{"id":20271,"date":"2018-01-11T00:00:00","date_gmt":"2018-01-11T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/influenza-non-fate-gli-eroi\/"},"modified":"2018-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-11T00:00:00","slug":"influenza-non-fate-gli-eroi","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/influenza-non-fate-gli-eroi\/","title":{"rendered":"Influenza, non fate gli eroi"},"content":{"rendered":"<p>\n\tCome affrontare il picco di influenza che ha colpito milioni di italiani? La risposta pu&ograve; sembrare scontata ma non lo &egrave;: mettersi a letto e non fare gli eroi. Parola del professor <strong>Roberto Cauda<\/strong>, direttore dell&#39;Istituto di Clinica delle malattie infettive dell&#39;Universit&agrave; Cattolica di Roma dell&rsquo;Ateneo e dell&#39;UOC di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. &laquo;In un soggetto in discreta salute la gestione dell&rsquo;influenza va fatta al proprio domicilio&raquo; afferma l&rsquo;infettivologo, secondo cui &laquo;la terapia farmacologica non &egrave; molto popolare per una malattia benigna che dura al massimo 5\/6 giorni (3\/4 con la febbre)&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Eppure molte persone affollano il Pronto soccorso<\/strong>. &laquo;Al Pronto soccorso dovrebbero rivolgersi solo soggetti per cui la malattia potrebbe avere un decorso pericoloso, come nel caso di persone che non si sono vaccinate pur essendo a rischio (cardiopatici, persone con malattie croniche, anziani over 65, personale medico\/sanitario&hellip;). In questi casi bisogna stare attenti a evitare di contrarre infezioni peggiori di natura batterica, come le polmoniti. Niente antibiotici, dunque, per l&rsquo;influenza, data la sua origine virale, a meno che non ci siano altre malattie sottostanti. Oppure nel caso rischi di aprire la porta ai batteri, per i quali la cura antibiotica &egrave; necessaria&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Sar&agrave; un caso, ma perch&eacute; il picco dell&#39;influenza si manifesta sempre intorno alle feste di Natale?<\/strong>&nbsp;&laquo;Il picco dell&rsquo;influenza nel nostro emisfero &egrave; il periodo invernale perch&eacute;, complice il raffreddamento, che diminuisce l&rsquo;immunit&agrave; locale nelle vie aeree, i virus attecchiscono pi&ugrave; facilmente. E perch&eacute; la vita condotta negli ambienti chiusi, molto pi&ugrave; che in altre stagioni, facilita il contagio&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Quando si pu&ograve; parlare di influenza?<\/strong> &laquo;Usiamo convenzionalmente questo nome per le infezioni respiratorie acute in presenza di un numero di casi alto in un tempo abbastanza breve, con sintomi cosiddetti influenzali&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Come si fa a rilevarla?<\/strong> &laquo;L&rsquo;Italia ha uno dei sistemi di sorveglianza sull&rsquo;influenza migliori al mondo. Un sistema &ldquo;molto intelligente&rdquo; e consolidato: Influnet poggia su osservazioni di medici di base &ldquo;sentinella&rdquo; presenti sul territorio, che hanno sentore di quando c&rsquo;&egrave; un aumento dei casi di infezioni respiratorie acute. Sono queste &ldquo;antenne&rdquo; che trasmettono a Influnet i dati che, analizzati, permettono di capire quando, da un rumore di fondo, si arriva a un&rsquo;analisi clinica di influenza. A questo sistema se ne associa uno di osservazione microbiologica&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Come si manifesta l&#39;influenza di quest&#39;anno? Come riconoscerne rapidamente i sintomi? <\/strong>&laquo;Quella di quest&rsquo;anno non &egrave; molto diversa da quella degli anni passati, anche se &egrave; certa una maggiore gravit&agrave; dovuta a qualche piccola variazione dei virus che ha aggravato il quadro generale con disturbi intestinali pi&ugrave; diffusi. Gli altri sintomi sono classici: febbre elevata, spossatezza, dolori alle ossa, prostrazione, brividi, perdita dell&rsquo;appetito, mal di gola, bruciore alla trachea, tosse secca&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Quando rientrare in comunit&agrave;?<\/strong> &laquo;La contagiosit&agrave; &egrave; maggiore nella fase precedente: quando non ci sono pi&ugrave; i sintomi, si pu&ograve; tornare in mezzo agli altri, sul lavoro o a scuola&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Quanto &egrave; importante vaccinarsi? Chi dovrebbe farlo?<\/strong> &laquo;Quest&rsquo;anno si sono diffusi due virus di tipo A (H1N1 e H3N3) e due di tipo B. In base a quello che &egrave; circolato nell&rsquo;altro emisfero abbiamo potuto prepararne due tipi, uno trivalente e uno quadrivalente. Chi deve farlo? Quelle categorie di persone a rischio di cui parlavo prima. L&rsquo;obiettivo non &egrave; interrompere la trasmissione ma evitare la pericolosit&agrave;&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Perch&eacute; non tutti lo fanno?