{"id":29428,"date":"2020-06-20T08:50:46","date_gmt":"2020-06-20T08:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/diabete-le-novita-dal-congresso-americano-di-diabetologia\/"},"modified":"2020-06-20T09:32:38","modified_gmt":"2020-06-20T09:32:38","slug":"diabete-le-novita-dal-congresso-americano-di-diabetologia","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/diabete-le-novita-dal-congresso-americano-di-diabetologia\/","title":{"rendered":"Diabete: le novit\u00e0 dal congresso americano di diabetologia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 appena tenuto in <em>format\n<\/em>virtuale il congresso dell\u2019<em>American\nSociety of Diabetology<\/em>, una vetrina di novit\u00e0 per il mondo del diabete, tra\nle pi\u00f9 importanti dell\u2019anno. Tanti gli studi presentati, con spunti inediti per\nnuovi filoni di ricerca, ma anche con ricadute immediate per la pratica clinica\nquotidiana. L\u2019interesse intorno all\u2019argomento \u2018diabete\u2019 \u00e8 davvero alto, visto\nl\u2019impatto che ha sulla popolazione generale (in Italia interessa oltre 4\nmilioni di persone) e sulla qualit\u00e0 di vita di chi ne \u00e8 affetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo commentato alcuni degli studi presentati con due esperti del Gemelli, il professor <strong>Dario Pitocco<\/strong>, Direttore Unit\u00e0 Operativa di Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e professore associato di Endocrinologia, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e il professor <strong>Andrea Giaccari<\/strong>, Responsabile Centro Malattie Endocrine e metaboliche Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e professore associato di Endocrinologia, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-0 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La tecnologia amica delle persone con diabete<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29433\" srcset=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-660x495.jpg 660w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-273x205.jpg 273w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DARIO-PITOCCO-1-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>professor Dario Pitocco<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnologia sta prendendo sempre pi\u00f9 piede nella gestione\ndel diabete e questo in particolare nei pazienti in trattamento insulinico e\nnel diabete di tipo 1. \u201cL\u2019obiettivo \u2013 spiega il professor Pitocco &#8211; \u00e8 quello di\ntrovare un algoritmo che regoli automaticamente l\u2019infusione dell\u2019insulina,\navvicinandoci sempre pi\u00f9 al concetto di \u2018pancreas artificiale\u2019 o di \u2018chiusura\ndell\u2019ansa\u2019. Il microinfusore infonde l\u2019insulina in modalit\u00e0 \u2018bolo\u2019 (in\noccasione dei pasti o per correggere un\u2019iperglicemia) e in modalit\u00e0 \u2018basale\u2019\nche viene erogata nell\u2019arco delle 24 ore e regola le oscillazioni della\nglicemia non legate al pasto. Attualmente abbiamo a disposizione un sistema\nintegrato microinfusore &#8211; sensore per il monitoraggio continuo della glicemia\n(CGM, <em>continuousglucose monitoring<\/em>),\nche permette di regolare in maniera automatica la velocit\u00e0 basale (\u00e8 il modello\nMedtronic 670). Il prossimo anno arriver\u00e0 un nuovo modello (Medtronic 780) dotato\ndi un nuovo algoritmo di infusione, che permette di adeguare automaticamente\nanche la quantit\u00e0 del bolo deciso dal paziente in occasione del pasto,\nsomministrando boli aggiuntivi o riducendo l\u2019infusione nel caso in cui la\nglicemia stesse scendendo troppo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risultati importanti dal congresso dell\u2019ADA anche sul fronte\ndei sistemi di monitoraggio <em>flash<\/em>\ndella glicemia. Sistemi come il FreeStyle Libre sono composti da un sensore\n(simile ad un bottone bianco con una piccola cannula che si inserisce sottocute\ne si cambia ogni due settimane) che permette di \u2018leggere\u2019 la glicemia <em>on demand<\/em>, quando il paziente lo\nscansiona con un apposito rilevatore o con il suo <em>smartphone<\/em>. Uno studio francese (il trial <strong>RELIEF<\/strong>) presentato all\u2019ADA ha dimostrato che le persone con diabete\n(sia tipo 1 che 2) che utilizzano questo sensore hanno presentato un crollo\ndegli