11.03.2008
Il Radon
Il radon e' un gas radioattivo, classificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' come cancerogeno di Gruppo 1 e collocato al secondo posto, dopo il fumo di tabacco, quale causa di aumento di rischio di tumore polmonare.

Cos'è il radon?

Il radon è un gas radioattivo, classificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come cancerogeno di Gruppo 1 e collocato al secondo posto, dopo il fumo di tabacco, quale causa di aumento di rischio di tumore polmonare.
Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia

E’ un prodotto del decadimento nucleare del radio all'interno della catena di decadimento dell'uranio. Il suo isotopo più stabile è il radon-222 che decade nel giro di pochi giorni, emettendo radiazioni ionizzanti di tipo alfa e formando i suoi cosiddetti prodotti di decadimento o 'figli', tra cui il polonio-218 e il polonio-214 che emettono anch'essi radiazioni alfa.

Dove si trova
Il radon è inodore, incolore e insapore, quindi non è percepibile dai nostri sensi.
Viene emanato dalla terra nelle zone vulcaniche e rocciose (che contraddistinguono gran parte del territorio italiano) ed è considerato molto pericoloso per la salute dal momento che, le particelle alfa emesse, possono danneggiare il Dna delle cellule.

 I soggetti a rischio
Anche se va precisato che un conto è il rischio, altra cosa è il danno oggettivo, non c'è dubbio che vi siano alcuni lavoratori che di pericoli, sul fronte radon, ne corrono più di altri.


Ad esempio chi lavora in banca: negli istituti di credito, infatti, le aree interrate (i caveau dove solitamente vengono custoditi i valori), sono il più delle volte irrinunciabili. Gli uffici, in questi locali interrati, non ci sono ormai più ma in qualche agenzia c'è ancora chi lavora in questi ambienti.

Quel che conta è che tra i dipendenti vi sia consapevolezza dei rischi e piena informazione. Sapere di lavorare in un ambiente situato in una zona a rischio può far paura e provocare stress nel lavoratore. Ma se il dipendente viene informato e si sente protetto, sicuramente potrà giovarne anche sul piano psicologico.

Tutelare i lavoratori

 La legge italiana prevede che il datore di lavoro monitori, nelle strutture dotate di locali interrati, l'esposizione dei lavoratori al gas radon, attraverso misure di concentrazione del gas negli ambienti di lavoro.
Se la presenza di radon supera i limiti stabiliti, ovvero 500 Becquerel per metro cubo, il datore di lavoro dovrà correre ai ripari, provvedendo anche ad azioni di bonifica se la concentrazione supera un certo livello di guardia.

Le nuove frontiere del “misura-radon”

Per essere rilevato il radon ha bisogno di essere campionato a lungo: la sua misura viene tarata su un anno intero e finora i dispositivi per la rilevazione erano ingombranti e sostavano per tutto il tempo nei luoghi di lavoro.
I ricercatori italiani dell'Università Cattolica di Roma hanno messo a punto il primo dosimetro personale, piccolo quanto un iPod, che consente di stimare la dose di radon assorbita individualmente, misurando il rischio corso dal singolo.
Un piccolo dispositivo, dunque, con un grande obiettivo: valutare il rischio di esposizione di ogni singolo lavoratore al radon.


 

A cura di Prof. Arcovito Giuseppe