01.03.2010
La Tiroide
La tiroide e' una ghiandola formata da due lobi localizzata nella regione anteriore del collo. La sua funzione e' quella di produrre gli ormoni tiroidei, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nell'accrescimento e nello sviluppo.





COS’È

La tiroide è una ghiandola formata da due lobi localizzata nella regione anteriore del collo. La sua funzione è quella di produrre gli ormoni tiroidei (T3 o triiodo-tirosina e T4 tetraiodo-tirosina o tiroxina, ormoni preposti a svolgere numerose funzioni metaboliche che influenzano l’apparato cardiocircolatorio e, in misura minore, anche l’apparato respiratorio, renale, ed emopoietico) oltre a svolgere un ruolo fondamentale nell’accrescimento e nello sviluppo.



ESAMI DIAGNOSTICI
La valutazione della ghiandola tiroidea passa attraverso:
   

  • l'esame clinico della regione del collo,
  • test ormonali,
  • la scintigrafia con captazione di un radioisotopo, che permette di individuare aree “calde” (ipercaptanti) o “fredde” (ipocaptanti),
  • l’ecografia, che offre la possibilità di valutare morfologicamente la ghiandola permettendo la differenziazione tra noduli solidi e cistici e le dimensioni di eventuali formazioni nodulari,
  • l’esame citologico, effettuato mediante aspirazione dei noduli sotto guida ecografica: permette una diagnosi nell’80 % dei casi.

 

PATOLOGIE DELLA TIROIDE
Le malattie chirurgiche della tiroide sono rappresentate da:

  • nodulo singolo (cisti, adenoma, nodulo tossico o morbo di Plummer),
  • gozzo multi nodulare,
  • morbo di Basedow,
  • carcinoma tiroideo (carcinoma differenziato, carcinoma midollare, carcinoma anaplastico per citare solo i più frequenti).


Il nodulo singolo può comprendere diversi tipi di patologie come le cisti (formazioni contenenti liquido), l’adenoma (nodulo con caratteristiche di benignità) ed il nodulo tossico (morbo. di Plummer, nodulo che causa sintomi da ipertiroidismo come tachicardia, dimagrimento,etc.).


Il gozzo multinodulare è caratterizzato dalla presenza di più noduli della tiroide; può essere basato su una carenza di iodio nella dieta, su una esposizione ad elementi gozzigeni oppure sporadico o familiare. Oltre a rappresentare un inconveniente estetico il gozzo può dar luogo a sintomatologia compressiva delle strutture circostanti ricorrente (trachea, esofago, e raramente nervo laringeo) con presenza di disfonia (abbassamenti di voce).


Il morbo di Basedow è una malattia caratterizzata da gozzo diffuso associato ad un’oftalmopatia. La sintomatologia è rappresentata da tachicardia, sudorazione, agitazione psicomotoria, tremori, stato ansioso, anoressia e calo ponderale.


Il carcinoma tiroideo è una malattia distinta istologicamente in:

  • carcinoma papillifero,
  • carcinoma follicolare (che costituiscono la maggior parte dei carcinomi tiroidei),
  • carcinoma midollare,
  • carcinoma anaplastico (forma indifferenziata piuttosto aggressiva).

 

L’irradiazione del collo, la presenza di una predisposizione genetica (neoplasia endocrina multipla) e la pregressa tiroidite di Hashimoto rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo di una neoplasia tiroidea.
Molto spesso il carcinoma tiroideo si presenta come nodulo singolo asintomatico mentre in un 20% dei casi può presentarsi solo come linfoadenomegalia loco regionale. La presenza di sintomatologia compressiva può essere manifestazione della malattia stessa.

