29.12.2011
Gli effetti protettivi dell'aspirina nei pazienti con sindrome di Lynch
Diversi studi osservazionali negli ultimi vent'anni hanno evidenziato una riduzione nel rischio di sviluppare il cancro del colon-retto associata al trattamento con aspirina

Diversi studi osservazionali negli ultimi vent’anni hanno evidenziato una riduzione nel rischio di sviluppare il cancro del colon-retto associata al trattamento con aspirina.

Recentemente, sono stati pubblicati i risultati del primo studio randomizzato controllato a doppio cieco avente che aveva come obiettivo quello di verificare la capacità preventiva dell’aspirina in soggetti conpredisposizione genetica a tale forma tumorale.

 

Il Colorectal Adenoma carcinoma Prevention Program (CAPP)avviato nel 2000 si compone anche di una fase, CAPP 2, incentrata sullo studio degli effetti preventivi dell’aspirina in pazienti esposti alla sindrome di Lynch.

 

Tra gennaio 1999 e marzo 2005, 947 persone sono stati arruolate in 43 centri a livello internazionale. I dati ora pubblicati si riferiscono a 861 partecipanti di cui 427 trattati con aspirina 600 mg e 434 trattati conplacebo (amido resistente).

 

L’outcome primario è rappresentato dallo sviluppo del tumore, quello secondario dalla presenza di adenomi o altre forme tumorali legate allasindrome di Lynch.

 

La durata media del follow-up è di 55.7 mesi e si hanno dati a disposizione oltre i 2 anni per il 60%-58% dei pazienti nei due gruppi. Non emergono differenze tra i due gruppi in quanto a caratteristiche demografiche. I dati mostrano un effetto protettivo dell’aspirina dopo 2 anni di trattamento.

 

Sia l’intention-to-treat analysis (IRR 0.56, CI 95 % 0.32-0.99, p=0.05) che l’analisi perprotocol (IRR 0.37, CI 95 % 0.18-0.78, p=0.008) evidenziano differenze statisticamente significative oltre tale soglia temporale.

 

La significatività permane anche considerando le altre forme tumorali. Uno studio di non inferiorità a dosi flessibili (CAPP3) è programmato al fine di individuare il dosaggio ottimale per l’aspirina e la durata del trattamento.

 

Questo richiederà diversi anni in quanto gli adenomi non sono considerati unbiomarker affidabile. Gli autori comunque suggeriscono ai clinici di tener in considerazione l’aspirina per i pazienti a rischio elevato di tumore al colon-retto, sebbene rimangano sospesi anche altri quesiti, come il perché alcune forme tumorali risultano resistenti all’aspirina.

 

Fonte: The Lance