18.03.2010
Monitoraggio tridimensionale del cuore
E’ in fase di ultimazione una nuova tecnologia non invasiva, che consentirà ai clinici di diagnosticare tempestivamente le aritmie e l’insufficienza cardiaca congestizia, oltre che di pianificare i trattamenti che producono la maggiore efficacia.

E’ in fase di ultimazione una nuova tecnologia non invasiva, da parte di una importante azienda americana, che consentirà ai clinici didiagnosticare tempestivamente le aritmie e l’insufficienza cardiaca congestizia, oltre che di pianificare i trattamenti che producono la maggiore efficacia.

La tecnologia è stata progettata per migliorare l’individuazione e la conseguente visualizzazione tridimensionale dei foci eptotici nelle aritmie dei pazienti.

Infatti essa combina i dati elettrici acquisiti dalla superficie corporea con dati anatomici del cuore al fine di fornire una immagine tridimensionale, quindi ben localizzata, dell’attività elettrica del’intero cuore.

Il brevetto tecnologico di riferimento, combina i dati elettrici acquisiti direttamente dalla superficie corporea, attraverso una matrice di sensori toracici, con i dati anatomici del cuore provenienti da una scansione TC.

Il risultato è un mappaggio EP del cuore battito dopo battito: in particolare le informazioni elettriche del cuore sono ottenute dalla matrice di elettrodi posizionata sul corpo del paziente (gli elettrodi in pratica “vestono” il paziente).

La fusione delle informazioni elettriche con quelle anatomiche del cuore provenienti dalla scansione TC, offrono una mappa tridimensionale dell’attività elettrica del cuore.

La principale novità rispetto ai metodi convenzionali, è nella non invasività della metodica, e nella possibilità di fornire il mapping battito dopo battito.

Il punto di forza della metodica è nella guida del trattamento delle aritmia e dei malfunzionamenti cardiaci: ottimi risultati in tal senso, sia in fase preinterventistica che in fase interventistica, sono stati ottenuti in 125 pazienti all’interno di uno studio che ha coinvolto i centri dell’University Hospital di Cleveland, il Loyola di Chicago, l’Hopital Cardiologique du Haut-Lévèque in Bordeaux.

 

 

Fonte: www.medgadget.com, Febbraio 2010