{"id":28507,"date":"2020-05-27T10:04:21","date_gmt":"2020-05-27T10:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/?post_type=kf_gem_news&#038;p=28507"},"modified":"2020-05-27T15:02:38","modified_gmt":"2020-05-27T15:02:38","slug":"essere-genitori-e-operatori-ai-tempi-del-covid-19-tra-gioco-e-realta","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/essere-genitori-e-operatori-ai-tempi-del-covid-19-tra-gioco-e-realta\/","title":{"rendered":"Essere genitori e operatori ai tempi del Covid -19: &#8220;tra gioco e realt\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Uno studio sulle famiglie ai tempi dell&#8217;emergenza sanitaria da Covid &#8211; 19 e un kit di giochi per ristabilire il contatto emozionale e facilitare le relazioni fra le diversi componenti familiari a cura del Servizio di Psicologia,\u00a0Area Materno-Infantile, in accordo con il Dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino e della Sanit\u00e0 Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Servizio di Psicologia, area Materno-Infantile, in accordo con il Dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino e della Sanit\u00e0 Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretto da <strong>Eugenio Mercuri<\/strong>, ha condotto un\u2019indagine, coordinata da <strong>Daniela Chieffo<\/strong>, Dirigente Sanitario Neuropsicologa e Psicoterapeuta del Policlinico Gemelli, docente di Psicologia generale all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica,\u00a0Campus di Roma, che ha coinvolto 220 famiglie romane con figli dai 18 mesi ai 18 anni di et\u00e0. 100 di queste famiglie hanno tra i genitori operatori sanitari del Gemelli impegnati in prima linea nei reparti Covid &#8211; 19 e che hanno scelto spesso l&#8217;autoisolamento\u00a0per proteggere da eventuali contagi il proprio nucleo familiare.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27144\" width=\"341\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo.jpg 682w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo-330x495.jpg 330w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo-137x205.jpg 137w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/daniela-chieffo-400x600.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><figcaption>Daniela Chieffo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono state analizzate le difficolt\u00e0 educative e psicologiche, gli stati emotivi provati dai diversi componenti del nucleo famigliare durante la pandemia, nonch\u00e9 i comportamenti in particolare dei minori.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Dallo studio \u00e8 emerso che i figli adolescenti sono quelli che\nhanno manifestato maggiore disagio, laddove le figure genitoriali non sono pi\u00f9\nsufficienti da sole a rassicurare e tonificare l\u2019animo dei giovani, desiderosi\ndi autonomia e libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Servizio di Psicologia del Gemelli, oltre alla somministrazione di un questionario analitico alle famiglie, ha ideato e realizzato un \u201c<a href=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Kit-Giochi-18-mesi-18-anni-per-operatori-sanitari.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Kit di giochi (opens in a new tab)\">Kit di giochi<\/a>\u201d che possono essere utilizzati da figli e genitori per ristabilire e consolidare il contatto emozionale e facilitare le relazioni fra i diversi componenti della famiglia stessa. <\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito il contributo del gruppo di lavoro che ha condotto lo studio (<strong>Daniela Chieffo<\/strong>, <strong>Valentina Arcangeli<\/strong>, <strong>Federica Moriconi,<\/strong> <strong>Elisa Marconi<\/strong>, <strong>Laura Peruzzi<\/strong>, <strong>Antonella Guido<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emozioni e comportamento in et\u00e0 pediatrica e in adolescenza Sars-Covid correlato: rischi e opportunit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Esposti al contagio e preoccupati per i propri familiari: la pandemia di coronavirus ha provocato un impatto significativo sulla vita sociale e familiare dei