25.02.2010
L’Alzheimer visto con gli occhi
Una nuova tecnica che utilizza un oftalmoscopio e dei marker fluorescenti, al fine di misurare gli stati evolutivi dell’Alzheimer e di altre patologie neuro degenerative.

Un team di ricercatori britannici, italiani, ed americani, ha messo a puntouna tecnica che utilizza un oftalmoscopio e dei marker fluorescential fine di fornire una nuova modalità diagnostica che consente di misurare gli stati evolutivi dell’Alzheimer e di altre patologie neuro degenerative.

La tecnica si basa sulla capacità di individuare e studiare le cellule apoptotiche della retina, dato il loro diretto collegamento con la morte cellulare all’interno del cervello.

Vengono adoperati marcatori fluorescenti che si attaccano alle cellule ed indicano lo stadio della cellula morta.

In particolare la metodologia consiste nella individuazione delle cellule morte, allorché marcate, quindi fluorescenti al laser (con spettro distinto dalle altre): da un punto di vista strumentale la retina è osservata utilizzando un oftalmoscopio laser customizzato. Si tratta di una metodica a bassissimo costo.

Con il nuovo approccio è possibile determinare per ciascuna cellula nervosa, in termini di risoluzione e quantificazione spaziale, dalle prime fasi di apoptosi alle successive di necrosi, in differenti modelli di malattie.

La possibilità di tracciare il profilo di ogni singola cellula morta, nello stesso occhio vivente, attraverso ore, giorni, settimane e mesi, rappresenta secondo i ricercatori un avanzamento significativo rispetto alle tecniche attualmente disponibili: la tecnica infatti consentirà di studiare le cellule in real time, fornendo preziose informazioni in merito ai primi stadi delle malattie neurodegenerative, oltre che alla progressione della malattia stessa.

Sarà possibile sperimentare nuovi trattamenti, per i quali verrà misurato tempestivamente l’esito, o verranno adeguati i trattamenti esistenti, allorchè più indicati in coerenza con il costante monitoraggio della della malattia. Al momento questa tecnica è stata utilizzata in laboratorio.

 

Fonte: Medgadjet, published online, Gennaio 2010