{"id":27055,"date":"2020-03-30T13:09:10","date_gmt":"2020-03-30T13:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/"},"modified":"2020-04-02T15:20:13","modified_gmt":"2020-04-02T15:20:13","slug":"il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/","title":{"rendered":"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno studio italiano effettuato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di\nRoma, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro e l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ha portato a scoprire\nuna grande somiglianza nella struttura della proteina <em>spike <\/em>del coronavirus umano con quella del cane e del bue,\nsuggerendo dunque l\u2019ipotesi (tutta da dimostrare) che l\u2019esposizione a questi\nanimali domestici&nbsp; possa dotarci di\ndifese immunitarie \u2018naturali\u2019, in grado di attenuare i sintomi di un\u2019eventuale\ninfezione da COVID-19.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa ipotesi di lavoro preliminare potrebbe portare in\nfuturo a nuovi trattamenti e vaccini, ma anche a nuovi approcci diagnostici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio suggerisce anche una possibile spiegazione alla\ngrande variabilit\u00e0 dei quadri clinici osservati nel caso di infezione da\nCOVID-19 (da quelli fatali, a quelli paucisintomatici). E dimostra l\u2019importanza\ndelle ricerche con approccio globale, sul modello \u2018One Health\u2019\ndell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il concetto di salute\nglobale dell\u2019approccio \u2018One Health\u2019<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro pianeta \u00e8 come un gigantesco organismo vivente, le\ncui singole parti, siano esse il mondo animale, quello vegetale, l\u2019uomo, la\ncondizione dei fiumi e dei mari, contribuiscono ognuna di per s\u00e9, ma tutte\ninsieme in un grande <em>unicum<\/em>, a\ndeterminare lo stato di salute o di malattia dei singoli. \u00c8 il concetto di\nsalute globale, declinato dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0\nnell\u2019approccio \u2018One Health\u2019. E la pandemia da nuovo coronavirus \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9\neclatante di come la salute dell\u2019uomo sia strettamente connessa e dipendente da\ntutto ci\u00f2 che gli ruota intorno, dagli animali, ai virus, alla sicurezza\nalimentare. Uno studio realizzato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, in\ncollaborazione con l\u2019Universit\u00e0 della Magna Graecia di Milano e l\u2019Universit\u00e0 di\nMilano, incarna appieno l\u2019approccio \u2018One Health\u2019 applicato alla ricerca e offre\nalla comunit\u00e0 scientifica una serie di spunti per diversi filoni di ricerca,\nche potrebbero portare ad un vaccino o ad una cura per l\u2019infezione da COVID-19,\nma anche a nuovi e pi\u00f9 efficaci approcci diagnostici. E gli animali, finora\nconsiderati parte del problema (l\u2019infezione da COVID-19 nasce come una\nzoonosi), scaturiscono da questa ricerca come possibile parte della soluzione.\nMa andiamo per ordine. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma com\u2019\u00e8 fatto un\ncoronavirus?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agente eziologico dell\u2019infezione da COVID-19 \u00e8 il\nSARS-CoV-2, un virus a RNA a singolo filamento, con un genoma di circa 30\nkilobasi. Questo virus appartiene alla grande famiglia dei beta-coronavirus che,\noltre all\u2019uomo, ha una vasta gamma di ospiti animali (uccelli, cammelli,\npipistrelli, topi, cani, gatti, zibetti) e che nell\u2019arco degli ultimi vent\u2019anni\nha dato luogo ad altre epidemie, quella da SARS dell\u2019inizio del secolo e quella\nda MERS di una decina di anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u201cLo studio delle\nsequenze genetiche del SARS-CoV-2 dell\u2019uomo \u2013 rivela il professor <strong>Andrea Urbani<\/strong>, direttore Area\nDiagnostica di Laboratorio del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Ordinario\ndi biochimica clinica e biologia molecolare clinica, Universit\u00e0 Cattolica del\nSacro Cuore di Roma &#8211; ha rivelato la presenza di sequenze molto simili a quelli\ndi diversi animali selvatici (pipistrelli, pangolini e zibetti); pi\u00f9 dubbia\nappare invece la \u2018parentela\u2019 con i coronavirus dei serpenti (che erano tra gli\nanimali inizialmente tirati in ballo come possibile fonte di questa zoonosi)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La proteina Spike: la\n\u2018chiave\u2019 del contagio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u2018repertorio\u2019 delle proteine codificate dal genoma di\nquesto virus consiste in 4 proteine strutturali principali e circa 16 proteine\nnon strutturali maggiori. Tra le 4 principali, la cosiddetta proteina <em>\u2018Spike\u2019<\/em> (o proteina-S) \u00e8 quella\ncoinvolta nel tropismo per l\u2019ospite, in quanto responsabile del\n\u2018riconoscimento\u2019 e del legame con il recettore ACE2 (<em>Angiotensin Converting Enzyme2<\/em>), esposto sulla superficie