08.09.2009
Un cavallo di troia contro i tumori resistenti ai farmaci
Un gruppo di ricercatori australiani ha messo a punto un nuovo trattamento antitumorale che riuscirebbe ad inibire le difese naturali delle cellule neoplastiche.


La limitazione della dose citotossica delle chemioterapie, l’eterogeneità e la resistenza delle cellule tumorali, unite alla difficoltà di calibrare in maniera precisa il rilascio dei farmaci sui siti tumorali, costituiscono una difficile sfida per l’efficacia delle stesse chemioterapie.

 

Un gruppo di ricercatori australiani ha messo a punto un nuovotrattamento antitumorale che ha evidenziato un certo grado di efficacia nei primi test di laboratorio effettuati su cavie.

Inglobando tossine all’interno di minicellule, costituite da pezzi di membrana di cellule batteriche prelevate durante la divisione cellulare, gli studiosi sono stati in grado di sintetizzare un complesso capace di rilasciare sul sito tumorale, in maniera molto selettiva e precisa, particolari composti chimici che riescono ad inibire le difese naturali delle cellule neoplastiche, che sono alla base della loro farmaco resistenza.

 

Le minicellule sono state riempite con piccoli pezzi di materiale genetico chiamato RNA interferente, e iniettati in cavie di ratto con tumore al colon, al seno e all’utero tutti resistenti ai farmaci.

 

Tale composto, una volta iniettato all’interno del sito tumorale, ha evidenziato la capacità di disattivare il gene che rendeva il tumore resistente alla chemioterapia.

 

A distanza di una settimana dall’iniezione del composto, si è visto che le minicellule si sono legate alle molecole di farmaco, e che le cellule tumorali erano tutte morte.

Ciò è stato possibile con una dose di agente tossico molto più piccola del normale, evitando ogni tipo di danno dovuto ad eventuali effetti collaterali.

Tutti i topi sottoposti alla sperimentazione, dopo essere stati trapiantati con cellule cancerogene particolarmente aggressive, sono sopravvissuti.

In tutte le cavie studiate inoltre, si è evidenziata una regressione del tumore oppure l’arresto della crescita.