nostri operatori impegnati in prima linea per contrastare la diffusione del virus. &nbsp;Molti di loro hanno scelto di auto-distanziarsi per mettere in sicurezza i propri affetti ed evitare che potessero essere a loro volta soggetti all&#8217;infezione. La condizione di auto isolamento e\u2019 stata&nbsp; l\u2019unica forma di tutela delle proprie famiglie dal contagio fisico e psichico. <\/p>\n\n\n\n<p>La condizione di emergenza globale da Covid-19 ed il Lockdown che ne \u00e8 derivato ha influito sulle abitudini di ciascuno, generando una condizione di disagio intenso e protratto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Lockdown ha richiesto una nuova\norganizzazione familiare ed, in molti casi, questo ha permesso ai genitori di\ntrascorrere pi\u00f9 tempo con i loro figli. Al contrario, nelle famiglie i cui\nmembri svolgono la professione di operatori sanitari, spesso non \u00e8 stato\npossibile raggiungere tale condizione, subendo, in alcuni casi un distanziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia,\nqueste ultime hanno evidenziato capacit\u00e0 di adattamento, attingendo da risorse\npresiedute dalla flessibilit\u00e0. Con creativit\u00e0 hanno potuto elaborare nuovi\nstrumenti e modalit\u00e0 per trascorrere il tempo insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre\neffettuare una distinzione delle famiglie in base alla fase del ciclo vitale e\ndunque dell\u2019et\u00e0, ovvero quelle con bambini in et\u00e0 strettamente pediatrica e\nquelle con figli adolescenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Se\nnelle prime si riscopre il piacere di stare insieme, considerando la\ncondivisione una risorsa, nelle seconde ci si imbatte con il limite dettato dal\nconfine che la relazione con l\u2019adolescente impone. Gli adolescenti richiedono\nuna maggiore autonomia, trovando spesso rifugio nei social ed in un mondo\nvirtuale con cui hanno gi\u00e0 costruito un\u2019elevata familiarit\u00e0, da cui, tuttavia,\nsi potrebbe generare una condizione di alienazione con ripercussioni sulle\nrelazioni intra-familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ottica dell\u2019individuazione di possibili indicatori di rischio e di fattori di protezione e prevenzione del benessere di individui in et\u00e0 pediatrica e di adolescenti (dai 18 mesi ai 18 anni), il Servizio di Psicologia (Dr.ssa Simonetta Ferretti), area Materno-Infantile &nbsp;(Dr.ssa Daniela Chieffo) in accordo con il Dipartimento di Scienze della salute della donna, del bambino e della sanit\u00e0 pubblica (Dir, Prof Eugenio Maria Mercuri), ha condotto un\u2019indagine finalizzata alla rilevazione dello stato emotivo, relazionale e comportamentale,&nbsp; durante la condizione di isolamento e di restrizione per Covid-19. Il nostro intento \u00e8 di fornire alle famiglie dei suggerimenti per affrontare la fase 2 e di donare alla comunit\u00e0 sanitaria del nostro Policlinico, un<a href=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/essere-genitori-e-operatori-ai-tempi-del-covid-19-tra-gioco-e-realta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" Kit di giochi (opens in a new tab)\"> Kit di giochi<\/a> da fare in famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nnostro obiettivo era rilevare le emozioni del bambino e dall\u2019adolescente; come\nle risorse e i meccanismi riparatori intra-familiari potessero fronteggiare i\nvissuti connessi alla condizione di restrizione e di isolamento; in quale\nmisura l\u2019interruzione delle proprie abitudini si ripercuotesse sullo sviluppo e\nsul benessere percepito; nonch\u00e9 indagare i bisogni esperiti dalle famiglie in\nun\u2019ottica di prevenzione e di ricerca. <\/p>\n\n\n\n<p>I\nfigli degli operatori sanitari o di chi \u00e8 stato colpito direttamente dal virus,\nsono coloro che pi\u00f9 risentono delle condizioni restrittive. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la\nprima volta che l\u2019operatore ha vissuto l\u2019esperienza di non poter tutelare le\npropria famiglia dal contagio fisico e psichico. Solitamente pronti a difendere\ni propri figli e il proprio compagno dalla sofferenza assorbita durante\nl\u2019attivit\u00e0 assistenziale, l\u2019unica forma di difesa e di tutela nei confronti\ndella loro famiglia in questo periodo \u00e8 stato il distanziamento e l\u2019isolamento.