25.09.2008
Nanoparticelle magnetiche per combattere il cancro
Un nuovo trattamento terapeutico contro il cancro, basato sulla capacità di alcune nanoparticelle magnetiche di legare le cellule tumorali e di trasportarle fuori dal corpo.

Alcuni scienziati della Georgia Tech hanno sviluppato un nuovo trattamento terapeutico contro il cancro, basato sulla capacità di alcune nanoparticelle magnetiche di legare le cellule tumorali, e, una volta agganciate, di trasportarle fuori dal corpo.

Questa tecnologia potrebbe avere in futuro una particolare importanza per il trattamento dei tumori delle ovaie, la cui pericolosità è dovuta alla presenza di cellule tumorali disomogeneamente sparse, rilasciate dal tumore primario dentro la cavità addominale.

 

Le prime sperimentazioni di questa nuova tecnica terapeutica sono già state effettuate su cavie di ratto.

Nei primi test sono state utilizzate alcune tecniche di tracciamento a fluorescenza, che hanno permesso di mappare opportunamente sia le cellule tumorali (con il colore verde), sia le nanoparticelle magnetiche (con il colore rosso).

 

Le nanoparticelle sono composte da un mix di minerali magnetici e di molecole biocompatibili di acido poligalatturonico, collegate a specifici peptidi capaci di riconoscere le cellule tumorali delle ovaie.

Attraverso l’applicazione di un campo magnetico esterno, gli studiosi, dopo aver “fissato” le nanoparticelle alle cellule tumorali, sono riusciti a muovere liberamente queste ultime all’interno della cavità addominale.


La capacità di rimuovere con successo le cellule metastatiche dalla cavità addominale, attraverso l’utilizzo di particelle magnetiche, potrebbe migliorare la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti con tumori alle ovaie.

 

Tale tecnica potrebbe inoltre essere utilizzata per applicazioni diverse, come per esempio alle leucemie, dove le tecniche diagnostiche di tracciamento dellecellule tumorali hanno già raggiunto livelli di sviluppo d’avanguardia.

 

Nuovi sviluppi sono in fase di elaborazione, poiché parallelamente ai test già effettuati con questo tipo di particelle magnetiche, lo stesso gruppo di scienziati sta collaborando ad un progetto più ampio, che stabilirà nei prossimi anni se anche altri materiali peptideguidati, come le nanoparticelle d’oro o i nanoidrogel, potranno essere utilizzate per applicazioni anti tumorali.

 

Fonte:Journal of the American Chemical Society - july 9, 2008 - 10.1021/ja801969b