{"id":20144,"date":"2017-06-13T00:00:00","date_gmt":"2017-06-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/news-eventi\/il-calore-per-trattare-il-diabete-al-via-nuova-sperimentazione\/"},"modified":"2017-06-13T00:00:00","modified_gmt":"2017-06-13T00:00:00","slug":"il-calore-per-trattare-il-diabete-al-via-nuova-sperimentazione","status":"publish","type":"kf_gem_news","link":"https:\/\/www.policlinicogemelli.it\/en\/news-events\/il-calore-per-trattare-il-diabete-al-via-nuova-sperimentazione\/","title":{"rendered":"Il calore per trattare il diabete, al via nuova sperimentazione."},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Sta per partire presso la Fondazione &nbsp;<\/strong><strong>Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e presso l&rsquo;Humanitas Research Hospital di Rozzano una sperimentazione clinica di fase II<\/strong><strong> su una nuova cura definitiva e non-farmacologica per il diabete: si tratta di usare il calore per rigenerare una mucosa intestinale &ldquo;sana&rdquo; agendo su una parte dell&rsquo;intestino, il duodeno. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>La tecnica, in chirurgia mininvasiva endoscopica con <\/strong><strong>una apparecchiatura e un catetere che permettono di applicare con la massima precisione il calore alla mucosa del duodeno per brevissimo tempo<\/strong><strong>, &egrave; stata finora testata su alcuni pazienti dimostrandosi sicura e potenzialmente efficace. I nuovi test clinici serviranno a convalidarne l&rsquo;efficacia anti-diabete. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Agendo sulla mucosa intestinale il calore ripristina la normale composizione degli ormoni prodotti dall&rsquo;intestino e migliora il controllo della glicemia e quindi il diabete<\/strong><strong>. Questa promettente tecnica si chiama &ldquo;ringiovanimento della mucosa duodenale&rdquo; (DMR) &nbsp;ed&nbsp; &egrave; stata sviluppata dalla azienda statunitense Fractyl Laboratories Inc. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>La nuova fase di sperimentazione consiste in un trial multicentrico (REVITA-2<\/strong>) <strong>che vede protagonista per l&rsquo;Italia l&rsquo;Universit&agrave; Cattolica e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e l&rsquo;Humanitas Research Hospital di Rozzano, insieme a pi&ugrave; di quindici altri centri ospedalieri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterrra e Germania.<\/strong><\/p>\n<p>\n\tI primi pazienti arruolati nel precedente studio, REVITA-1 sono stati trattati al Policlinico A. Gemelli dal professor <strong>Guido Costamagna<\/strong>, direttore dell&#39;Unit&agrave; Operativa Complessa di di Endoscopia Digestiva Chirurgica e direttore dell&rsquo;Istituto di Clinica chirurgica generale e Terapia chirurgica all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Roma,&nbsp; leader riconosciuto a livello mondiale in endoscopia terapeutica.<\/p>\n<p>\n\tI risultati fino a ora ottenuti in pi&ugrave; di 100 pazienti trattati sia nello studio di fattibilit&agrave; (eseguito in Cile per valutare, appunto, la fattibilit&agrave; e la sicurezza della procedura) sia nello studio multicentrico REVITA-1, hanno dimostrato che il trattamento ha un impatto sulla malattia dimostratosi di notevole entit&agrave;&nbsp; e duraturo nel tempo.<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;L&rsquo;endoscopia sta vivendo una continua evoluzione: dalla diagnostica fino al trattamento mini-invasivo di malattie benigne e maligne per le quali prima era previsto solo l&rsquo;intervento chirurgico. Ora, grazie alle sempre maggiori competenze, alle nuove tecniche e strumenti utilizzati, &egrave; possibile <strong>ampliare sempre pi&ugrave; l&rsquo;ambito di applicazione<\/strong>, fino ad uscire da quello strettamente gastroenterologico e rappresentare una <strong>valida alternativa terapeutica per patologie come il diabete, il fegato grasso e l&rsquo;obesit&agrave;<\/strong>. Per questo siamo particolarmente contenti di prendere parte a questo studio, che rappresenta il primo caso di applicazione al di fuori delle patologie classiche&rdquo;, commenta il professor<strong> Alessandro Repici<\/strong>, Responsabile di Endoscopia Digestiva e docente di Humanitas University.