02.05.2013
Innovazioni tecnologiche e assicurazione di qualità
Nuovi traguardi al Gemelli raggiunti dalla fisica applicata all’assicurazione di qualità in campo clinico-oncologico: la cura dei tumori fa registrare lenti, ma continui progressi nel controllo della patologia, associati - fatto di grande rilievo - ad una forte riduzione delle tossicità.

Nuovi traguardi al Gemelli raggiunti dalla fisica applicata all’assicurazione di qualità in campo clinico-oncologico: la cura dei tumori fa registrare lenti, ma continui progressi nel controllo della patologia, associati - fatto di grande rilievo - ad una forte riduzione delle tossicità. Questo è il risultato della competenza clinico scientifica degli operatori sanitari e della crescente integrazione delle procedure chirurgiche, radiologiche, radio e chemioterapiche.

In questa complessa sinergia di competenze operano da molti anni laureati in Fisica che hanno conseguito il Diploma di Scuola Specializzazione in Fisica Medica.

Fra i fisici che operano nei settori della medicina, una parte cospicua è impegnata nel settore specifico della ottimizzazione del trattamento radioterapico. E’ loro compito tarare i fasci di radiazione e ottimizzare il piano di cura radioterapico facendo uso di computer dedicati per la simulazione del trattamento. Anche nella fase esecutiva del trattamento radioterapico, i fisici sono impegnati nel controllo di qualità dosimetrico.
In questa ultima fase del trattamento, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Fisica e dell’U.O.C. di Fisica Sanitaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è impegnato da alcuni anni nello sviluppo di procedure computerizzate per il controllo in-vivo del trattamento.


"E’ noto come una ben determinata quantità di energia da radiazioni ionizzanti, depositata in una massa di tessuto, possa produrre la morte delle cellule per effetto dei danni arrecati al loro patrimonio genetico - spiega il prof. Angelo Piermattei, Direttore dell’Istituto di Fisica e della U.O.C  di Fisica Sanitaria dell’UCSC -. Tuttavia le cellule tumorali convivono in prossimità di cellule sane: la strategia radioterapica consiste nel cercare di colpire il tessuto neoplastico risparmiando al massimo i tessuti sani adiacenti. Quindi il compito dei fisici nella ottimizzazione del trattamento radioterapico parte dalla consapevolezza che la risposta cellulare varia rapidamente in funzione della dose somministrata e pertanto è necessaria un’elevata accuratezza dosimetrica in tutte le fasi della pianificazione radioterapica.

Ma ecco, più in particolare, qual è il meccanismo per raggiungere tale obiettivo. “Oggi sono utilizzati fasci di radiazioni prodotti da acceleratori di particelle (linac) - spiega il prof. Piermattei -, che rappresentano le tecnologie più complesse e più costose operanti in campo ospedaliero. Sono macchine che richiedono costanti controlli, al fine di ridurre al minimo effetti indesiderati causati da piccole fluttuazioni dell’erogazione dei fasci. Inoltre una sempre più elevata accuratezza nella somministrazione della dose da radiazioni è ottenuta con la simulazione del trattamento mediante programmi di calcolo computerizzati, in grado di lavorare direttamente sulle immagini anatomiche del paziente, ottenute con la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), ed integrate con quelle ottenute con la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e la Tomografia ad Emissione Positronica (PET). Per quanto riguarda la fase di esecuzione frazionata del trattamento - conclude il prof. Piermattei -, il controllo della riproducibilità della centratura dei fasci e’ oggi affidato a dispositivi elettronici (EPID: Electronic Portal Imaging Device) in grado di fornire immagini radiologiche dal fascio trasmesso oltre il paziente. Da alcuni anni siamo tra coloro che propongono l’impiego degli EPID al fine di ottenere la ricostruzione della dose in vivo, per intercettare la presenza di possibili errori dosimetrici".

Il prof. Piermattei, insieme con i fisici del Policlinico Gemelli Luigi Azario, Andrea Fidanzio e Francesca Greco e con autorevoli colleghi della Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso (Savino Cilla), dell'Ospedale Bel Colle di Viterbo (Mariateresa Russo) e del Presidio Oncologico Businco di Cagliari (Sergio Zucca), è impegnato da alcuni anni nel progetto DISO (acronimo di Dosimetria ISOcentrica), per la realizzazione di software dedicati per la ricostruzione della dose in paziente mediante immagini EPID. Il progetto è triennale, finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e ha preso spunto dai risultati ottenuti in collaborazione con i radioterapisti del Policlinico Gemelli, diretti dal prof. Vincenzo Valentini e presso la sede di Campobasso, oggi Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II, diretti dal prof. Alessio G. Morganti. Nella sua prima fase, il progetto ha  consentito lo sviluppo di un software dedicato in grado di controllare in quasi tempo reale la dose in paziente per tecniche radioterapiche conformazionate e recentemente la ditta Best Medical Italy ha proposto una commercializzazione della procedura. 
Tale progetto rappresenta uno dei tentativi riusciti di combinazione tra innovazione tecnologica e assicurazione di qualità, al fine di proporre al paziente una procedura sicura ed efficace.

SS Ufficio stampa

 

 

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