06.03.2013
Nuovo strumento per riconoscere i batteri della mucosa intestinale
L'Interazione dei batteri con il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale nella patogenesi delle malattie infiammatorie dell'Intestino.

L’interazione dei batteri con il sistema immunitario all’interno della mucosa intestinale, gioca un ruolo fondamentale nella patogenesi delle malattie infiammatorie dell’intestino.

Un team di ricercatori europei ha sviluppato un microscopio endoscopico laser confocale (CLEper visualizzare i batteri nell'intestino associati a tali malattie infiammatorie.

I ricercatori hanno prima “etichettato” i batteri di alcuni ratti con una proteina fluorescente, e successivamente hanno visualizzato gli stessi grazie all’utilizzo dell’endomicroscopio.

Inizialmente, ceppi di Escherichia coli che esprimono una maggiore proteina verde fluorescente (pEGFP), sono stati “endomicroscopicamente” ripresi nei topi vivi.

Successivamente è stato condotto l’imaging, ex vivo ed in vivo, di batteri enterici fluorescenti su pazienti umani.

L’obiettivo dello studio è stato quello di indagare la capacità della CLE nel visualizzare i batteri enterici intra mucosa in vivoal fine di determinare le aree di mucosa patologiche del colon e dell’ileo, in pazienti con colite ulcerosa (UC) o con morbo di Crohn (CD).

I risultati hanno mostrato come la CLE sia stata in grado di identificare ceppi di E. coli intramucosa sia nei topi sia nella microflora intestinale della mucosa di esseri umani.

In particolare il confronto con la tecnica microscopica FISH (microscopia da banco) ritenuta gold standard, ha evidenziato come nei 21 pazienti esaminati, la CLE ha presentato una sensibilità del 89% ed una specificità del 100% nell’individuare batteri intra mucosa.

La CLE, in conclusione, può essere considerata un nuovo strumento di imaging diagnostico per i pazienti affetti da malattie infiammatorie dell’intestino.

I batteri intramucosa nei pazienti affetti da queste patologie presentano una maggiore frequenza e distribuzione, rispetto ai pazienti con intestino sano.

 

Fontewww.medgadget.com, Dicembre 2010