di alcune\ncellule dell\u2019organismo. Il legame della proteina<em> Spike<\/em> al recettore ACE2 consente al virus di entrare nelle cellule\ne di infettarle. Il recettore ACE2, il bersaglio di azione del virus, \u00e8 molto\nconservato a livello evolutivo ed \u00e8 presente in tutti gli animali. E\u2019 solo una\npiccola sequenza aminoacidica a fare la differenza tra la proteina <em>spike<\/em> dell\u2019uomo e quella degli animali;\n\u00e8 presente in alcuni animali, come il pipistrello, ma non in altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di recente \u00e8 stato evidenziato che esiste un\u2019elevata\nsomiglianza nella sequenza della proteina <em>spike<\/em>\nin diverse specie animali (uomo, cani, animali domestici), fatto questo che\nsuggerisce una potenziale interazione delle particelle virali con un\u2019ampia\ngamma di cellule \u2018ospite\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019unione fa la forza:\nun team di medici, biologi molecolari, chimici farmaceutici e veterinari per\nrisolvere il puzzle COVID<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio di bioinformatica pubblicato <em>online<\/em> su <em>Microbes and\nInfection<\/em> ha realizzato un\u2019analisi \u2018in silico\u2019 (un confronto tra identikit\nmolecolari di coronavirus infettanti specie animali diverse, mediante apposito <em>software<\/em>), consistente in un\u2019analisi\ndell\u2019omologia della sequenza aminoacidica della proteina <em>Spike<\/em> del SARS CoV-2, confrontandola con quella di altri\ncoronavirus \u2018imparentati\u2019 da un punto di vista tassonomico e dotati di un\ntropismo per altre specie animali. I risultati hanno rivelato una bassa omologia\ndi sequenza della proteina <em>Spike<\/em> del\nSARS-CoV2 con quella del coronavirus respiratorio del cane (36,93%), del\ncoronavirus bovino (38,42%) e del coronavirus enterico umano (37,68%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMa andando a restringere l\u2019analisi alle sequenze che si sa\nessere riconosciute dal sistema immunitario (i cosiddetti epitopi del SARS\nCoV-2) \u2013 spiega il professor <strong>Maurizio\nSanguinetti<\/strong>, Direttore del Dipartimento Scienze di laboratorio e\ninfettivologiche del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Ordinario di\nmicrobiologia, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore &#8211; abbiamo riscontrato\nun\u2019elevata percentuale di omologia rispetto ai coronavirus tassonomicamente\ncorrelati. Di particolare interesse risulta la grande somiglianza delle\nsequenze dell\u2019epitopo 4 del coronavirus respiratorio canino con quelle del SARS\nCoV-2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>COVID-19: come\nspiegare quadri clinici tanto diversi, da forme inapparenti a quelle fatali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello clinico, nell\u2019uomo, l\u2019infezione da COVID-19 pu\u00f2\npresentare quadri caratterizzati da un\u2019elevata letalit\u00e0, soprattutto nel caso\ndi persone anziane o affette gravi patologie o malattie croniche (BPCO,\nipertensione, diabete, cardiopatia ischemica), accanto ad altri (e potrebbero\nessere la maggior parte: c\u2019\u00e8 chi stima che possano essere fino a 6-7 per ogni\ncaso COVID-19 accertato) che decorrono in forma lieve, o addirittura\ninapparente, e che guariscono da soli, senza bisogno di intervento medico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati dello studio appena pubblicato aprono la strada\na nuove ipotesi di lavoro per cercare di comprenderei meccanismi biologici alla\nbase dell\u2019infezione virale. In particolare, gli autori dello studio ipotizzano\nche una precedente esposizione al coronavirus del cane potrebbe garantire\nun\u2019immunizzazione almeno parziale, in grado di attenuare i sintomi di\nun\u2019eventuale infezione da COVID-19. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Somiglianze importanti sono emerse anche tra gli epitopi\ndella proteina <em>Spike<\/em> del SARS CoV-2 e\nil coronavirus bovino (il cui genoma e le cui proteine sono stati inclusi in\nalcune delle formulazioni vaccinali impiegate in medicina veterinaria su\nanimali da reddito).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cGli animali insomma \u2013 prosegue il professor Sanguinetti &#8211;\npotrebbero aver avuto insomma un ruolo critico nell\u2019innesco e nell\u2019evoluzione\ndi questa epidemia (che ricordiamo essere una zoonosi), sia come <em>reservoir<\/em> virale, ma anche agendo come\nfonte \u2018benefica\u2019 di particelle virali immuno-stimolanti, in grado di offrire\nprotezione contro il SARS CoV-2 circolante, attenuandone i sintomi\u201d. Tuttavia\nl\u2019esposizione ricorrente al virus, in una stretta finestra temporale, potrebbe\naumentare il rischio che siscateni una risposta immunitaria violenta e portare\nquindi a quadri clinici pi\u00f9 gravi o addirittura fatali. \u201cE\u2019 importante\nsottolineare \u2013 afferma il professor Urbani &#8211; che si tratta solo di ipotesi di\nlavoro, che andranno vagliate da studi ed esperimenti <em>ad