{"id":20421,"date":"2018-09-24T00:00:00","date_gmt":"2018-09-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/nuovo-test-con-prelievo-e-elettroencefalogramma-per-individuare-i-soggetti-a-rischio-di-demenza\/"},"modified":"2018-09-24T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-24T00:00:00","slug":"nuovo-test-con-prelievo-e-elettroencefalogramma-per-individuare-i-soggetti-a-rischio-di-demenza","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/nuovo-test-con-prelievo-e-elettroencefalogramma-per-individuare-i-soggetti-a-rischio-di-demenza\/","title":{"rendered":"Nuovo test con prelievo e elettroencefalogramma  per individuare i soggetti a rischio di demenza"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/public\/editor\/images\/alzheimer.jpg\" style=\"width: 300px; height: 205px; border-width: 1px; border-style: solid; margin: 7px 6px; float: right;\" \/>Novit&agrave; importanti nella diagnosi precoce di demenza: potrebbe presto divenire possibile sapere chi si ammaler&agrave; (anche di Alzheimer) con un doppio test combinato &#8211; semplice e low cost &#8211; basato su un prelievo di sangue e un elettroencefalogramma (Eeg). Lo rivela uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS &#8211; Universit&agrave; Cattolica, con il supporto tecnico dell&rsquo;IRCCS S. Raffaele Pisana. Il test sar&agrave; rivolto a tutti coloro che presentano un lieve declino cognitivo (MCI &egrave; l&rsquo;acronimo in inglese) e che proprio per questo hanno un rischio 20 volte pi&ugrave; elevato di ammalarsi di demenza rispetto ai coetanei sani. Ma solo la met&agrave; di coloro che hanno una forma di declino cognitivo lieve svilupperanno effettivamente poi la malattia; a oggi non &egrave; dato prevedere chi si ammaler&agrave; e chi no in modo semplice, economico e non invasivo, ma servono esami onerosi come la Pet, la risonanza magnetica o la puntura lombare.<\/p>\n<p>\n\tLa ricerca, che potrebbe rappresentare una svolta almeno per questo gruppo di soggetti a rischio, &egrave; stata pubblicata sulla prestigiosa rivista &lsquo;Annals of Neurology&rsquo;. &Egrave; stata coordinata dal prof. <strong>Paolo Maria Rossini<\/strong>, direttore dell&rsquo;Area di Neuroscienze della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS e ordinario di Neurologia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, con la collaborazione del dott. <strong>Fabrizio Vecchio <\/strong>dell&rsquo;IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, del prof. <strong>Camillo Marra<\/strong>, responsabile della Clinica della Memoria della Fondazione Gemelli,&nbsp; della dott. ssa <strong>Francesca Miraglia<\/strong>, bioingegnere presso il Policlinico A. Gemelli, del prof. <strong>Danilo Tiziano<\/strong>, della Genetica medica della Fondazione Gemelli, e del dott. <strong>Patrizio Pasqualetti<\/strong>, responsabile bio-statistico e direttore scientifico dell&rsquo;Associazione Fatebenefratelli per la ricerca (AFaR).&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;Grazie a questo studio, sar&agrave; semplice e rapido conoscere chi si ammaler&agrave; di demenza tra i soggetti a rischio: basteranno un Eeg eseguito in modo routinario, ma analizzato con metodi estremamente sofisticati, e un prelievo&rdquo;, spiega il prof. Rossini. &ldquo;A oggi, manca nella pratica clinica un test siffatto, che potr&agrave; essere di grande aiuto sia per le persone con declino cognitivo, sia per le loro famiglie, per iniziare il prima possibile i trattamenti medici e riabilitativi, per introdurre le necessarie modifiche nello stile di vita e per orientare per tempo scelte anche difficili che si &egrave; costretti ad affrontare in caso di diagnosi di demenza&rdquo;.