QUANDO È NECESSARIO L’INTERVENTO?
La presenza di tumefazione della regione del collo e di sintomatologia compressiva (dispnea, disfagia, disfonia, in rari casi presenza di vertigini e cefalea) sono i motivi che più spesso portano all’intervento.
Altro motivo per cui è necessario effettuare l’intervento chirurgico è rappresentato dalla presenza di un esame citologico sospetto (agoaspirato eco guidato) o dalla diagnosi certa di neoplasia (esame citologico positivo per carcinoma).
Un caso che più raramente può rendere necessario l’intervento chirurgico è rappresentato dalla presenza di nodulo/i con una iperproduzione di ormoni tiroidei, in caso di resistenza alla terapia e/o presenza di sintomi compressivi (come può accadere in alcuni casi di nodulo iperfunzionante o di morbo di Plummer, gozzo multinodulare tossico, morbo di Basedow).
Infine la terapia chirurgica si può rendere necessaria in alcuni casi di tiroidite di Hashimoto in cui non si ha risposta alla terapia, presenza di sintomi compressivi o coesistenza di neoplasia tiroidea.

 
TIPI DI INTERVENTO

Emitiroidectomia: intervento chirurgico che consiste nell’exeresi (asportazione) di metà tiroide e dell’istmo tiroideo. La presenza di un nodulo singolo, o comunque dell’interessamento da parte della malattia nodulare di un solo lobo della tiroide, permette di eseguire questo tipo di intervento conservativo.

Tiroidectomia totale: è un intervento che consiste nell’asportazione dell’intera tiroide ed è indicato in quei pazienti con interessamento patologico dell’intera tiroide o di carcinoma.
In caso di forme più aggressive di carcinoma tiroideo (ad esempio il carcinoma midollare della tiroide) è indicato eseguire anche una linfoadenectomia latero-cervicale (asportazione dei linfonodi della regione anterolaterale del collo).
Tali interventi possono essere eseguiti anche nella modalità video-assistita mediante l’impiego di microcamera e di strumenti di microchirurgia in alcuni casi selezionati con notevoli vantaggi per il paziente.

 

Tiroidectomia videoassistita: tale procedura chirurgica innovativa si esegue mediante l’utilizzo di una telecamera e di strumenti chirurgici di dimensioni ridotte (con un diametro compreso tra i 3 ed i 5 mm), che consentono di intervenire con incisioni di solo 2 cm alla base del collo. Tale metodica è eseguibile solo in alcuni casi selezionati: pazienti con nodulo singolo di dimensioni inferiori ai 3,5 cm (anche con esame citologico sospetto per neoplasia); nodulo tossico; cisti tiroidee; carcinoma differenziato della tiroide di piccole dimensioni in pazienti a basso rischio.
Tale procedura presenta notevoli vantaggi: cicatrice di ridotte dimensioni; minor dolore post-operatorio; minor numero di giorni di ricovero in ospedale; miglior visualizzazione e rispetto delle parti anatomiche (per l'ingrandimento delle immagini offerto dalla telecamera).

Tiroidectomia in anestesia locale: in tale tipo di intervento il chirurgo, dopo aver iniettato l'anestetico, esegue una piccola incisione alla base del collo procedendo successivamente all’intervento chirurgico con modalità sovrapponibili alla tecnica tradizionale (con visualizzazione e risparmio del nervo laringeo ricorrente e della ghiandole paratiroidi). Per eseguire questo tipo di intervento viene effettuata una opportuna selezione dei pazienti.
Tale intervento è consigliabile anche in quei casi in cui esistono controindicazioni ad eseguire l'intervento in anestesia generale. Tale metodica è eseguibile solo in alcuni casi selezionati: pazienti con gozzi di piccole dimensioni, nodulo tossico, cisti tiroidee. Tale procedura presenta notevoli vantaggi: notevole diminuzione dei rischi anestesiologici, minor numero di giorni di ricovero in ospedale, ripresa precoce della normale attività lavorativa e minor dolore post-operatorio.

COMPLICANZE
Se eseguita da una chirurgo esperto la tiroidectomia totale è gravata in meno del 3% dei casi da complicanze rappresentate da eventuale emorragia peri-operatoria, da ipoparatiroidismo post-operatorio transitorio o definitivo , da lesioni del nervo ricorrente (transitorie o definitive in caso di durata della disfonia superiore ai 6 mesi) e, più raramente, da infezione della ferita chirurgica.

A cura di Unita'  prof. Rocco Bellantone