08.07.2011
Colonscopia nelle ore pomeridiane? No, grazie
Il tasso medio di polipi non identificati alla colonscopia cresce del 4,6% per ogni ora lavorativa trascorsa.

Quanto incide la stanchezza dell'operatore sanitario sull'efficacia della colonscopia? Alcuni studiosi americani dicono molto.

Da uno studio retrospettivo su più di 1400 pazienti condotto nel reparto di endoscopia di un ospedale ad alta specializzazione è emerso che iltasso medio di polipi non identificati alla colonscopia cresce del 4,6% per ogni ora lavorativa trascorsa.

Se la colonscopia viene eseguita nel pomeriggio la probabilità che un polipo adenomatoso venga effettivamente identificato si riduce del 12,4% rispetto ad un esame condotto dallo stesso operatore nelle prime ore del giorno.

Quest'ultimo risultato tuttavia non ha raggiunto la significatività statistica(p= 0,068). Infine, gli studiosi hanno valutato se la posizione nella coda delle colonscopie programmate possa essere utilizzata come altro indicatore surrogato della stanchezza dell'operatore. Pare di si.

I risultati hanno evidenziato che lo scorrimento verso il basso di una posizione nella coda è associato ad una riduzione media del tasso di identificazione dei polipi pari al 5,4%. Nella coorte oggetto di studio gli endoscopisti hanno eseguito in media 12 procedure e l'ultima, eseguita nella stessa giornata, ha identificato in media il 45,7% di polipi in meno rispetto alla prima colonscopia.

La questione sollevata dagli studiosi è se valga la pena aggiungere alle linee guida esistenti un limite al volume massimo di procedure eseguibili da un operatore nell'arco di una giornata per migliorarne l'efficacia, ma allo stato attuale ulteriori studi di natura prospettica si rendono necessari per confermare la tesi sostenuta.

 

Fonte: Am J Gastroenterol advance online publication, 29 March 2011