<\/p>\n<p>\n\tIl test ha dimostrato un&rsquo;accuratezza elevata (cio&egrave; non d&agrave; falsi positivi o false diagnosi) fino al 92%. Il prelievo di sangue serve a condurre un semplice test genetico alla ricerca di una mutazione legata al rischio di Alzheimer, sul gene ApoE. Mentre i segnali registrati con l&rsquo;Eeg sono interpretati con un&rsquo;analisi matematica (teoria dei grafi) che consente di capire come sono connesse tra loro le diverse aree del cervello. Il declino cognitivo lieve risulta ai normali test neuropsicologici (in genere effettuati per modesti deficit di memoria o perch&eacute; c&rsquo;&egrave; una significativa familiarit&agrave; di demenza) &egrave; caratterizzato da piccole d&eacute;faillance misurabili, ma che non impattano nelle abilit&agrave; di vita quotidiana, di relazione, affettiva, professionale del paziente. In Italia ci sono attualmente circa 735.000 persone con questo tipo di lieve declino cognitivo. Nel giro di 1-5 anni dalla diagnosi un soggetto su due con declino cognitivo svilupper&agrave; la demenza vera e propria.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Una metodica semplice e efficace:?ora il trial multicentrico<\/strong><\/p>\n<p>\n\tIl test &egrave; stato sviluppato per realizzare una metodica semplice, a basso costo, disponibile su tutto il territorio nazionale e non invasiva (come invece, per esempio, &egrave; la puntura lombare). Accuratezza e sensibilit&agrave; sono state valutate su 145 pazienti con MCI in cui il test genetico e l&rsquo;Eeg sono stati eseguiti all&rsquo;inizio dello studio. Il campione &egrave; stato seguito per alcuni anni:?in 71 hanno sviluppato una demenza, mentre 74 sono rimasti stabili.<\/p>\n<p>\n\tLa diagnosi precoce sviluppata con il test consentir&agrave; di inquadrare il paziente in un percorso terapeutico con farmaci gi&agrave; disponibili e pi&ugrave; efficaci nella fase pre-malattia; il rischio demenza potr&agrave; inoltre essere ridotto o i sintomi rallentati modificando lo stile di vita (dieta, sport, fumo, controllo della pressione, della glicemia, della funzione cardiaca, della funzione tiroidea. Inoltre, quando arriveranno i farmaci innovativi destinati alle forme &ldquo;prodromiche&rdquo; di Alzheimer, lo strumento permetter&agrave; di intercettare per tempo i soggetti che certamente si ammaleranno.<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;Il test &egrave; utilizzabile da subito nella pratica clinica &#8211; annuncia il prof. Rossini -, ma &egrave; previsto un suo &rsquo;collaudo&rsquo; all&rsquo;interno del progetto di ricerca comparativa &lsquo;Interceptor&rsquo;, di recente finanziato da AIFA e Ministero della Salute, che confronter&agrave; accuratezza, costi e facilit&agrave; di esecuzione all&rsquo;interno di un modello organizzativo su scala nazionale di vari tipi di test&rdquo;. Il progetto del Gemelli &egrave; unico sullo scenario internazionale, &egrave; gi&agrave; stato citato da ricercatori stranieri in numerosi congressi come un esempio di ricerca sanitaria di eccellenza, ma occorre far presto:? &ldquo;Ci sono ritardi nell&rsquo;avvio del trial multicentrico, il Bando &egrave; gi&agrave; scaduto da oltre 2 mesi, occorre che le nostre Autorit&agrave; regolatorie colgano l&rsquo;importanza dell&rsquo;iniziativa scientifica che porr&agrave; il nostro Paese all&rsquo;avanguardia nel mondo nello studio di questa grave, sempre &egrave; pi&ugrave; diffusa e invalidante patologia neurologica&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Novit&agrave; importanti nella diagnosi precoce di demenza: potrebbe presto divenire possibile sapere chi si ammaler&agrave; (anche di Alzheimer) con un doppio test combinato &#8211; semplice e low cost &#8211; basato su un prelievo di sangue e un elettroencefalogramma (Eeg). 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