<\/p>\n<p>\n\tLo studio REVITA-2 prevede l&#39;arruolamento di oltre 100 pazienti in vari centri europei e sar&agrave; seguito nella seconda parte dell&rsquo;anno dall&rsquo;inizio di una analoga sperimentazione negli USA, volta a ottenere l&rsquo;approvazione dll&rsquo;FDA, l&rsquo;organo regolatorio sui farmaci e le terapie negli Stati Uniti d&rsquo;America. Il trattamento sar&agrave; messo a confronto con una terapia placebo per verificarne l&rsquo;efficacia. Lo studio, la cui metodica ha gia&rsquo; dimostrato la propria sicurezza e innocuita&rsquo;,&nbsp; recluta pazienti volontari&nbsp; di eta&rsquo; tra&nbsp; 28 e 74 anni, affetti da diabete di tipo 2, in terapia con farmaci antidiabetici orali ma non ancora sottoposti a insulina, con valori di emoglobina glicata ( HbA1c) tra 7,5 e 10%<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;Ci auguriamo risultati definitivi degli studi attualmente in corso entro un paio di anni&rdquo;, spiega la professoressa <strong>Geltrude Mingrone<\/strong>, Direttore dell&rsquo;Unit&agrave; Operativa Complessa Patologie dell&#39;obesit&agrave; del Gemelli e docente di Medicina&nbsp; interna e geriatria all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica.<\/p>\n<p>\n\t<strong>L&rsquo;arruolamento &ndash; per l&rsquo;Italia sono coinvolti due centri, il Gemelli e l&rsquo;<\/strong><strong>Humanitas di Rozzano <\/strong><strong>&nbsp;&ndash; &egrave; iniziato il 19 maggio ed &egrave; prevista la conclusione a fine giugno.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong><u>La malattia e i limiti delle terapie oggi in uso.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\n\tIl diabete di tipo 2 &egrave; una malattia di proporzioni pandemiche non sempre associata all&rsquo;obesit&agrave;. Si stima che ne siano affetti circa 382 milioni di persone in tutto il mondo<sup>1<\/sup> e l&rsquo;incidenza della malattia sta aumentando a un ritmo allarmante sia nei paesi occidentali sia in quelli in via di sviluppo. Solo in Italia, quasi 4 milioni di persone ne soffrono, di cui il 90% del tipo 2.<\/p>\n<p>\n\tSi tratta di una malattia complessa la cui patogenesi non &egrave; completamente conosciuta. Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo della malattia vi sono la predisposizione genetica, l&#39;obesit&agrave;, lo stile di vita sedentario e una dieta ad alto contenuto di zuccheri e grassi<strong>. La ricerca di base ha dimostrato che la dieta&nbsp; ipercalorica provoca cambiamenti nella mucosa duodenale (il rivestimento del primo tratto dell&#39;intestino tenue). Questi cambiamenti alterano il segnale ormonale che regola la glicemia, contribuendo prima alla resistenza all&rsquo;ormone insulina (principale regolatore della glicemia), poi alla&nbsp; disfunzione delle cellule del pancreas che producono l&rsquo;ormone, infine all&rsquo;insorgenza del diabete di tipo 2<\/strong>. Recenti studi sull&rsquo;animale hanno ulteriormente corroborato le ipotesi su possibili alterazioni della mucosa del duodeno in relazione alla dieta ipercalorica e con eccesso di zuccheri.<\/p>\n<p>\n\tI pazienti difficilmente controllano la patologia&nbsp; per un lungo periodo di tempo e tendono a sviluppare complicanze micro e macrovascolari causate da iperglicemia (troppo zucchero nel sangue). Insufficienza renale, che spesso necessita di dialisi, &nbsp;cecit&agrave; e amputazione del piede sono conseguenze frequenti del diabete di tipo 2 non controllato adeguatamente dalla terapia.<\/p>\n<p>\n\tIl Diabete di tipo 2, inoltre, &egrave; un fattore di rischio significativo per il peggioramento della demenza e lo sviluppo di patologie cardiovascolari.<\/p>\n<p>\n\t<strong>Attualmente il diabete di tipo 2 si controlla con farmaci somministrati per via orale, il pi&ugrave; &nbsp;usato dei quali &egrave; la metformina. Sono disponibili diverse classi di farmaci ma con la progressione della patologia molti pazienti necessitano della terapia insulinica che viene somministrata per iniezione pi&ugrave; volte al giorno.