\n<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nstato necessario per noi esplorare le emozioni (noia, rabbia, tristezza, ansia,\ngioia e paura), in un\u2019ottica ontogenetica, quelle che rispondono ad un circuito\ndi ricordi strettamente connessi allo stile di attaccamento esperito nelle\nprime fasi dello sviluppo (Cervello Limbico), dunque quelle che attivano nel\nbambino e nell\u2019adolescente la possibilit\u00e0 di chiedere aiuto e di accedere alla\ndimensione della vicinanza al caregiver. I vissuti negativi ad esse connessi,\nse condivisi con l\u2019adulto significativo, possono essere riconosciuti,\naffrontati e superati in modo pi\u00f9 efficace. <\/p>\n\n\n\n<p>I\nfigli degli operatori sanitari possono vivere in modo amplificato queste stesse\nemozioni, sperimentando, in particolare, sentimenti di nostalgia e di paura per\nla separazione dagli adulti di riferimento, nonch\u00e9 una condizione di ansia per\nil pericolo a cui sono esposti i genitori che lavorano in tali settori e che dunque\nrischiano il contagio. Altres\u00ec, possono esperire ed esprimere gioia in\ncondizioni di vicinanza ai genitori, senza provare l\u2019angoscia della perdita,\ncon conseguente senso di responsabilit\u00e0 condivisa. <\/p>\n\n\n\n<p>Le\nemozioni negative sono una risposta fisiologica alla condizione di stress\nvissuto, occorre, tuttavia, che esse siano monitorate e controllate perch\u00e9\ncorrelate allo stile e alla qualit\u00e0 della vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019indagine condotta si evince che i piccoli<strong> dai 18 mesi ai 5 anni<\/strong><a> <\/a>richiedano una vicinanza fisica ed emotiva al caregiver, senza differenze tra le figure genitoriali. Questo dato ci suggerisce come la figura paterna abbia assunto un ruolo sempre pi\u00f9 attivo nel prendersi cura del bambino, assumendo una funzione equiparabile a quella materna. I dati suggeriscono che bambini di questa fascia di et\u00e0 abbiano sperimentato come emozione prevalente la gioia, in misura ridotta la noia e la rabbia, poco o per nulla la paura, l\u2019ansia e la tristezza. Questo \u00e8 sicuramente un dato incoraggiante, con cui possiamo avanzare l\u2019ipotesi che le famiglie abbiano manifestato capacit\u00e0 di adattamento flessibili e funzionali, e che l\u2019azione contenitiva dei genitori sia stata efficace durante la fase 1. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nletteratura suggerisce che i bambini, in condizioni di maggiore stress, tendano\nad agire condotte aggressive e regressive, sentirsi pi\u00f9 agitati e nervosi. Suggeriamo,\npertanto, ai genitori di bambini che presentano tali comportamenti, di\nmonitorarli, di offrire loro sostegno e contenimento, prediligendo attivit\u00e0\ncondivise e piacevoli. Se tali alterazioni del comportamento persistessero\nanche durante la fase 2 invitiamo i genitori a rivolgersi al pediatra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai risultati\nemerge, come il possibile indicatore di rischio di questa fascia di et\u00e0 sia\nespresso dalle lamentele somatiche. I dati indicano come questi bambini possano\npresentare manifestazioni somatiche in risposta allo stress percepito,\npresentando dolori senza apparente causa medica, stipsi o diarrea, riduzione\ndell\u2019appetito, nausea o vomito, preoccupazioni per ordine e pulizia, connesse\nqueste ultime ad un accentuato desiderio di controllo. L\u2019analisi effettuata\nsuggerisce che coloro che percepiscono un peggioramento nelle dinamiche intra-familiari\npresentino una compromissione maggiore nella componente Internalizzante, ovvero\npi\u00f9 alti livelli manifestati di Reattivit\u00e0 Emotiva, Ansia\/Depressione,\nLamentele Somatiche e Ritiro; e nella componente Esternalizzante, ovvero pi\u00f9\nalti livelli manifestati di Problemi di Attenzione e Comportamento Aggressivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Dai nostri risultati si evince che