong>Se la rapidit\u00e0 \u00e8 fondamentale, altrettanto lo \u00e8 l\u2019appropriatezza. \u201cLe linee guida insistono su un concetto chiave: iniziare subito la terapia antibiotica (empirica), ma correggere appena possibile (sulla base dei risultati delle colture e dell\u2019antibiogramma). Quando si identifica il batterio responsabile e si conosce la sua sensibilit\u00e0 agli antibiotici, la terapia deve essere \u2018de-escalata\u2019, cio\u00e8 resa pi\u00f9 mirata e meno ad ampio spettro. Questo approccio mantiene la stessa efficacia clinica, pu\u00f2 ridurre la mortalit\u00e0, accorcia il tempo di degenza ospedaliera. L\u2019obiettivo \u00e8 combattere l\u2019infezione, ma senza alimentare il problema globale delle resistenze antibiotiche\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Liquidi: fondamentali, ma non senza rischi<\/strong>. Un altro pilastro del trattamento \u00e8 la somministrazione di abbondanti quantit\u00e0 liquidi per via endovenosa per sostenere il circolo, aumentare la pressione ed evitare la sofferenza degli organi per ipoperfusione. \u201cNei pazienti con segni di ipoperfusione (pressione bassa e lattati elevati nel sangue), le linee guida suggeriscono di somministrare almeno 30 mL per kg di peso corporeo entro le prime 3 ore (ad esempio in un paziente di 80 Kg, almeno 2.400 mL di liquidi in tre ore). Nel caso in cui la somministrazione di liquidi non fosse sufficiente a restaurare valori pressori adeguati, aggiungiamo farmaci vasopressori, che determinando vasocostrizione periferica, innalzano la pressione sanguigna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra novit\u00e0 delle linee guida \u00e8 il <strong>nuovo concetto della de-resuscitazione<\/strong>. \u201cQuando rianimiamo i pazienti con shock settico dobbiamo somministrare una quantit\u00e0 notevole di liquidi che pu\u00f2 essere in eccesso e accumularsi. Ma se questo \u00e8 necessario per far sopravvivere il paziente in acuto, pu\u00f2 in seguito determinare effetti negativi sulla funzione respiratoria, provocare edemi e complicare il decorso. E dunque, una volta esaurita la fase di \u2018resuscitazione\u2019, dobbiamo andare a rimuovere questo eccesso di liquidi. Le nuove linee guida introducono il concetto di <strong>\u2018rimozione attiva\u2019 dei fluidi<\/strong> dopo la fase acuta, utilizzando diuretici o tecniche come l\u2019ultrafiltrazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Linee guida \u2018globali\u2019, per una sfida globale. <\/strong>Le nuove raccomandazioni includono 99 indicazioni complessive, ma solo 18 sono considerate \u2018forti\u2019. \u201cQuesto riflette una realt\u00e0 complessa: nella sepsi, molte decisioni devono ancora essere prese in condizioni di incertezza. Proprio per questo, il documento \u00e8 stato costruito con un forte consenso internazionale (almeno l\u201980% degli esperti per ogni raccomandazione) e con il coinvolgimento anche di pazienti e familiari\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il messaggio finale. <\/strong>\u201cLe linee guida 2026 non introducono una \u2018cura miracolosa\u2019, ma rafforzano un suggeriscono delle regole e definiscono delle priorit\u00e0: riconoscere la sepsi il prima possibile, iniziare subito le terapie salvavita, adattare le cure in modo personalizzato, evitare trattamenti inutili o dannosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 nella sepsi, il tempo, le scelte giuste e la precisione fanno la differenza tra la vita e la morte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Maria Rita Montebelli<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempestivit\u00e0 nella somministrazione dell\u2019antibiotico (persino in ambulanza), impiego ragionato dei test diagnostici rapidi (per individuare il germe responsabile e l\u2019eventuale presenza di un gene di resistenza, prima del risultato delle colture) e la de-resuscitazione del paziente per rimuovere i liquidi in eccesso. 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