{"id":27630,"date":"2020-04-23T13:46:50","date_gmt":"2020-04-23T13:46:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/?post_type=kf_gem_news&#038;p=27630"},"modified":"2020-04-23T13:46:55","modified_gmt":"2020-04-23T13:46:55","slug":"se-le-rose-non-profumano-piu-e-il-cibo-non-ha-piu-sapore-potrebbe-trattarsi-di-covid-19","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/se-le-rose-non-profumano-piu-e-il-cibo-non-ha-piu-sapore-potrebbe-trattarsi-di-covid-19\/","title":{"rendered":"Se le rose non profumano pi\u00f9 e il cibo non ha pi\u00f9 sapore, potrebbe trattarsi di COVID-19"},"content":{"rendered":"\n<p>Nota a tutti come l\u2019infezione che toglie il respiro, la\nCOVID-19 in alcuni pazienti (fino a 1 su 3 secondo alcune casistiche) pu\u00f2\nmanifestarsi anche (o solo) con un\u2019improvvisa e completa perdita dell\u2019olfatto (anosmia,\nincapacit\u00e0 di sentire e riconoscere gli odori), che in alcuni si associa anche\nall\u2019impossibilit\u00e0 di percepire il sapore del cibo (ageusia o disgeusia). Non si\ntratta di sintomi pericolosi, assicurano gli esperti, ma andrebbero valorizzati\nper la diagnosi precoce o per la diagnosi dei tanti casi paucisintomatici o\nasintomatici che contribuiscono alla diffusione del contagio. Una \u2018spia\u2019 di\nmalattia importante insomma, soprattutto in un\u2019ottica di fase 2. Di fronte ad\nun paziente con questi sintomi insomma, sarebbe bene effettuare subito il\ntampone per ricercare l\u2019eventuale presenza di infezione da SARS CoV-2 e, in\ncaso di positivit\u00e0, isolare il paziente. Molte forme di anosmia regrediscono\nspontaneamente; nelle forme neurali pu\u00f2 essere necessario ricorrere alla \u2018riabilitazione\nolfattoria\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Una perdita improvvisa e completa dell\u2019olfatto (anosmia) potrebbe rappresentare un sintomo di infezione da COVID-19. Sono molti gli studi pubblicati in queste settimane che attirano l\u2019attenzione sull\u2019anosmia, sintomo spesso accompagnato dall\u2019incapacit\u00e0 di percepire il sapore dei cibi (disgeusia o ageusia). Ed \u00e8 importante far caso a queste particolari manifestazioni della COVID-19 per individuare eventuali persone con infezione da SARS CoV-2, anche in assenza dei sintomi caratteristici della malattia (febbre alta, tosse stizzosa, dolori muscolari, debolezza estrema). Questo sia per iniziare tempestivamente un trattamento, ma anche per isolarli ed evitare che contagino altre persone. Insomma l\u2019anosmia potrebbe diventare, al pari delle manifestazioni dermatologiche delle quali abbiamo parlato in un altro articolo, un sintomo da valorizzare, anche nell\u2019ottica di una transizione verso la fase 2 quando, alla ripresa delle attivit\u00e0 sar\u00e0 fondamentale cogliere sul nascere i primissimi segni e sintomi della malattia per isolare immediatamente i pazienti ed evitare che diffondano il contagio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27627\" srcset=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-660x495.jpg 660w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-273x205.jpg 273w, https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COVID-19-23-olfatto-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Professor Gaetano Paludetti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cDagli studi pubblicati finora \u2013 nota il Professor <strong>Gaetano Paludetti<\/strong>, Ordinario di Otorinolaringoiatria, Direttore del Dipartimento Testa e Collo dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e Direttore UOC di Otorinolaringoiatria della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS \u2013 emerge che l\u2019anosmia \u00e8 stata riscontrata pi\u00f9 spesso nei pazienti occidentali (dove l\u2019incidenza potrebbe essere del 30%) che nei cinesi. La prevalenza del sintomo nella popolazione europea o americana insomma appare nettamente diverso che in quella cinese. Questo potrebbe far pensare ad una mutazione del virus oppure potrebbe dipendere dal fatto che gli europei abbiano, rispetto ai cinesi, una maggior concentrazione di recettori ACE2 (la porta d\u2019ingresso del virus) a livello dell\u2019epitelio olfattivo. Il sintomo sembra insorgere pi\u00f9 spesso nella fase intermedia della malattia e viene preceduto da una forte secchezza delle mucose nasali. In generale si presenta nelle forme di gravit\u00e0 lieve-moderata di malattia, non nelle pi\u00f9 gravi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 comunque certo facile fare una stima e stilare delle\nstatistiche complete ma diversi studi hanno cercato di dare una dimensione al problema.