anche i <strong>bambini dai 6 agli 11 anni <\/strong>richiedano una vicinanza fisica ed emotiva ai caregiver senza alcuna distinzione tra le figure parentali. Madre e padre assolvono ruoli e funzioni diverse ma complementari, necessari anche per il processo d\u2019identificazione. Tra le emozioni esperite con maggiore intensit\u00e0 in questo campione spicca la noia, a discapito della gioia. Questo dato fa riflettere come i bambini di questa et\u00e0 abbiano bisogno di attivit\u00e0 strutturate. Occorre, tuttavia, mettere in evidenza che la noia sia funzionale nello &nbsp;stimolare la &nbsp;creativit\u00e0, l\u2019immaginazione e la fantasia. I dati ci indicano come i bambini dai 6 agli 11 anni presentino pi\u00f9 alti livelli di Ritiro\/Depressione, con una tendenza a preferire la solitudine alla compagnia, rifiutando a volte di parlare, apparendo riservati, meno attivi, lenti, poco energici, scontenti, tristi, chiusi in se stessi e con una riduzione significativa delle attivit\u00e0 che li divertono<a>. <\/a>Occorre rispettare il bambino che manifesta tali condotte, che potrebbero rispondere ad esigenze differenti che il piccolo non si sente ancora pronto a condividere. \u00c8 importante che il genitore accolga questo bisogno, mostrandosi empatico e disponibile. <\/p>\n\n\n\n<p>La percezione\ndi un peggioramento all\u2019interno delle relazioni sociali nei nostri dati correla\ncon una maggiore tendenza al ritiro. Coloro che esperiscono pi\u00f9 alti livelli di\npaura, ansia e tristezza sono anche coloro che presentano una maggiore\ncompromissione generale del comportamento. \u00c8 importante fornire a questi bambini\nprotezione, sostegno, attenzioni e amore, come contenimento efficace; al\ncontempo occorre non sottovalutare questi segnali, che potrebbero, costituire\nuna porta di ingresso privilegiata per comprendere meglio i bisogni manifestati\ndal bambino e che potrebbero essere la sintesi di quelli dell\u2019intero sistema\nfamiliare. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella fascia\nd\u2019et\u00e0 dei <strong>ragazzi dai 12 ai 18 anni<\/strong> si evince una richiesta&nbsp; inferiore della vicinanza fisica ed emotiva dei\ngenitori. Occorre considerare, tuttavia, che l\u2019adolescenza, come fase del ciclo\nvitale di un individuo, \u00e8 caratterizzata da una condizione di profonda\nambivalenza tra due polarit\u00e0 distinte, il bisogno di appartenenza da un lato ed\nil bisogno di separazione e di individuazione dall\u2019altro. La noia sembra essere\nper gli adolescenti l\u2019emozione pi\u00f9 esperita in questo momento, a discapito di\ntutte le altre emozioni indagate (paura, ansia, tristezza, gioia e rabbia), con\npi\u00f9 alti livelli esibiti di Ritiro\/Depressione. Dunque anche questa fascia di\net\u00e0 sembra manifestare una tendenza a preferire la solitudine alla compagnia,\nrifiutando a volte di parlare, riservatezza, poca energia, tristezza, chiusura\nin s\u00e9 e riduzione significativa delle attivit\u00e0 che generano divertimento.\nInteressante \u00e8 la correlazione che emerge tra la richiesta minore di vicinanza\nfisica ed emotiva con il padre e pi\u00f9 alti livelli di ansia, depressione,\nproblemi sociali e del pensiero. Figure paterne percepite di difficile accesso,\ncon conseguente difficolt\u00e0 di sintonizzazione emotiva con il figlio adolescente\npossono contribuire ad implementare paure, preoccupazioni, la sensazione di\ndover essere perfetti, nervosismo, imbarazzo, sensi di colpa, isolamento\nsociale, problemi del sonno e del comportamento, nonch\u00e9 possono influire\nnegativamente sulla percezione della stima di s\u00e9. La percezione di una minore\ncoesione all\u2019interno della coppia genitoriale correla con problemi di ritiro.\nPi\u00f9 alti livelli di distress (stress negativo) associati all\u2019interruzione\ndell\u2019attivit\u00e0 sportiva e all\u2019aria aperta correlano con disturbi di tipo\nEsternalizzante, con la possibilit\u00e0 dunque di agiti aggressivi e difficolt\u00e0\nnell\u2019accettazione e nella gestione delle regole. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i nostri risultati, questa fascia d\u2019et\u00e0 ha risentito maggiormente delle limitazioni del lockdown, in quanto le misure restrittive rappresentano un ostacolo al loro, fisiologico, bisogno di indipendenza e di contatto con i pari. Possono apparire apatici, perch\u00e9 il loro sistema esplorativo \u00e8 inibito, e dunque alternare momenti di noia ad altri di tensione e rabbia. Qualora tali condizioni persistessero anche nella fase 2, il nostro suggerimento \u00e8 quello di rivolgersi ad uno specialista. <\/p>\n\n\n\n<p>Un fattore\nprotettivo \u00e8 senza dubbio il garantire una continuit\u00e0 ed il ripristino delle\nrelazioni con i gruppo dei pari, privilegiando la modalit\u00e0 della videochiamata,\ne nei casi in cui viene salvaguardata la sicurezza di ognuno, anche la modalit\u00e0\nvis a vis, in modo tale che esperiscano anche un contatto visivo durante la\ncondivisione con l\u2019altro. Percepire i pari come soggetti alle stesse norme\nrestrittive e alle stesse limitazioni, pu\u00f2 aiutare l\u2019adolescente a sentirsi\nmeno solo, ad accettare le regole e a gestirle in modo pi\u00f9 funzionale.\nSuggeriamo ai genitori di ragazzi adolescenti di non preoccuparsi e di non\nsentirsi esclusi dalle \u201cporte chiuse\u201d, poich\u00e9 queste &nbsp;sono fondamentali per delineare e costruire\nl\u2019identit\u00e0 del figlio, procedendo nella direzione dell\u2019autonomia e dello\nsvincolo; di offrire ai ragazzi l\u2019opportunit\u00e0 di contatto e di negoziazione\ndella vicinanza\/distanza, garantendo la presenza al momento del bisogno, ma al\ncontempo di rispettare la necessit\u00e0 di avere spazi individuali. <\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi,\nl\u2019espressione di comportamenti di richiesta di vicinanza sembra diminuire con\nl\u2019et\u00e0. Questo, tuttavia, non si traduce nel considerare che i bambini e i\nragazzi pi\u00f9 grandi non abbiano bisogno del supporto da parte dell\u2019adulto\nsignificativo. <\/p>\n\n\n\n<p>Programmare\nattivit\u00e0 condivise e ludiche tutti insieme \u00e8 senz\u2019altro utile per rafforzare la\ncoesione familiare e favorire la condivisione di emozioni e bisogni; come \u00e8\nutile permettere loro anche di isolarsi e dedicarsi a s\u00e9 in autonomia. Bambini\ne ragazzi dai 6 ai 18 anni sembrano reagire allo stress intenso e prolungato di\nquesto periodo di restrizioni, con manifestazioni aggressive e difficolt\u00e0 di\nautoregolazione e gestione del S\u00e9; mentre i bambini dai 18 mesi ai 5 anni\nmanifestando una tendenza alla somatizzazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Conoscere le emozioni nel bambino e\nnell\u2019adolescente \u00e8 utile anche per riconoscerle, parlarne e condividerle \u00e8\nsicuramente una strategia utile per elaborarle e per gestirle, non\nsottovalutando gli indicatori di rischio manifestati che potrebbero essere\nespressione di bisogni dell\u2019intero nucleo familiare. <\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia diventa proprio il luogo di tutela dei vari componenti, lo spazio nel quale si pu\u00f2 recuperare il senso di sicurezza e di appartenenza smarrito a causa della pandemia. Anche se il genitore \u00e8 distante, come nel caso degli operatori sanitari, il senso di appartenenza al gruppo permette e garantisce il funzionamento della famiglia i come una squadra in grado di affrontare le sfide proposte dal Covid-19 attingendo dalle risorse naturali preesistenti, nonch\u00e9 sviluppandone altre funzionali al momento e al contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>La condivisione delle emozioni in famiglia, in questa fase, \u00e8 un importante fattore protettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli operatori sanitari costretti al distanziamento dal proprio figlio suggeriamo di garantire la continuit\u00e0 del rapporto e di salvaguardare la connessione emotiva con lo stesso, prediligendo l\u2019utilizzo della videochiamata, avvalendosi del gioco, anche a distanza. La connessione virtuale consente la continuit\u00e0 e\/o il ripristino del rapporto e della comunicazione, di ridurre le distanze fisiche ed emotive, e dunque di creare\/ricreare uno spazio di condivisione affettiva importante. In ogni caso, il genitore deve poter promuovere il senso di affiliazione e di appartenenza alla famiglia, che deve diventare, in questa fase di emergenza, il \u201cgruppo sostitutivo\u201d con cui condividere obiettivi e interessi come con il gruppo dei pari.