episodi di chetoacidosi (- 52% per il diabete tipo 1 e &#8211; 47% per il tipo\n2) e dei conseguenti ricoveri per questa complicanza. Un altro studio condotto\nin precedenza aveva dimostrato che nei soggetti che utilizzano il FreeStyle\nLibre il rischio di ipoglicemie gravi si riduce del 78%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl vantaggio di questi sistemi di monitoraggio flash della\nglicemia \u2013 spiega il professor Pitocco &#8211; &nbsp;\u00e8 soprattutto quello di ridurre le complicanze\nacute del diabete (crisi ipoglicemiche e chetoacidosi), con un miglioramento\ndella qualit\u00e0 della vita perch\u00e9 il paziente non deve pi\u00f9 pungersi il dito per\nrilevare la glicemia (se non per una conferma nel caso in cui il sensore rilevi\nglicemie troppo alte o troppo basse) e allo stesso tempo pu\u00f2 conoscere in ogni\nmomento l\u2019andamento della sua glicemia e la tendenza per la mezz\u2019ora\nsuccessiva, riuscendo a prevenire in questo modo sia le iperglicemie, che le\nipoglicemie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I diabetologi consigliano di variare spesso il punto di\nsomministrazione dell\u2019insulina per evitare la comparsa di zone di <strong>lipodistrofia<\/strong> e in particolare di\nlipoipertrofia, un aumento di spessore e un indurimento del tessuto adiposo\nsottocutaneo, dovuto all\u2019azione anabolizzante dell\u2019insulina e al trauma\ndell\u2019ago nel sottocute (un paziente con diabete di tipo 1 in terapia\nmulti-iniettiva in un anno fa circa 1.500-1.600 iniezioni di insulina).\n\u201cRicercare le aree di lipoipertrofia\u2013 afferma il professor Pitocco &#8211; dovrebbe\nessere parte integrante della visita diabetologica perch\u00e9 queste aree\ncompromettono l\u2019assorbimento dell\u2019insulina e rendono l\u2019azione del farmaco pi\u00f9\nimprevedibile, portando a volte a iperglicemie importanti o a gravi\nipoglicemie. Il medico deve sospettare la presenza dilipoipertrofia quando un\npaziente normopeso ha un fabbisogno insulinico molto alto, perch\u00e9 potrebbe\nessere la spia di un cattivo assorbimento dell\u2019insulina, forse legato ad aree\ndi lipoipertrofia. Uno studio presentato all\u2019ADA ha confrontato due modalit\u00e0 di\nricerca delle lipoipertrofie: quello affidato alla palpazione manuale e\nl\u2019ecografia del sottocutaneo. La prima modalit\u00e0 consente di rilevare\nareelipoipertrofia nel 40% dei pazienti; con l\u2019esame ecografico questa percentuale\nsale al 70%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli inibitori di\nSGLT-2: farmaci multi-tasking<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli SGLT-2 inibitori (gliflozine) sono una nuova classe di\nfarmaci per il diabete con una marcia in pi\u00f9 sulla prevenzione delle malattie\ncardiovascolari e renali. Al congresso dell\u2019ADA sono stati presentati diversi\nstudi su molecole appartenenti a questa classe cos\u00ec importante non solo per il\ntrattamento del diabete, ma anche delle patologie cardiovascolari e renali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29421\" srcset=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-660x495.jpg 660w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-273x205.jpg 273w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ANDREA-GIACCARI.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Professor Andrea Giaccari<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio di fase 3 <strong>DAPA-HF<\/strong>sul\ndapagliflozin somministrato a persone (con diabete e non) con scompenso\ncardiaco a ridotta frazione d\u2019eiezione ha dimostrato che il farmaco riduce il\nrischio di peggioramento di questa condizione o di mortalit\u00e0 cardiovascolare, a\nprescindere dalla presenza di diabete. \u201cIl farmaco \u2013 spiega il professor Andrea\nGiaccari &#8211; nato per trattare il diabete, viene oggi utilizzato negli Usa anche\ndai cardiologi, per i pazienti con scompenso cardiaco (non diabetici). Stiamo\nadesso attendendo con grande curiosit\u00e0 i risultati dello studio DAPA-Kidney\nsugli effetti renali di questo farmaco\u201d. Una sottoanalisidel DAPA-HF presentata\nall\u2019ADA e riguardante i 2.605 soggetti non diabetici inclusi nello studio, ha\nevidenziato che il farmaco, in questo gruppo, ha ridotto del 32% la comparsa di\ndiabete (il <em>Diabetes Prevention Program<\/em>\naveva dimostrato un beneficio simile per la metformina, che riduce del 31% il\nrischio di insorgenza di diabete). La prevenzione del diabete, si aggiunge cos\u00ec\nai benefici gi\u00e0 noti di questa molecola. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo<strong> studio VERTIS-CV <\/strong>(<em>eValuation of ERTugliflozinEffIcacy and\nSafetyCardioVascularOutcomes Trial<\/em>), condotto su 8.000 soggetti con\ndiabete, ha invece esplorato la sicurezza cardiovascolare di ertugliflozin, la\nquarta molecola della classe degli SGLT-2 inibitori a disposizione in Italia.\n\u201cLo studio \u2013 afferma il professor Giaccari \u2013 ha dimostrato la sicurezza del\nfarmaco a livello cardiovascolare e non ha confermato i sospetti, emersi dagli\nstudi con le altre molecole della classe, di un aumentato rischio di\namputazioni, chetoacidosi, gangrena di Fournier, fratture e pancreatiti. Dallo\nstudio emerge inoltre una riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco,\ncondizione molto frequente in chi ha il diabete\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visti i risultati ottenuti con questa classe, gli esperti\ninternazionali hanno raccomandato di creare dei <em>team <\/em>cardio-nefro-metabolici per una presa in carico globale dei\nsoggetti con diabete e di inserire questo insegnamento nel curriculum di studi\ndi medicina. \u201cUn altro simposio tenutosi all\u2019ADA\u2013 prosegue il professor\nGiaccari &#8211; ha rafforzato il concetto di \u2018eredit\u00e0\u2019 (<em>legacy<\/em>) rispetto alle conseguenze del comportamento\nterapeuticoassunto nei primi anni di malattia diabetica. Questo \u00e8 ancora pi\u00f9\nimportante da quando abbiamo a disposizione gli agonisti del recettore del\nGLP-1 e gli inibitori di SGLT-2, farmaci in grado di modificare la storia\nnaturale del diabete. E\u2019 fondamentale dunque una presa in carico olistica del\npaziente da parte di questi team, sin dal momento della diagnosi di diabete,\nper poter intervenire da subito con farmaci in grado di modificare la storia\nnaturale di questa malattia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i farmaci ancora in studio, grande interesse stanno\nriscuotendo gli <strong>analoghi basali\ndell\u2019insulina a somministrazione settimanale<\/strong>. Uno studio di fase 2 sull\u2019<strong>insulina icodec<\/strong>, presentato all\u2019ADA, ha\ndimostrato che questa insulina settimana garantisce gli stessi risultati\ndell\u2019insulina glarginesull\u2019emoglobina glicata; icodec, tuttavia, determina\nmaggior riduzione della glicemia dopo colazione e dopo pranzo. \u201cLe insuline\nbasali settimanali \u2013 suggerisce il professor Giaccari &#8211; saranno molto\ninteressanti nel diabete di tipo 2, magari in associazione alla terapia\norale.La somministrazione settimanale potrebbe vincere la ritrosia che hanno i\npazienti con diabete di tipo 2 ad iniziare un trattamento insulinico ea\nguadagnarne sar\u00e0 la loro <em>compliance<\/em>al\ntrattamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo dall\u2019osservazione che le statine (farmaci\nanti-colesterolo) possono aumentare lievemente il rischio di comparsa di\ndiabete \u2013 prosegue Giaccari &#8211;&nbsp; a questo\ncongresso abbiamo presentato uno studio sugli inibitori di PCSK-9 (farmaci\nanti-colesterolo iniettivi molto potenti) e abbiamo dimostrato che questi\nfarmaci, lungi dal peggiorare il compenso glicemico, tendono al contrario a\nmigliorare la sensibilit\u00e0 all\u2019insulina\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Altri importanti\nstudi presentati al congresso dell\u2019ADA 2020<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Vitamina D \u2018bocciata\u2019 in prevenzione dallo <strong>studio D2d <\/strong>(Vitamin D and Type 2\nDiabetes) che ha dimostrato che la sua supplementazione (4.000 UI al giorno)\nnon ritarda la comparsa di diabete nei soggetti a rischio. <\/li><li>Lo <strong>studio\nTODAY2<\/strong> ha presentato i risultati del follow up dello studio di intervento\nTODAY (Treatment Options for type 2 Diabetes in Adolescents and Youth) che ha\nstudiato la progressione del diabete di tipo 2, delle sue comorbilit\u00e0 e\ncomplicanze (renali, oculari, cardiache, neurologiche). I risultati dimostrano\nche il diabete di tipo 2 che insorge in giovane et\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 aggressivo della\nmalattia che compare in et\u00e0 adulta. Lo studio ha registrato nei giovani un\naumento e una maggior gravit\u00e0 di tutte le complicanze correlate al diabete,\noltre ad un aumento della mortalit\u00e0 precoce.