hoc<\/em>. Ci piacerebbe arrivare a dimostrare un giorno che\nl\u2019esposizione ad alcuni animali domestici, ci consente di sviluppare delle\nimmunoglobuline protettive, che permettono di fare un\u2019infezione da COVID in\nforma attenuata, in caso di esposizione. Ma per adesso \u00e8 senz\u2019altro prematuro\nfare queste affermazioni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSi tratta tuttavia di un\u2019ipotesi suggestiva, con\nun\u2019importante solidit\u00e0 scientifica \u2013 ribadisce il professor Sanguinetti \u2013 vista\nl\u2019elevata somiglianza delle proteine di coronavirus, che contano da un punto di\nvista immunitario, che sono poi quelle che consentono il legame del virus al\nrecettore ACE2). I cosiddetti anticorpi neutralizzanti del virus, che sono\nquelli che impediscono il legame del virus con il suo recettore e la grande\nomologia (superiore al 90%) riscontrata in queste regioni, tra coronavirus\numano e quelli del cane e del bovino, ci d\u00e0 la speranza che la nostra ipotesi\nabbia un fondamento reale. Oltre alla proteina <em>spike<\/em>, abbiamo anche cominciato a lavorare ad un innovativo\napproccio diagnostico coinvolgente un\u2019altra proteina del SARS CoV-2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione dunque, non \u00e8 agli animali che va imputata la\n\u2018responsabilit\u00e0\u2019 dell\u2019attuale pandemia di COVID-19, quanto piuttosto all\u2019uomo\nsta invadendo ambiti (l\u2019esempio tipico \u00e8 il celebre mercato di Wuhan), che non\ndovrebbe invadere. \u201cQuesto \u2013 afferma il professor Sanguinetti- aumenta la\npossibilit\u00e0 di venire in contatto con animali totalmente ignoti al nostro\nsistema immunitario. E purtroppo in futuro succeder\u00e0 ancora. Solo nel XXI\nsecolo, quello attuale \u00e8 il terzo episodio di passaggio di un coronavirus dagli\nanimali all\u2019uomo (SARS, MERS, SARS Cov-2). E questo ci riporta all\u2019importanza\ndi affrontare il problema in modo diverso e globale (approccio \u2018OneHealth\u2019). Ma\nsottolinea anche come l\u2019uomo dovrebbe tornare a rispettare la natura e non\ninvadere determinati ambiti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Maria Rita Montebelli<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fonte<\/strong>:<strong><em>Microbes and Infection<\/em>\u201c<em>Molecularbasis of COVID-19 relationships in differentspecies: a onehealthPerspective<\/em>\u201d<\/strong>; Bruno Tilocca, Vincenzo Musella, Domenico Britti, Paola Roncada dipartimento di scienze della salute, Universit\u00e0 della Magna Graecia (Catanzaro), Alessio Soggiu, dipartimento di scienze veterinarie, Universit\u00e0 di Milano; prof. Maurizio Sanguinetti, Presidente della Societ\u00e0 Europea di Malattie Infettive e Microbiologia Clinica e prof. Andrea Urbani (Direttore UOC Chimica, Biochimica e Biologia Molecolare Clinica) Istituto di Microbiologia Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, Roma <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1286457920300484?via%3Dihub\">https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1286457920300484?via%3Dihub<\/a><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sostieni Columbus Covid-2 Hospital<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DONAZIONE SU CONTO CORRENTE BANCARIO<br><\/strong> UniCredit \u2013 IBAN: IT 59 Z 02008 05314000102940493.<br> Intestato a: Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS<br> Causale: \u201cEmergenza COVID\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DONAZIONE SU CONTO CORRENTE POSTALE<br><\/strong> Poste Italiane \u2013 IBAN: IT 37 E 07601 03200001032013003.<br> Intestato a: Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS<br> Causale: \u201cEmergenza COVID\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ONLINE<\/strong><br> Tramite la piattaforma di Fondazione Italia per il dono Onlus:<br> <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/dona.perildono.it\/gemelli-columbus\/\" target=\"_blank\">https:\/\/dona.perildono.it\/gemelli-columbus\/<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ONLINE<\/strong><br> Tramite la piattaforma di raccolta fondi GoFundMe:<br> <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.gofundme.com\/f\/sostieni-il-columbus-covid2-hospital\" target=\"_blank\">https:\/\/www.gofundme.com\/f\/sostieni-il-columbus-covid2-hospital<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio italiano effettuato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Roma, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro e l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ha portato a scoprire una grande somiglianza nella struttura della proteina spike del coronavirus umano con quella del cane e del bue, suggerendo dunque l\u2019ipotesi (tutta da dimostrare) che l\u2019esposizione a questi animali domestici&nbsp; possa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":27052,"template":"","categorie":[368],"class_list":["post-27055","kf_gem_news","type-kf_gem_news","status-publish","has-post-thumbnail","kf_gem_newscat-anti-covid19-advice","entry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Uno studio italiano effettuato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Roma, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro e l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ha portato a scoprire una grande somiglianza nella struttura della proteina spike del coronavirus umano con quella del cane e del bue, suggerendo dunque l\u2019ipotesi (tutta da dimostrare) che l\u2019esposizione a questi animali domestici&nbsp; possa [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-04-02T15:20:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cane-news-10.