06.12.2006
Le leucemie secondarie
Quali le manifestazioni, le possibili cause, il ruolo di molti fattori ambientali di rischio (il benzene, le radiazioni ionizzanti, il fumo, le abitudini alimentari).

L'aumentata sopravvivenza dopo l'insorgenza di un tumore, resa possibile da terapie sempre più efficaci, ha tuttavia determinato, in una pur bassissima percentuale di pazienti, la manifestazione di importanti effetti "collaterali" dovuti dalle stesse cure: si tratta delle cosiddette leucemie secondarie. Circa l'1-2% dei pazienti che ha sconfitto il tumore sviluppa una forma di leucemia secondaria in un periodo di tempo che oscilla tra i 2 e gli 8 anni dall'inizio della terapia.

Numerosi cofattori partecipano all'insorgenza di una leucemia secondaria. Un ruolo fondamentale è costituito dalla predisposizione genetica, cui si somma l'influenza di specifici fattori ambientali di rischio.

 

 

La malattia, i sintomi, la diagnosi
Una panoramica sulle leucemie secondarie: cosa sono, quando si manifestano, come riconoscerle.
I fattori di rischio per le leucemie secondarie
I fattori correlati allo sviluppo di una leucemia secondaria sono di origine genetica e ambientale.
I fattori di rischio ambientali: benzene e radiazioni
E' stato ampiamente dimostrato che l'esposizione al benzene e a radiazioni ionizzanti sono importanti fattori ambientali di rischio per lo sviluppo di leucemie.
Le abitudini e gli stili di vita 
Le abitudini e gli stili di vita sono cofattori di rischio che, verosimilmente, agiscono in concordanza con una predisposizione genetica.
 

 

A cura di Prof. Pagano Livio