23.07.2009
Monitoraggio “in vivo” del tumore evitando le biopsie
Il limite principale della biopsia è quello che una volta eseguita non vi è la possibilità di monitorare il sito in cui essa è avvenuta, se non attraverso una nuova biopsia.

La biopsia è indubbiamente un valido ausilio sia nella diagnosi dei tumori che nella valutazione del loro grado di diffusione locale.

Il limite principale della biopsia è quello che una volta eseguita non vi è la possibilità di monitorare il sito in cui essa è avvenuta, se non attraverso una nuova biopsia.

I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technologies) hanno sviluppato una sonda impiantabile che monitorizza continuamente la presenza di un particolare ormone prodotto dalle cellule tumorali(la gonadotropina corionica).

La sonda consiste in un dispositivo impiantabile di 5 mm, contenente nanoparticelle ricoperte di specifici antibiotici in grado di intercettare le molecole target di interesse.

Le molecole target entrano infatti nell’impianto attraverso una membrana semipermeabile e si legano alle nanoparticelle del dispositivo.

La sonda è realizzata in polietilene, mentre la membrana semipermeabile in policarbonato.

Tali legami sono visibili all’imaging RMN, attraverso il quale è quindi possibile estrapolare le informazioni di interesse.

I ricercatori hanno testato il dispositivo, provocando dapprima il tumore nei topi, e successivamente rilevando i livelli dell’ormone menzionato.

Per i pazienti il vantaggio principale è strettamente legato alla gestione ottimale della terapia, potendo disporre di informazioni acquisite direttamente dal sito del tumore.

Un ulteriore e conseguente vantaggio è invece legato alla verifica del successo di eventuali operazioni di resezione del tumore stesso.

Al MIT sono certi che la sonda sarà commercializzata in pochi anni, in particolare i ricercatori sperano che il dispositivo possa essere utilizzato anche per altri tipi di markers.

 

Fonte: www.medgadget.com, Maggio 2009