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"768\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"8 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/\",\"name\":\"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/03\\\/cane-news-10.jpg\",\"datePublished\":\"2020-03-30T13:09:10+00:00\",\"dateModified\":\"2020-04-02T15:20:13+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/03\\\/cane-news-10.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/03\\\/cane-news-10.jpg\",\"width\":1024,\"height\":768},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"News and Events\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/news-events\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus?\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/\",\"name\":\"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS\",\"description\":\"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-US\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#organization\",\"name\":\"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/logo-policlinico-gemelli-250-trasp-color-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/logo-policlinico-gemelli-250-trasp-color-1.png\",\"width\":250,\"height\":82,\"caption\":\"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.policlinicogemelli.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/","og_locale":"en_US","og_type":"article","og_title":"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS","og_description":"Uno studio italiano effettuato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Roma, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro e l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ha portato a scoprire una grande somiglianza nella struttura della proteina spike del coronavirus umano con quella del cane e del bue, suggerendo dunque l\u2019ipotesi (tutta da dimostrare) che l\u2019esposizione a questi animali domestici&nbsp; possa [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/","og_site_name":"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS","article_modified_time":"2020-04-02T15:20:13+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":768,"url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cane-news-10.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Est. reading time":"8 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/","url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/","name":"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus? - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cane-news-10.jpg","datePublished":"2020-03-30T13:09:10+00:00","dateModified":"2020-04-02T15:20:13+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cane-news-10.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cane-news-10.jpg","width":1024,"height":768},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-miglior-amico-delluomo-potrebbe-fare-da-scudo-contro-il-coronavirus\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"News and Events","item":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Il miglior amico dell\u2019uomo potrebbe fare da scudo contro il coronavirus?"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#website","url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/","name":"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS","description":"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS","publisher":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#organization","name":"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS","url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/logo-policlinico-gemelli-250-trasp-color-1.png","contentUrl":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/logo-policlinico-gemelli-250-trasp-color-1.png","width":250,"height":82,"caption":"Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS"},"image":{"@id":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"rest_api_enabler":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/news\/27055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/news"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/kf_gem_news"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/news\/27055\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"kf_gem_newscat","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categorie?post=27055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}