22.05.2008
Vaccino anti-HPV: che fare?
Attualmente in Italia sono disponibili due tipi di vaccini contro l’HPV: uno bivalente (più economico) ed uno quadrivalente (più completo).

Attualmente in Italia sono disponibili due tipi di vaccini contro l’HPV: uno bivalente (più economico) ed uno quadrivalente (più completo).

In relazione a queste caratteristiche le Regioni hanno dato risposte diverse in merito a quale prodotto adottare. Val d’Aosta, Veneto, Lazio e Basilicata si sono orientate in favore del vaccino più completo, mentre Liguria, Emilia, Toscana, Molise e Campania in favore di quello più economico.

Le altre Regioni non  hanno ancora deciso Nonostante ciò, molti ancora risultano essere i dubbi sollevati dalla comunità scientifica in merito all’effettiva utilità dei vaccini.

La critica parte dalla considerazione che il mezzo di diagnosi precoce del Pap-test è da tempo collaudato ed efficace.
Se eseguito periodicamente sulle donne dai 25 ai 65 anni con una periodicità triennale, esso “garantirebbe una riduzione dell’incidenza del carcinoma invasivo del collo dell’utero di circa l’80%”.

In Italia risulta che circa il 70% della popolazione femminile ha effettuato il Pap-test negli ultimi 3 anni. La riduzione dell’incidenza del carcinoma  viene quindi attribuita da un lato ai miglioramenti delle condizioni sociali e nell’igiene intima, dall’altro alla diffusione dello screening, ai miglioramenti della sua qualità e ai progressi terapeutici. 

A dimostrazione di ciò, il contributo del carcinoma invasivo del collo dell’utero alla totalità dei tumori diagnosticati tra le donne risulta oggi essere solo l’1,6%. Oltre a ciò esistono incertezze riguardo all’opportunità economica di intraprendere un tale programma. Un esempio su tutti, Kuslingam & Myers hanno evidenziato come un richiamo a 17 anni del vaccino aumenterebbe il rapporto incrementale fra costo ed utilità a più di 300.000 dollari per anno di vita guadagnato.

Tale valore sembra non essere accettabile, se si considera che la soglia di “accettazione” adottata dal NICE Britannico si aggira attorno alle 30.000  sterline (circa 50.000 dollari) per anno di vita in piena salute guadagnato Altri dubbi, infine, sono sollevati sull’effettiva sicurezza ed accettabilità del vaccino, che provoca dolori di lieve e media intensità nelle sedi di inoculazione  nel 70% dei casi.