<\/strong> &laquo;I vaccini, insieme agli antibiotici, hanno di fatto allungato la vita media delle persone. &Egrave; difficile comprendere perch&eacute; le popolazioni non vogliano vaccinarsi. Io ho una spiegazione psicologica, per esempio sull&rsquo;antinfluenzale: siccome a ottobre spesso c&rsquo;&egrave; ancora un bel clima, perch&eacute; devo pensare all&rsquo;influenza? Lo stesso vale per le altre vaccinazioni&hellip;&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Adesso &egrave; ancora utile farlo?<\/strong> &laquo;Si fa di solito da met&agrave; ottobre a met&agrave; dicembre. Adesso non &egrave; inutile farlo ma bisogna sapere che gli effetti benefici saranno tra 15 giorni. E quindi potremmo essere a rischio&raquo;.<\/p>\n<h3>\n\tI CONSIGLI DEL PEDIATRA<\/h3>\n<p>\n\tCome si manifesta l&rsquo;influenza di quest&rsquo;anno tra i bambini? Secondo il professor Piero Valentini, docente di Malattie infettive alla<strong> <\/strong>facolt&agrave; di Medicina e chirurgia&nbsp;dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica a Roma e direttore dell&rsquo;Unit&agrave; Operativa Complessa di Pediatria del Policlinico Gemelli, insieme a quelli classici, &laquo;i sintomi, in alcuni casi, possono essere di tipo gastrointestinale, con nausea, vomito e diarrea. I sintomi respiratori sono sovrapponibili a quelli causati dai virus respiratori che sono comunemente identificabili in questo periodo, ma hanno caratteristiche di maggiore intensit&agrave;. Sono possibili anche presentazioni pi&ugrave; rare, con interessamento del sistema nervoso centrale, con convulsioni o del cuore, con quadri di miocardite&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Come gestire l&rsquo;influenza senza intasare le corsie del Pronto soccorso?<\/strong> &laquo;&Egrave; sempre importante che i bambini vengano valutati dai propri medici curanti per escludere la presenza di complicanze o di processi legati ad altre cause: l&rsquo;indicazione a una valutazione in Pronto Soccorso per accertamenti pi&ugrave; approfonditi o nell&rsquo;ipotesi di un ricovero dovrebbe essere data da loro. Se il bambino, nonostante i sintomi di malattia, mantiene una buona reattivit&agrave; e la capacit&agrave; di alimentarsi, dato importante soprattutto per i pi&ugrave; piccoli, &egrave; verosimile che non ci si trovi dinanzi a un decorso gravato da complicanze. In caso contrario una valutazione da parte del pediatra &egrave; indicata&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Che fare in questo caso?<\/strong> &laquo;Fondamentale &egrave; non farsi prendere dal panico per la temperatura elevata: l&rsquo;entit&agrave; della febbre non ha una relazione diretta con la gravit&agrave; del quadro clinico, che pu&ograve; essere valutato correttamente solo attraverso un attento esame obiettivo e, se necessario, qualche mirato esame di laboratorio. Attenzione quando il bambino non beve a sufficienza, &egrave; sonnolento, irritabile o scarsamente reattivo, presenta un respiro accelerato o manifesta una franca difficolt&agrave; respiratoria, peggio se accompagnata da colorito cutaneo bluastro&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Quanto dura?<\/strong> &laquo;La durata &egrave; usualmente di 3-5 giorni ed &egrave; contenuta entro un periodo massimo di due settimane, ma il decorso pu&ograve; prolungarsi in presenza di complicazioni, che possono essere anche pericolose per la vita, quando sono interessati soggetti a rischio (bambini cardiopatici, con fibrosi cistica, broncodisplasia, ecc.)&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Quando rientrare a scuola?<\/strong> &laquo;Dopo la defervescenza febbrile, lasciando ancora qualche giorno il bambino in casa per permettergli di riprendere pienamente le forze. Rientrare in comunit&agrave; significher&agrave; venire a contatto con altri patogeni, &egrave; bene che il fisico abbia ripreso in pieno le sue capacit&agrave; di reagire&raquo;.<\/p>\n<p>\n\t<strong>&Egrave; importante vaccinarsi?<\/strong> La vaccinazione &egrave; l&rsquo;unico modo per prevenire un&rsquo;infezione ed &egrave; un presidio fondamentale per quelle categorie di persone che sono considerate a rischio di complicanze gravi. Al di fuori di queste, il vaccino &egrave; consigliabile anche in bambini piccoli, dei primi due anni di vita, poich&eacute; &egrave; il gruppo che pu&ograve; andare maggiormente incontro a ospedalizzazione per insorgenza di complicanze. Inoltre, la vaccinazione &egrave; auspicabile in chiunque viva a stretto contatto con soggetti inclusi in categorie a rischio. Soggetti in altre et&agrave; pediatriche possono, comunque, usufruire di questo presidio per tutelarsi nei confronti di una malattia debilitante e fastidiosa da superare&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come affrontare il picco di influenza che ha colpito milioni di italiani? La risposta pu&ograve; sembrare scontata ma non lo &egrave;: mettersi a letto e non fare gli eroi. 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