28.01.2013
Dispositivo biomimetico a microfluido riproduce le funzioni del polmone
Un gruppo di ricerca del 'Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard Universityà, ha annunciato lo sviluppo di un piccolo 'polmone a micro chip' che riproduce alcune delle funzioni del vero organo, ma su piccola scala.

Mentre gli scienziati hanno accesso ad una miriade di metodi e tecnologie per studiare le funzionalità della vita a livello cellulare, lo stesso non si può dire per quanto riguarda le conoscenze disponibili sui processi biologici che avvengono a livello di organo.

Un gruppo di ricerca del “Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University”, ha annunciato lo sviluppo di un piccolo "polmone a micro chip" che riproduce alcune delle funzioni del vero organo, ma su piccola scala.
 

Il prototipo, è stato utilizzato per studiare l'edema polmonare, una malattia che provoca l'accumulo di liquido nei polmoni. Il dispositivo è stato sviluppato a partire da una matrice polimerica flessibile delle dimensioni di una scheda di memoria, con una struttura interna a canali ottenuta con la stessa tecnica di fabbricazione dei microchip per computer. I canali interni sono separati da una membrana sottile e porosa, su una lato della quale sono depositate cellule polmonari umane, mentre sul lato opposto sono previste cellule di sangue capillare. L’ambiente, in condizione di vuoto creato all’interno dei canali (senza quindi la pressione esterna dell’aria), consente a questa interfaccia di simulare il meccanismo di contrazione del polmone umano duran-te il processo di respirazione.
 

Ad Harvard hanno utilizzato questo dispositivo principalmente per studiare la tossicità delle terapie farmacologiche applicate ai polmoni, e per identificare nuove possibili terapie.
Gli scienziati hanno utilizzato un farmaco per la chemioterapia (la interleuchina-2) direttamente sul micropolmone ricreato sul chip. Uno degli effetti osservati è stato il vantaggio che il meccanismo fisico alla base della respirazione fornisce all’azione del farmaco sull’edema polmonare in condizione di vuoto esterno, informazione insospettabile finora. 
 

Quest’effetto può suggerire nuove strategie da adottare in terapia far-macologica chemioterapica (come l’uso di un respiratore per minimizzare il volume d’aria immessa nei polmoni) e nuovi modi di fare ricerca in medicina applicata agli organi.
 

Fonte: www.medgadget.com, November 8, 2012