02.05.2013
Dalle cellule staminali la speranza per un “nuovo cuore”
Si sente parlare molto, specie negli ultimi tempi e purtroppo spesso a sproposito, di staminali.

Si sente parlare molto, specie negli ultimi tempi e purtroppo spesso a sproposito, di staminali. Qui si riporta di un'attività in cui le cellule staminali sono studiate con grande rigore scientifico, al punto di poter diventare presto risolutive nella cura di gravi scompensi cardiaci. E' il caso del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli, diretto dal Prof. Filippo Crea, che svolge la ricerca sull’impiego clinico di cellule staminali per rigenerare le parti danneggiate del cuore di pazienti il cui organo ha subito gravi insulti e pertanto ha una capacità marcatamente ridotta di svolgere la sua funzione di contrazione e distribuzione del sangue all’organismo.

L’infarto e i processi infiammatori cronici sono le cause più frequenti di perdita di cellule muscolari cardiache e di grave deficit funzionale del cuore, che si manifesta clinicamente con i sintomi dello scompenso cardiaco, quali affanno e marcata debolezza,  impedendo anche le più normali attività quotidiane.

Negli ultimi anni l’incidenza dello scompenso cardiaco è andata aumentando, raggiungendo proporzioni epidemiche. Nonostante i significativi recenti progressi terapeutici, la mortalità dei pazienti con scompenso cardiaco resta elevata, raggiungendo, nei casi molto gravi, anche il 50% per anno.


Per anni il cuore è stato considerato un organo composto di cellule (miocardiociti) incapaci di rigenerarsi dopo un insulto. Studi recenti, tuttavia, hanno evidenziato la presenza di meccanismi di rigenerazione e di riparazione del tessuto miocardico, mediati dalla attivazione di cellule staminali adulte residenti nel cuore stesso. 
Il dipartimento di Scienze Cardiovascolari, diretto dal Prof. Filippo Crea ha avviato da anni una collaborazione scientifica con il Prof. Piero Anversa del Center for Regenerative Medicine, Brigham and Women’s Hospital-Harvard Medical School, di Boston (USA), che per primo ha descritto la presenza di cellule staminali nel cuore di pazienti affetti da insufficienza cardiaca. La collaborazione con il Prof. Anversa ha consentito di mettere a punto un metodo per l’isolamento e l’amplificazione delle cellule staminali cardiache presso il Dipartimento del Gemelli da parte del Dr. Domenico D’Amario, dottorato in Cardiologia, che ha lavorato presso il laboratorio del Prof. Anversa per più di 4 anni.

Questo avanzamento scientifico ha aperto nuove possibili strade per il trattamento dell’insufficienza cardiaca, suggerendo che la somministrazione di cellule staminali possa rappresentare un nuovo obiettivo terapeutico nei pazienti con malattie cardiache avanzate. Uno studio recente, lo “Scipio”,  pubblicato dal gruppo del Prof. Anversa e dalDott. D’Amario sulla prestigiosa rivista Lancet, ha infatti evidenziato che la somministrazione intracoronarica di cellule staminali cardiache adulte ottenute dagli stessi pazienti, non solo è sicura, ma sembra avere benefici promettenti sulla funzione contrattile cardiaca in pazienti con scompenso cardiaco avanzato.


La ricerca presso il  Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Gemelli, svolta dal dott. D'Amario e dal dott. A. M. Leone, ha consentito di ottenere queste cellule anche a partire da piccoli prelievi di tessuto cardiaco raccolti mediante biopsia cardiaca. Allo stesso tempo, il gruppo di lavoro del Policlinico sulle cellule staminali ha anche individuato una particolare sottoclasse di cellule staminali cardiache che sembra presentare uno spiccato potenziale rigenerativo. Questi risultati sono stati pubblicati dal Dr D’Amario sull’importante rivista scientifica internazionaleCirculation Research e presentati all’ultimo congresso mondiale dell’American Heart Association svoltosi a Los Angeles (USA) e hanno stimolato uno studio clinico, che è in via di svolgimento, finalizzato a valutare l’impatto di queste scoperte sul miglioramento della funzione contrattile dopo intervento di by-pass chirurgico.

Lo sforzo congiunto del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Gemelli e del gruppo del Prof. Anversa punta a rendere al più presto fruibile questo approccio in pazienti affetti da patologie determinanti una grave insufficienza cardiaca e sviluppare presso il  Policlinico un percorso terapeutico personalizzato, basato sull'utilizzo delle cellule staminali cardiache adulte ad alta capacità rigenerativa.

 

SS Ufficio stampa

 

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