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i primi a segnalare questi sintomi inediti dell\u2019infezione da COVID-19 sono stati, con una <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"lettera  (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/academic.oup.com\/cid\/advance-article\/doi\/10.1093\/cid\/ciaa330\/5811989\" target=\"_blank\">lettera <\/a>alla rivista Clinical Infectious Diseases i medici dell\u2019Ospedale Sacco di Milano. Tra i pazienti ricoverati presso questo ospedale, gli autori hanno riscontrato che almeno uno su tre presentava o una grave alterazione dell\u2019olfatto o del gusto e circa uno su cinque tutte e due. Le alterazioni del gusto sono in genere molto precoci e compaiono gi\u00e0 prima del ricovero in ospedale. Pi\u00f9 tardi, si perde la capacit\u00e0 di percepire gli odori. Le donne presentano alterazioni dell\u2019olfatto e del gusto molto pi\u00f9 frequentemente degli uomini e i pazienti con questi sintomi sono in media pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo studio (doi:10.1001\/jama.2020.6771)\nsull\u2019argomento in ordine di tempo viene dall\u2019Universit\u00e0 di Padova, che lo ha\nrealizzato in collaborazione con ricercatori britannici ed \u00e8 firmato tra gli\naltri dal prof. <strong>Paolo Boscolo-Rizzo<\/strong>\ndel dipartimento di neuroscienze, Universit\u00e0 di Padova. Lo studio \u00e8 stato\ncondotto su 202 pazienti COVID-19 in forma lieve-moderata e in isolamento\ndomiciliare. Il 64,4% di loro riferiva perdita dell\u2019olfatto e del gusto (oltre\nad astenia, tosse e febbre). Oltre 1 paziente su 10 ha indicato la perdita\ndell\u2019olfatto e del gusto come i primi sintomi della malattia, mentre altri (oltre\n1 paziente su 5) ne hanno riferito la comparsa in contemporanea alle altre\nmanifestazioni; infine, 1 paziente su 4 riferiva una comparsa tardiva di questi\nsintomi. Nel il 3% degli intervistati, l\u2019anosmia rappresentava l\u2019unico sintomo\ndella malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 colpite da questo sintomo sono risultate le donne (3 su\n4), rispetto agli uomini (poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei pazienti).<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che i pazienti paucisintomatici o asintomatici sono\nimportanti diffusori della malattia, gli esperti consigliano dunque di\nvalorizzare questi sintomi, per cercare di individuare precocemente questi\npazienti e avviarli subito all\u2019esecuzione del tampone.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, come anche i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani hanno di recente aggiunto la voce \u2018perdita dell\u2019olfatto e del gusto\u2019 nella lista dei sintomi alla pagina \u2018informazioni sul COVID-19\u2019, mentre l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.who.int\/health-topics\/coronavirus#tab=tab_3\" target=\"_blank\">Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/a> non li ha ancora valorizzati. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 i pazienti non\nsentono pi\u00f9 gli odori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019anosmia \u2013 spiega il professor Paludetti &#8211; pu\u00f2 essere di\ntipo \u2018trasmissivo\u2019 o \u2018neurale\u2019. La forma trasmissiva si verifica quando la\nmucosa nasale si edemizza cio\u00e8 \u2018si gonfia\u2019; quando la mucosa si decongestiona,\ntorna anche l\u2019olfatto. Questo per\u00f2 sembra accadere in una bassa percentuale di\npazienti con COVID-19. Il meccanismo pi\u00f9 frequente alla base dell\u2019anosmia da COVID-19\nsembra invece essere una lesione neurale, a carico dell\u2019epitelio olfattivo; il\nvirus penetra cio\u00e8 nella cellula (attraverso i recettori ACE2) e la distrugge,\ndando una lesione olfattiva importante. In questi casi il recupero \u00e8 molto pi\u00f9\nlento e per molti potrebbe essere anche incompleto; questo lo potremo vedere\nsolo nel tempo, continuando a seguire questi pazienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo due tipi di olfatto \u2013 prosegue il professor\nPaludetti &#8211; quello propriamente detto (\u2018olfattivo\u2019) e quello trigeminale.\nAlcune sostanze irritanti o pungenti sono infatti in grado di stimolare le\nterminazioni trigeminali dell\u2019epitelio nasale. Questo potrebbe fare una\ndifferenza, nel senso che il paziente con COVID19 potrebbe continuare a\npercepire gli odori cosiddetti \u2018trigeminali\u2019 (es. canfora, chiodi di garofano, alcol,\nammoniaca, zenzero, curry, ecc), mentre perderebbe quelli olfattivi. Non lo\nabbiamo ancora documentato scientificamente ma sull\u2019argomento \u00e8 possibile che verranno\nfatti studi ad hoc nella fase post-COVID\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La spiegazione della perdita di olfatto e gusto andrebbe\nricercata secondo altri esperti anche nel fatto che il coronavirus riesce a\npenetrare nei neuroni del bulbo olfattivo (che hanno le terminazioni nervose\nnel naso dove catturano le molecole odorose per trasmetterne poi \u2018notizia\u2019 alla\ncorteccia cerebrale, che le riconosce come appartenenti ad una fonte specifica)\ne che le cellule che rivestono la mucosa della bocca sono molto ricche di\nrecettori ACE2, la porta d\u2019ingresso che consente l\u2019ingresso del virus nelle\ncellule.