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo studio, si \u00e8 evidenziata\nl\u2019importanza della condivisione del tempo, e come essa rappresenti, soprattutto\nper i ragazzi pi\u00f9 grandi, un fattore protettivo, che ne permette un\nmiglioramento anche nel comportamento. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, si rileva come possibile\nindicatore di rischio, una comunicazione implicita di richiesta di aiuto. Da\nqui nasce una necessaria rinegoziazione dei legami intra-familiari, i quali richiedono\nmaggiore creativit\u00e0 e flessibilit\u00e0 anche rispetto ai diversi figli e alle loro\ncaratteristiche. Ricordiamo che in una famiglia, ogni identit\u00e0 contiene una\nvaligia di ricordi,&nbsp; un album di\nfotografie, un arcobaleno di emozioni, un treno ricco di progetti, il bisogno\ndi esserci e di allontanarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio da questo assunto e\nda quanto detto fino ad ora che abbiamo cercato di capire quale fosse il\nmiglior modo per aiutare tutte le famiglie coinvolte in questa emergenza, in\nparticolare le famiglie degli operatori sanitari, per affrontare la fase 2 e la\nlenta ripartenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Crediamo molto nelle loro\nrisorse, abbiamo conosciuto in questi anni figli di operatori sanitari e\nsappiamo molto bene quanto siano stati sempre in grado di fronteggiare i\nmomenti di fragilit\u00e0, di frattura, di allerta e di stanchezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo momento \u00e8 stato singolare, ma crediamo che le famiglie avranno avuto modo di riconoscere le proprie risorse e di svilupparne altre, idonee al contesto vissuto. Pensiamo che ognuno porter\u00e0 un insieme di ricordi e di emozioni che suggeriamo di condividere, per dimostrare che uno stesso momento possa aver generato vissuti diversi in ciascuno, affinch\u00e9 i figli possano osservare anche le debolezze dei loro genitori, elicitando cos\u00ec l\u2019espressione delle loro emozioni interne, talvolta riposte in un \u201ccassetto\u201d. Interrompere le attivit\u00e0 familiari e di ciascuno \u00e8 stato un compito gravoso. Per ripartire abbiamo pensato ad un dono per tutta la comunit\u00e0 sanitaria del nostro Policlinico, un <a href=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/essere-genitori-e-operatori-ai-tempi-del-covid-19-tra-gioco-e-realta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Kit di Giochi (opens in a new tab)\">Kit di Giochi<\/a> da fare in famiglia, rispetto alle et\u00e0 dei figli. Ogni gioco dovr\u00e0 essere fatto tutti insieme per favorire la condivisione e la complicit\u00e0. Vorremmo il sorriso dell\u2019intera famiglia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Daniela Chieffo<\/strong>, <strong>Valentina Arcangeli<\/strong>, <strong>Federica Moriconi,<\/strong> <strong>Elisa Marconi<\/strong>, <strong>Laura Peruzzi<\/strong>, <strong>Antonella Guido<\/strong> <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio sulle famiglie ai tempi dell&#8217;emergenza sanitaria da Covid &#8211; 19 e un kit di giochi per ristabilire il contatto emozionale e facilitare le relazioni fra le diversi componenti familiari a cura del Servizio di Psicologia,\u00a0Area Materno-Infantile, in accordo con il Dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino e della Sanit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":28505,"template":"","categorie":[95],"class_list":{"0":"post-28507","1":"kf_gem_news","2":"type-kf_gem_news","3":"status-publish","4":"has-post-thumbnail","6":"kf_gem_newscat-research","7":"entry"},"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Essere genitori e operatori ai tempi del Covid -19: &quot;tra gioco e realt\u00e0\u201d - Policlinico Universitario A. 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