<\/li><li>Lo studio <strong>PREVIEW<\/strong>\n(PREVention of diabetes In Europe and around the World) ha utilizzato\nsostitutivi completi dei pasti per indurre un calo di peso \u2265 8% nell\u2019arco di 8\nsettimane e ha confrontato in seguito due strategie dietetiche diverse (a\nmoderato o alto contenuto di proteine; a moderato o alto indice glicemico) e\ndue strategie di attivit\u00e0 fisica di diversa intensit\u00e0 per il mantenimento del\npeso. I risultati suggeriscono che tutte queste strategie di perdita e di\nmantenimento del peso consentono di prevenire in maniera efficace la comparsa\ndi diabete di tipo 2 nei soggetti a rischio.<\/li><li>Il <strong>TeplizumabPrevention\nTrial<\/strong> del TrialNet ha dimostrato che nei soggetti con anticorpi multipli e\nalterata tolleranza al glucosio, il trattamento della malattia in stadio\nprecoce con teplizumab (un anticorpo monoclonale anti-CD3) pu\u00f2 ritardare di due\nanni la progressione verso il diabete di tipo 1 conclamato.<\/li><li>Presentate le sottoanalisi sugli endpoint renali\ne su aspetti di safety dello studio <strong>DECLARE-TIMI\n58<\/strong> (Dapagliflozin Effect on Cardiovascular Events). Dapagliflozin (un SGLT2\ninibitore) non solo riduce la resistenza insulinica e i fattori di rischio\ncardiovascolari, ma previene efficacemente anche lo scompenso cardiaco e la\nprogressione della malattia renale nei pazienti con diabete (anche in\nprevenzione primaria), presentando un\u2019ottima safety.<\/li><li>Lo studio <strong>REWIND\n(<\/strong>Researching CV Events with a Weekly Incretin in Diabetes) ha analizzato\nl\u2019effetto a lungo termine didulaglutide, un agonista recettoriale del GLP-1 a\nsomministrazione settimanale, in un gruppo di 9.901 soggetti a basso rischio\ncardiovascolare. Il farmaco \u00e8 risultato efficace non solo nel ridurre\nl\u2019emoglobina glicata, ma anchenella prevenzione cardiovascolare primaria e\nsecondaria.<\/li><li>Lo studio <strong>CAROLINA\n<\/strong>(Cardiovascular Safety of Linagliptin) \u00e8 il trial di safety cardiovascolare\nnel diabetead oggi di pi\u00f9 lunga durata. Ha confrontato in doppio cieco gli\neffetti sul rischio cardiovascolare di linagliptin (un inibitore di DPP-4) con\nquelli della glimepiride (una sulfanilurea), non rilevando alcuna differenza\ntra le due classi di farmaci.<\/li><li>Lo studio <strong>CREDENCE<\/strong>\n(Canagliflozin and Renal Events in Diabetes with Established Nephropathy Clinical\nEvaluation) ha dimostrato che canagliflozin (un SGLT2 inibitore) nei pazienti\ncon diabete di tipo 2 e nefropatia ha un effetto protettivo sia a livello\nrenale che cardiovascolare, riducendo la progressione della malattia\nrenale.L\u2019esito di questo studio ha spinto l\u2019ente Europeo dei farmaci (EMA) ad\nautorizzarne l\u2019uso per la prevenzione della nefropatia diabetica.<\/li><li>Il <strong>CARMELINA\n<\/strong>(Cardiovascular and Renal Microvascular outcome study with Linagliptin) ha\ndimostrato la sicurezza del trattamento con linagliptin nei pazienti con\ndiabete di tipo 2 ad alto rischio di malattie renali o cardiovascolari.<\/li><li>Il programma <strong>PIONEER<\/strong> (10 trial clinici) sta studiando gli effetti di semaglutide,\nil primo agonista di GLP-1 a somministrazione orale (gli altri farmaci di\nquesta classe si somministrano per iniezione sottocutanea), su una popolazione\ndi oltre 8.000 persone con diabete di tipo 2. Nel PIONEER 6 il farmaco,\nsomministrato a pazienti con diabete di tipo 2 ad elevato rischio\ncardiovascolare, ha ridotto del 50% la mortalit\u00e0 cardiovascolare e per tutte le\ncause.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Maria Rita Montebelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 appena tenuto in format virtuale il congresso dell\u2019American Society of Diabetology, una vetrina di novit\u00e0 per il mondo del diabete, tra le pi\u00f9 importanti dell\u2019anno. Tanti gli studi presentati, con spunti inediti per nuovi filoni di ricerca, ma anche con ricadute immediate per la pratica clinica quotidiana. 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