<\/p>\n\n\n\n<p>Un <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"case report  (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamaotolaryngology\/fullarticle\/2764417\" target=\"_blank\">case report <\/a>pubblicato di recente su JAMA Otolaryngology- Head &amp; Neck Surgery offre anche una spiegazione \u2018visiva\u2019 al fenomeno. Si descrive il caso di una donna di 40 anni che all\u2019improvviso ha notato la perdita completa dell\u2019olfatto, senza peraltro presentare \u2018raffreddore\u2019 o senso di ostruzione nasale. In questo caso non era presente disgeusia perch\u00e9 la donna riusciva a percepire distintamente il gusto salato, amaro, dolce e aspro. Qualche giorno prima aveva presentato tosse secca accompagnata da cefalea e dolori muscolari. Niente febbre, n\u00e9 secrezioni nasali. L\u2019esame otorino (otoscopia e rinoscopia anteriore) risultava normale. La capacit\u00e0 di percepire gli odori \u00e8 stata testata facendo annusare alla paziente 5 odori comunemente usati per il test dell\u2019olfatto: feniletil-alcol (profumo di rosa), ciclotene (profumo di caramello e di mandorla bruciata), acido isovalerico (odore di formaggio di capra), undecalactone (forte odore di pesca), scatolo (odore fecale). La donna non riusciva a percepire, n\u00e9 a riconoscere alcuno di questi odori. La TAC e la risonanza magnetica delle cavit\u00e0 nasali della paziente ha rivelato la presenza di un\u2019infiammazione dei solchi olfattivi che impediva evidentemente alle molecole odorose di raggiungere l\u2019epitelio olfattivo. Il tampone naso-faringeo ha rivelato che la positivit\u00e0 per SARS CoV-2.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli autori di questa segnalazione concludono dunque\nche la perdita improvvisa e completa dell\u2019olfatto in un paziente senza\nostruzione nasale, n\u00e9 altri sintomi (come tosse o febbre) dovrebbe\nimmediatamente allertare il medico e far sospettare la presenza di un\u2019infezione\nda SARS CoV-2.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il trattamento\ndell\u2019anosmia<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel caso dell\u2019anosmia trasmissiva \u2013 spiega il professor\nPaludetti &#8211; &nbsp;questa si pu\u00f2 giovare di\nspray nasale con un po\u2019 di cortisone; nei casi \u2018non COVID\u2019 viene abitualmente\nsomministrato del cortisone, ma in questi pazienti, questa pratica \u00e8 pi\u00f9\ndiscussa, soprattutto nella fase acuta. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dell\u2019anosmia neurale, l\u2019unico trattamento possibile\n\u00e8 invece la cosiddetta \u2018riabilitazione olfattoria\u2019 , che qui al Gemelli\nfacciamo. Il trattamento consiste nella stimolazione con sostanze e molecole\nmolto intense che stimolano l\u2019epitelio olfattivo e la aiutano pian piano a\nrecuperare la sua funzione. Si tratta di un vero e proprio <em>training<\/em> olfattivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La perdita dell\u2019olfatto \u00e8 comune anche in altre malattie\nvirali, dall\u2019influenza al raffreddore da rinovirus ad esempio e pu\u00f2 essere\npermanente in un terzo dei casi. Non sappiamo ancora come si comporta da questo\npunto di vista l\u2019anosmia da nuovo coronavirus. Lo scopriremo solo continuando a\nseguire questi pazienti nei prossimi mesi&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Maria Rita Montebelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota a tutti come l\u2019infezione che toglie il respiro, la COVID-19 in alcuni pazienti (fino a 1 su 3 secondo alcune casistiche) pu\u00f2 manifestarsi anche (o solo) con un\u2019improvvisa e completa perdita dell\u2019olfatto (anosmia, incapacit\u00e0 di sentire e riconoscere gli odori), che in alcuni si associa anche all\u2019impossibilit\u00e0 di percepire il sapore del cibo (ageusia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":27633,"template":"","categorie":[368],"class_list":{"0":"post-27630","1":"kf_gem_news","2":"type-kf_gem_news","3":"status-publish","4":"has-post-thumbnail","6":"kf_gem_newscat-anti-covid19-advice","7":"entry"},"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Se le rose non profumano pi\u00f9 e il cibo non ha pi\u00f9 sapore, potrebbe trattarsi di COVID-19 - Policlinico Universitario A. 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