09.05.2008
Può essere migliorata la comunicazione medico-paziente?
La comunicazione efficace tra il medico, il paziente e la sua famiglia deve essere considerata come una funzione clinica fondamentale da non trascurare.

La comunicazione efficace tra il medico, il paziente e la sua famiglia deve essere considerata come una funzione clinica fondamentale da non trascurare. 

Instaurando un processo di comunicazione interpersonale con il paziente, il medico può non solo ottenere delle utili informazioni per indirizzare il percorso diagnostico e terapeutico, ma anche suscitare un buon livello di soddisfazione e di consenso che finisce per incidere positivamente sui risultati clinici complessivi.

In uno studio di coorte condotto in Canada è stato individuato un nesso tra i voti ricevuti dai medici agli esami del Medical Council of Canada (ente responsabile della promozione di uno standard uniforme di competenze tra i medici canadesi) e i successivi reclami sottoposti alle autorità regolatorie. Infatti i medici con scarsi voti in “comunicazione” hanno dimostrato un rischio significativo di incorrere in reclami da parte dei pazienti.

E’ sempre più forte oggi la necessità che il rapporto medico-paziente diventi una relazione basata su fiducia, stima e collaborazione. Il paziente deve poter percepire il medico come alleato nella lotta contro la malattia. La capacità di comunicare in maniera efficace rappresenta quindi un requisito essenziale per un medico.

Una buona comunicazione accresce infatti la soddisfazione del paziente, riduce la probabilità di eventuali reclami, influenza la compliance alle cure,ha effetti positivi sul benessere psicologico del paziente, permette di seguire con maggiore accuratezza i risultati delle terapie e gli effetti collaterali.

Pertanto una comunicazione efficace e appropriata all’interno dell’equipe medica, nei confronti dei pazienti e dei loro familiari deve essere vista comeun elemento imprescindibile dell’attività clinico-assistenziale prestata. Molto si sta facendo nelle università canadesi per insegnare agli studenti le tecniche di comunicazione più appropriate nei confronti del paziente, dei familiari e all’interno dell’equipe.

Gli studenti vengono periodicamente valutati con l’obiettivo di migliorare le capacità di comunicazione dei futuri medici prima che questi incorrono in problemi legati alle proprie attività clinico-assistenziali. Il problema esiste anche per i medici già in attività.

E’ evidente che non basta più l’intuito o l’esperienza legata a vecchi schemi metodologici, ma si avverte la necessità di utilizzare strumenti di comunicazione più utili e che diano una maggiore efficacia sia nel lavoro di equipe sia nella relazione medico-paziente.

A tal proposito sono stati individuate alcune aree per valutare le competenze dei medici in attività: partecipazione a programmi di formazione continua, valutazione degli outcome del lavoro svolto inclusi i reclami e le denunce, performance nelle attività di lavoro di gruppo e confronto tra pari.

 

Fonte: Complaints against doctors - P. Kinnersley A. Edwards, BMJ, Vol. 336, 19 April 2007