<\/strong><\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;efficacia dei trattamenti farmacologici &egrave; inficiata da diversi fattori tra cui la difficolt&agrave; di seguire le terapie.<\/p>\n<p>\n\t<strong><u>Vi &egrave; dunque la necessit&agrave; di terapie alternative ai soli farmaci e dai risultati pi&ugrave; duraturi<\/u><\/strong><u>. <\/u><\/p>\n<p>\n\t<strong>Il ringiovanimento della mucosa duodenale (DMR)&nbsp; &egrave; una nuova procedura endoscopica. <\/strong><\/p>\n<p>\n\tRicerche effettuate dalla professoressa Mingrone e colleghi hanno dimostrato che la chirurgia bariatrica, che si attua per trattare obesit&agrave; grave, pu&ograve; portare a miglioramenti duraturi del controllo glicemico rispetto alla terapia farmacologica e a una riduzione della mortalit&agrave; e delle complicanze del diabete di tipo 2.<\/p>\n<p>\n\tDiversi studi stanno cominciando a spiegare i meccanismi di base dell&#39;effetto anti-diabete della chirurgia bariatrica. In particolare, l&#39;esclusione del duodeno dal passaggio di nutrienti sembra comportare miglioramenti quasi immediati dell&rsquo;insulino-resistenza. La mucosa intestinale &egrave; il pi&ugrave; grande organo endocrino del nostro corpo e rilascia ormoni per regolare l&rsquo;equilibrio del glucosio sia a digiuno che dopo i pasti. Infatti, disfunzioni della mucosa intestinale (ipertrofia e iperplasia endocrina della mucosa&nbsp; duodenale) sono frequentemente associate con il diabete.<\/p>\n<p>\n\tLa DMR &egrave; una tecnica endoscopica di ablazione della mucosa duodenale in grado di normalizzare in maniera duratura i vari ormoni rilasciati dalla mucosa intestinale e coinvolti nell&#39;insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico.<\/p>\n<p>\n\t<strong>La DMR avviene tramite l&rsquo;introduzione trans-orale di un catetere a palloncino che fornisce una dose controllata di energia termica sulla superficie della mucosa. L&rsquo;apparecchiatura cui &egrave; collegato il catetere consente un controllo preciso della temperatura che viene applicata alla superficie della mucosa s&igrave; da garantire la sicurezza della procedura, risultata molto ben tollerata dai pazienti. La procedura dura meno di un&rsquo;ora e i pazienti vengono dimessi il giorno dopo.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&ldquo;Finora &ndash; ribadisce la professoressa Mingrone &#8211; sono stati trattati nel mondo oltre 100 pazienti, di cui sette al Policlinico A. Gemelli. <strong>La terapia &egrave; risultata ben tollerata e priva di rischi, con significativi miglioramenti di parametri tra cui glicemia, emoglobina glicata e enzimi epatici nella maggior parte dei pazienti<\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;&ldquo;La fase sperimentale si concluder&agrave; &ndash; aggiunge il professor Costamagna &ndash; nell&rsquo;arco di circa 2 anni; <strong>se i risultati si confermeranno positivi questo innovativo trattamento potr&agrave; essere esteso a tutti quei pazienti affetti da diabete che non riescono a tenere sotto controllo la terapia con i farmaci e che costituiscono circa la met&agrave; del totale<\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p>\n\tIl dispositivo ha gi&agrave; il marchio CE, quindi &egrave; commercializzabile nell&rsquo;EU. Dopo&nbsp;i risultati dello studio se positivi, inizier&agrave; in Europa l&rsquo;attivit&agrave; di commercializzazione.<\/p>\n<p>\n\t<strong><u>Per maggiori informazioni sullo studio e sull&rsquo;arruolamento al Gemelli &egrave; possibile contattare<\/u><\/strong><strong>: Dott.ssa. Caterina Guidone&nbsp; <\/strong><strong><a>caterinaguidone@gmail.com<\/a><\/strong><strong> o +39 334 7108019, Prof.ssa Geltrude Mingrone <a>geltrude.mingrone@unicatt.it<\/a> o&nbsp; +39338 7019027 <\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta per partire presso la Fondazione &nbsp;Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e presso l&rsquo;Humanitas Research Hospital di Rozzano una sperimentazione clinica di fase II su una nuova cura definitiva e non-farmacologica per il diabete: si tratta di usare il calore per rigenerare una mucosa intestinale &ldquo;sana&rdquo; agendo su una parte dell&rsquo;intestino, il duodeno. 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