24.10.2007
Calcio
Nell’osso i sali di calcio provvedono alla integrità strutturale dello scheletro.

Calcio nell’organismo

Il  corpo dell’uomo adulto contiene circa 1000-1500 g di calcio  del quale il 99% si trova nell’osso sotto forma di idrossiapatite, mentre l’1%  è contenuto nei fluidi extracellulari e nei tessuti molli.

Il siero contiene tre frazioni di calcio: 1) calcio ionizzato (45-50%), 2) calcio legato alle proteine(40-45%), di cui la maggior parte è legato ai siti anionici dell’albumina, 3) calcio complessato, principalmente con ioni di citrato, fosfato, bicarbonato, lattato e solfato (5-10%).

La componente fisiologicamente attiva del calcio ematico è il calcio ionizzato.
Nell’osso i sali di calcio provvedono alla integrità strutturale dello scheletro.L’omeostasi del calcio è regolata essenzialmente da due ormoni: laVitamina D (di cui parleremo più avanti) e il paratormone (PTH).

Fonti dietetiche, integratori di calcio e biodisponibilità.

Le principali fonti di calcio sono latte e derivati; modeste quantità di calcio sono presenti anche nella frutta, nelle verdure, nei legumi, nel pesce e nella pasta e pane integrali (Tabella 1). Una discreta fonte di calcio potrebbe essere rappresentata anche dall’acqua considerando il suo consumo giornaliero ( in media 1500 ml/die).

 

 

 

Tabella 1. Elenco di alimenti con più elevato contenuto di calcio (valore medio in mg/100 gr di alimento)

Formaggio (gruppo 1)*

1150

(*): grana, parmigiano,

emmenthal, groviera

Formaggio (gruppo2)*

770

(*): fontina, caciocavallo, cheddar,

provolone, pecorino

Formaggio (gruppo3)*

415

(*): stracchino, crescenza,

brie, scamorza, taleggio,

formaggino, gorgonzola,

caciottina, dolceverde, camembert

Formaggio (gruppo4)*

220

(*): ricotta di bufala, di vacca, di pecora,

 fior di latte, mozzarella di vacca, di bufala

Latte*

100

(*):di vacca (intero, parzialmente scremato, scremato), di pecora ,di bufala, di capra
Yogurt*

120

(*): da latte di vacca e di capra 
Frutta secca*

180

(*): mandorle, fichi, nocciole, pistacchi

Verdura

(gruppo 1)*

180

(*): rughetta, spinaci, foglie di rapa, cicoria, agretti, bieta

Verdura

(gruppo 2)*

100

(*): radicchio verde, broccoletti, cardi, indivia, carciofi
Legumi secchi

180

(*): soia, ceci, fagioli
Pesce

160

(*): sgombro sotto sale,alici, calamari, polpo

 

Nonostante sia da preferirsi l’assunzione di calcio da fonti alimentari, spesso può essere necessaria una supplementazione. Nelle situazioni in cui si ha un ridotto consumo di prodotti caseari (dislipidemia, intolleranza al lattosio, allergia al latte, avversione nei confronti di latte e latticini,ecc) è possibile raggiungere il fabbisogno giornaliero di calcio grazie all’uso di integratori dietetici, nei quali il calcio si presenta sotto forma di sale ( carbonato, citrato, fosfato, gluconato ecc). Non ci sono evidenze certe che stabiliscono la superiorità, in termini di biodisponibilità, di un preparato rispetto all’altro.

Il calcio presenta un valore soglia  per cui un introito al di sopra di tale valore non produce, a lungo termine, necessariamente un guadagno di osso. Per un introito di circa 1500 mg/die l’escrezione urinaria aumenta  indicando il raggiungimento della saturazione scheletrica; si è visto infattti, che il valore soglia del calcio nell’adulto è pari a 1100 mg/die. Particolare attenzione va rivolta alla possibile tossicità del calcio se assunto in quantità superiore a 2500 mg/die. In tal caso il calcio potrebbe aumentare il rischio di nefrocalcinosi o nefrolitiasi, ridurre l’assorbimento di ferro e zinco e potrebbe inoltre essere responsabile della “milk-alkali” sindrome. Va inoltre assunto con cautela in caso di insufficienza renale e di uso di diuretici tiazidici.
La biodisponibilità e l’assorbimento del calcio alimentare possono essere ridotte da alcuni costituenti della dieta. Ne discuteremo più avanti  trattando il ruolo di ogni singolo nutriente sul metabolismo dell’osso.

Assorbimento intestinale

L’assorbimento intestinale del calcio avviene attraverso due meccanismi:

  1. trasporto attivo transcellulare (saturabile),
  2. diffusione passiva paracellulare (non saturabile).

 

L’assorbimento transcellulare avviene nell’intestino tenue prossimale (duodeno e digiuno prossimale) mediante la calbindina. L’assorbimento paracellulare avviene lungo tutto il piccolo intestino con prevalenza però nella metà distale ed è dipendente dalla concentrazione intraluminale. Una piccola quantità di calcio (8-10 mg) può essere assorbita a livello del colon.L’assorbimento del calcio è pari al 35% della quota ingerita ma in condizioni di maggior fabbisogno (crescita, gravidanza e allattamento) la percentuale di calcio alimentare assorbito aumenta fino al 75%.

 

Fabbisogno di calcio nei vari stadi della vita 

Come già accennato in precedenza, durante l’infanzia e l’adolescenzaun’adeguata assunzione di calcio è necessaria per il raggiungimento del PMO e quindi particolarmente importanti sono i Fabbisogni durante questo periodo (Tabella 2 ).

 

 

 

Dopo il raggiungimento del  PMO  si osserva un periodo di mantenimento o di lieve  riduzione della massa, fino alla menopausa nelle donne e ai 60-65 anni negli uomini.

Durante la gravidanza la richiesta di calcio da parte del feto determina un aumentato fabbisogno che viene soddisfatto sia da un aumentato assorbimento intestinale di calcio, in risposta all’aumentata produzione di vitamina D, che da un aumentato riassorbimento osseo. La gravidanza è inoltre associata ad iperestrogenemia e guadagno di peso che hanno un effetto protettivo sull’osso.

Durante l’allattamento il fabbisogno è soddisfatto  sia da un aumentato riassorbimento osseo che da una ridotta escrezione urinaria di calcio. La perdita ossea che si osserva in tale periodo è transitoria  e viene recuperata con il ritorno del ciclo mestruale.

Nell’anziano si verifica un ridotto assorbimento di calcio per ridotta sintesi di vitamina D. L’insufficienza di vitamina D è comune tra gli anziani con una prevalenza riportata tra il 25-50 %.

La menopausa, con la cessazione dell’attività estrogenica, contribuisce notevolmente alla perdita di osso. Se non trattata una donna può perdere il 20-30% di osso trabecolare e il 5-10% di osso corticale tra i 50 e i 60 anni. Numerosi studi hanno dimostrato che il supplemento di calcio risulta più efficace nel periodo postmenopausale più tardivo (5-8 anni dopo la menopausa), piuttosto che nel primo, quando l’efficacia è minima e limitata all’osso corticale.

In entrambi i periodi l’efficacia è maggiore quando il livello di assunzione del calcio è basso. Il calcio potenzia l’efficacia della terapia ormonale sostitutiva nel prevenire la riduzione della Densità Minerale Ossea.