29.07.2011
Un modello per ottimizzare l'utilizzo della risonanza magnetica in un ospedale
Alcuni ricercatori hanno sviluppato un modello statistico per programmare l'utilizzo della risonanza magnetica.

Alcuni ricercatori del Seattle Children’s Hospital (SCH) hanno sviluppato un modello statistico per programmare l’utilizzo della risonanza magnetica.

I dati alla base del modello sono stati raccolti nell’ospedale, di cui è stata esaminata l’intera casistica di un anno (5.917 casi tra luglio 2007 e giugno 2008) per le due risonanze disponibili: una da 1,5 Tesla e una da 3 Tesla.

L’ospedale effettua esami su pazienti in maniera programmata, ma anche in urgenza, e il modello proposto prende in considerazione in maniera distinta i due tipi di pazienti, considerando anche le diverse tipologie di esami realizzati.

Inoltre per ogni tipologia di esame distingue fra sequenza fisse, che vengono sempre realizzate e sequenze opzionali che vengono realizzate solo discrezionalmente su alcuni pazienti, rendendo variabile il tempo di realizzazione di ogni tipologia di esame in un range che va da un minimo per i pazienti a cui vengono eseguite le sole sequenza fisse ad un massimo per i pazienti per cui si realizzano anche le sequenze opzionali.

Un'altra variabile tenuta in considerazione è il mix di pazienti programmati ed in urgenza nei diversi giorni della settimana. In particolare i dati hanno mostrato un numero maggiore di urgenze il lunedi e il venerdi, mentre si è evidenziato che il massimo numero di pazienti viene sottoposto ad esami nella giornata di mercoledi.

Dal punto di vista dei risultati, la programmazione dell'ospedale prima di questo modello assegnava slot di 45 minuti a tutti i pazienti, ed in alcuni casi si era costretti a ricorrere a lavoro straordinario per esaurire la lista della giornata, ma il modello dimostra che sulla base di una ottimizzazione che prenda in considerazione i parametri presentati in precedenza, potrebbe essere possibile non ricorrere più al lavoro straordinario.

Inoltre è possibile pianificare i bisogni di risonanza sulla base di ipotesi di cambiamenti nel mix di pazienti o di tipologie di esami richieste. Uno dei limiti del modello è che questo non ha preso in considerazione in alcun modo l'eventuale effetto dei rimborsi per le prestazioni e dei loro costi.

 

Fonte: Carpenter AP, Leemis LM, Papir AS, Phillips DJ, Phillips GS, Health Care Manag Sci. 2011 Jun;14(2):158-73