11.11.2007
Il reggiseno che scopre il tumore
Potrebbe accadere un giorno, che un reggiseno riveli la presenza di un tumore al seno? Un gruppo di ricercatori del Regno Unito, ha affermato di essere vicini alla realizzazione di un siffatto indumento intimo.

Potrebbe accadere un giorno, che un reggiseno riveli la presenza di un tumore al seno?

Un gruppo di ricercatori del Regno Unito, ha affermato di essere vicini alla realizzazione di un siffatto indumento intimo. Chiamato “Smart Bra”, il dispositivo è costituito da una serie di sensori a microonde per rivelare i cambiamenti di temperatura all’interno del seno, caratteristiche di un tumore ai primi stadi.

Come dichiarato da Elias Siores, inventore del device, questo indumento dovrebbe permettere di intercettare la neoplasia, prima che la stessa inizi a svilupparsi. Il principio di funzionamento, conosciuto come Termografia, utilizzerebbe microonde passive, tecnologia attualmente utilizzata per la localizzazione dei sottomarini, per rilevare anche i più piccoli cambiamenti di temperatura all’interno del seno, e le piccole variazioni di flusso sanguigno verso la zona tumorale.

Il “reggiseno hitech”, potrebbe inoltre essere utilizzato per valutare l’efficacia di alcuni trattamenti anticancro, e contemporaneamente essere utilizzato, grazie alla dotazione di allarmi visivi o sonori, per avvertire chi lo indossa sulla necessità di un controllo medico o di un esame diagnostico. I medici che si occupano di neoplasie al seno affermano però, che la Termografia è una metodica di indagine che è già stata studiata in tempi passati, e che in relazione alla rilevazione di tumori alla mammella, lascia a desiderare in termini di sensibilità e specificità di indagine. Infatti, a detta dei Medici, il limite di tale tecnica risiede nel fatto che il superamento della soglia di temperatura, e quindi l’attivazione degli allarmi del dispositivo, scatterebbe per ogni cambiamento di temperatura, anche in casi di accrescimento di masse benigne, o semplicemente a causa di eventi infiammatori.

I medici sostengono che sarà necessario effettuare studi più approfonditi, che possano definitivamente testare ed ottimizzare la specificità e la sensibilità del dispositivo