{"id":44113,"date":"2022-03-22T10:20:21","date_gmt":"2022-03-22T10:20:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/?post_type=kf_gem_news&#038;p=44113"},"modified":"2025-03-31T14:11:54","modified_gmt":"2025-03-31T13:11:54","slug":"pillole-allo-iodio-contro-la-guerra-nucleare-no-grazie","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/pillole-allo-iodio-contro-la-guerra-nucleare-no-grazie\/","title":{"rendered":"Pillole allo iodio contro la guerra nucleare? No, grazie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Le pillole di iodio sono una scaltra trovata di marketing o servono davvero a qualcosa? Ma soprattutto la loro assunzione \u00e8 priva di rischi? Il professor Alfredo Pontecorvi, endocrinologo dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica e del Policlinico Gemelli, spiega perch\u00e9 non ha senso affrettarsi a fare scorte di queste pillole e perch\u00e9 pu\u00f2 anche essere molto pericoloso assumerle, senza una logica e un controllo medico. La guerra fa certamente paura, ma l\u2019ipotesi di un problema alla tiroide, dovuto al fai-da-te, \u00e8 decisamente pi\u00f9 concreto.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevamo da poco archiviato il tormentone dell\u2019ivermectina e dell\u2019azitromicina suggerite dai \u2018ben informati\u2019 sui social come terapie \u2018magiche\u2019 contro il Covid-19, inspiegabilmente e colpevolmente tenute nascoste. &nbsp;Ma la guerra in Ucraina ha aperto immediatamente un altro fronte, quello delle pillole allo iodio. Basta fare un giro per le vie delle nostre citt\u00e0 per essere attratti dacartelli pubblicitari del tono <em>\u2018proteggi tu e i tuoi cari\u2019<\/em> grazie alle pillole allo ioduro di potassio, che dovrebbero fare da scudo nella disgraziata ipotesi di una guerra nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa c\u2019\u00e8 di vero in tutto questo e soprattutto, queste pillole sono realmente utili? O possono addirittura rivelarsi dannose? Ne abbiamo parlato con il professor <strong>Alfredo Pontecorvi<\/strong>, Direttore della U.O.C. di Medicina Interna, Endocrinologia e Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Professore Ordinario di Endocrinologia presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2704\" height=\"2241\" src=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pontecorvi-tiroide.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44115\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A che serve lo iodio e come si fa la iodioprofilassi<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo iodio nella vita di tutti i giorni \u00e8 fondamentale per un corretto funzionamento della tiroide, visto che questa ghiandola endocrina ne ha bisogno per \u2018fabbricare\u2019 i suoi ormoni (T3 e T4). Questi non sono altro che il risultato di una fusione di due aminoacidi rivestiti da 4 (la T4 o tiroxina) o 3 (la T3) atomi di iodio. Per assicurare il corretto apporto giornaliero di iodio \u00e8 sufficiente utilizzare il sale iodato al posto del normale sale da cucina: \u2018poco sale, ma iodato\u2019 \u00e8 infatti lo slogan delle principali societ\u00e0 scientifiche endocrinologiche. Al dosaggio giornaliero di 5 grammi, il sale iodato apporta i 150 microgrammi di iodio raccomandati quotidianamente dall\u2019OMS per l\u2019adulto (la stessa quantit\u00e0 contenuta nelle tanto reclamizzate e costose pillole allo iodio); per le donne in gravidanza o che allattano, invece, si raccomandano dosaggi giornalieri superiori, fino a 200-225 microgrammi, perch\u00e9 la mamma deve anche provvedere a fornire lo iodio necessario al feto per produrre i propri ormoni tiroidei a partire dalla 12<sup>a <\/sup>settimana di gravidanza .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dove si trova in natura lo iodio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il terreno e le acque sorgive contengono poco iodio, in particolare nella zona delle Alpi, degli Appennini e anche nelle aree centrali della Sicilia. Lo iodio \u00e8 comparso tardivamente sulla faccia della terra, dopo il periodo delle grandi eruzioni vulcaniche e, conseguentemente, si \u00e8 depositato negli strati pi\u00f9 superficiali della terra, al di sopra dello strato di lava. Nel tempo le piogge lo hanno lavato via dagli strati pi\u00f9 superficiali della terra e portato verso il mare che, infatti, ne \u00e8 molto ricco. \u00c8 importante per\u00f2 specificare che lo iodio si assorbe consumando gli alimenti o le acque che lo contengono (non respirando \u2018l\u2019aria iodata\u2019 del mare); ne sono molto ricchi, ad esempio, il pesce e, soprattutto, le alghe. Inoltre, la globalizzazione e la grande distribuzione, quei fenomeni per cui al supermercato si trovano alimenti provenienti da tutte le parti del mondo, anche da zone ricche di iodio e non pi\u00f9 dal proprio territorio che magari ne scarseggiava, hanno contribuito ad effettuare una \u2018iodazione silente\u2019 della popolazione. Un\u2019altra modalit\u00e0 di iodazione indiretta \u00e8 legata al processo di pastorizzazione del latte quando i tubi e i contenitori in cui scorre o \u00e8 raccolto il latte vengono disinfettati con prodotti a base di iodio. Altre fonti di iodio sono rappresentate da dentifrici, pastiglie per la gola, disinfettanti, farmaci e mezzi di contrasto radiologici contenenti iodio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Iodio freddo e iodio caldo. Come proteggersi dall\u2019arrivo dello iodio