19.06.2008
I campi elettromagnetici delle incubatrici per neonati
Le incubatrici sono dispositivi elettronici che emettono onde elettromagnetiche (EMF), che in alcuni casi è stato dimostrato essere in grado di alterare i parametri neurologici e clinici dell’uomo.

I neonati pretermine o con problemi clinici vengono usualmente seguiti nelle incubatrici. Ma le incubatrici sono dispositivi elettronici che emettono onde elettromagnetiche (EMF), che in alcuni casi è stato dimostrato essere in grado di alterare i parametri neurologici e clinici dell’uomo.

Presso il Policlinico Universitario di Siena si è indagato se le EMF modificano la frequenza cardiaca dei neonati seguiti nelle incubatrici, tenendo conto dell’eventuale componente legata al rumore del motore.

Gli indicatori clinici monitorati sono stati: la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) ed il rapporto la componente a bassa frequenza (LF) della HRV (0.04-0.15 Hz) e la componente ad altra frequenza (HF; 0.15-0.4Hz).

Il primo esperimento ha coinvolto 27 neonati, opportunamente selezionati, per i quali i parametri sono stati monitorati per 15 minuti. Dopo i primi 5 minuti di monitoraggio, il motore dell’incubatrice è stato spento, dopo altri 5 minuti è stato riattivato.

La HRV totale (484 vs 10- 24 msec2, p-value <0.05) e la sua componente HF sono aumentate in modo significativo (54 vs 140 msec2, p-value <0.05) ed il rapporto LF/HF (2.0 vs 1.5) è diminuito durante il periodo di disattivazione del motore, per poi rispettivamente diminuire (HRV: 1024 vs. 100; HF: 140 vs. 10) e aumentare (LF/HF: 1.5 vs. 2.5) alla riaccensione. Nel secondo esperimento, condotto su altri 16 neonati, il motore dell’incubatrice è stato spento ma ne  è stato riprodotto il rumore con un registratore posto a 10cm dal bambino.

L’esperimento è durato 15 minuti e ha seguito la struttura del precedente. In questo caso la HRV non ha subito significative modifiche nel passaggio da momenti di presenza a momenti di assenza del rumore (900 – 841 – 60- 0).

Infine, è stato accertato che le vibrazioni prodotte dal motore (0.004-0.008 m/s2) sono al di sotto della soglia percepibile dall’orecchio umano. 

I risultati sono rilevanti dal punto di vista clinico (possibile rischio di insorgenza di aritmia cardiaca) sebbene siano ancora da approfondire gli effetti a lungo termine.

 

Fonte: Archives of Disease in Childhood. Fetal and Neonatalal Edition. First online 1 May 2008