radioattivo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una corretta iodioprofilassi serve a mantenere la tiroide satura di iodio, in modo che, qualora dovessimo all\u2019improvviso essere esposti a iodio radioattivo, questo lo farebbe captare dalla ghiandola in misura ridotta. Una tiroide \u2018sazia\u2019 di iodio, infatti, capta meno iodio, anche quello radioattivo; viceversa, una tiroide \u2018affamata\u2019 di iodio (cio\u00e8 carente), assorbirebbe una maggior quantit\u00e0 anche di iodio radioattivo. La supplementazionecon iodio non radioattivo (\u2018iodio freddo\u2019) blocca insomma l\u2019assorbimento degli isotopi radioattivi dello iodio (\u2018iodio caldo\u2019) con un meccanismo competitivo, a livello della molecola che trasporta lo iodio all\u2019interno della cellula tiroidea. In caso di incidente nucleare, qualora fossero liberate nell\u2019aria grandi quantit\u00e0 di iodio radioattivo, e, ci tengo a precisarlo, esclusivamente in questa evenienza, sarebbe opportuno distribuire alla popolazione lo ioduro di potassio. Questo, tuttavia, andrebbe somministrato al corretto dosaggio (certamente pi\u00f9 alto di quello oggi reclamizzato su giornali, siti Internet e farmaci), allo scopo di saturare completamente la tiroide e impedirle di captare lo iodio radioattivo. Come fu intelligentemente fatto in Polonia, con risultati eclatanti, dopo l\u2019incidente alla centrale nucleare di Chernobyl del 1986 o dai giapponesi, dopo il terremoto di Fukushima del 2011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Assumere iodio protegge da qualunque minaccia nucleare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, purtroppo. In caso di incidente nucleare, l\u2019eventuale supplementazione di iodio andrebbe a proteggere solo dall\u2019assorbimento degli isotopi radioattivi dello iodo (<sup>131<\/sup>I, <sup>125<\/sup>I) &#8211; che hanno comunque una breve emivita, da 1 a 4 settimane &#8211; &nbsp;ma non proteggerebbe certo dagli altri isotopi radioattivi emessi, quali ad esempio: il <sup>137<\/sup>Cesio, che, seguendo la chimica del potassio, entra nel sangue e viene incorporato in tutti i tessuti con un\u2019emivita di circa 30 anni; lo <sup>90<\/sup>Stronzio, un calcio-mimetico che viene incorporato nelle ossa e nei denti, ma anche nei polmoni, con emivita di circa 29 anni; &nbsp;il <sup>239<\/sup>Plutonio che ha una spaventosa emivita di oltre 24.000 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo iodio viene utilizzato come terapia nelle malattie della tiroide?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per indicazioni particolari, si. Ad esempio, per preparare un paziente ipertiroideo all\u2019intervento chirurgico si usa somministrare circa 10-20 mg di iodio al giorno (in genere sotto forma di gocce di soluzione di Lugol) a partire da 2 settimane prima dell\u2019intervento; questo trattamento contribuisce a normalizzare la funzione tiroidea riducendo nel contempo anche la vascolarizzazione della ghiandola e il conseguente rischio di sanguinamenti intra-operatori. Inoltre, studi tedeschi hanno dimostrato un effetto dello iodio nel ridurre o bloccare la crescita dei noduli tiroidei benigni, specie se di piccole dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non pasticciate con lo iodio. Quali rischi si corrono?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una dose eccessiva di iodio, superiore a 600 microgrammi al giorno per un certo periodo di tempo, pu\u00f2 innescare una tiroidite cronica autoimmune (tiroidite di Hashimoto), che nel tempo porta alla distruzione della tiroide e all\u2019ipotiroidismo; lo ha ben dimostrato uno studio cinese pubblicato anni fa sul <em>New England Journal of Medicine<\/em>. Nel mondo esistono alcune specifiche aree geografiche, una proprio in Cina, dove l\u2019acqua potabile \u00e8 ricchissima di iodio (ne contiene 800-900 mcg\/ml) e nella quale, di conseguenza, si registra un\u2019altissima incidenza di tiroidite di Hashimoto. Ma c\u2019\u00e8 un altro rischio, potenzialmente pi\u00f9 severo. Se un soggetto ha una predisposizione all\u2019ipertiroidismo, perch\u00e9, ad esempio, ha un nodulo tiroideo che funziona troppo oppure una malattia autoimmune in cui la tiroide \u00e8 stimolata a sintetizzare e a secernere maggiori quantit\u00e0 di ormoni, somministrare iodio dall\u2019esterno equivarrebbe a gettare benzina sul fuoco; si potrebbe cio\u00e8 scatenare una violenta crisi di ipertiroidismo (\u2018tempesta tiroidea\u2019) la quale pu\u00f2 provocare gravi aritmie cardiache con conseguenze anche mortali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per riassumere, i miei consigli pratici sono: 1) facciamo tutti ogni giorno la corretta iodoprofilassi (soprattutto i bambini) per prevenire le malattie della tiroide (gozzo, noduli, ipertiroidismo); 2) no al fai-da-te con le pillole di iodio; 3) in caso di allarme radioattivo caratterizzato da emissione di iodio radioattivo seguire le indicazioni delle Autorit\u00e0 competenti (Ministero della Salute, Protezione Civile, ecc.) per arrivare ad assumere la corretta dose supplementare di iodio, sotto stretto controllo medico, qualora si sappia di essere affetti da una malattia della tiroide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Maria Rita Montebelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pillole di iodio sono una scaltra trovata di marketing o servono davvero a qualcosa? 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