13.01.2009
L'alimentazione del neonato a termine e prematuro
L'alimentazione e' estremamente importante per qualunque neonato, sano o con problemi clinici.

L'alimentazione è estremamente importante per qualunque neonato sia sano sia soprattutto con problemi clinici, come spesso si verifica nei neonati prematuri.

Infatti un’adeguata alimentazione permette non solo di assicurare un buon accrescimento staturo-ponderale, ma anche di fornire tutti i nutrienti - proteine, grassi, zuccheri, calorie, sali minerali, oligoelementi, vitamine - necessari per il funzionamento e la crescita dei vari organi e apparati, primo fra tutti il sistema nervoso centrale.

Diventa quindi estremamente importante scegliere per ogni bambino, in base alle sue caratteristiche, il tipo di alimentazione più adeguato per quanto riguarda la quantità e la qualità dei diversi nutrienti e la modalità di somministrazione degli alimenti stessi.

Una corretta impostazione della nutrizione, sia essa enterale o parenterale, artificiale o al seno, è di fondamentale importanza per un ottimale sviluppo del neonato prematuro, soprattutto se patologico.

 

Nutrizione enterale (NE)
La NE può avvenire o in modo diretto, per via orale attraverso i meccanismi di suzione-deglutizione al seno materno o con il biberon, o in modo indiretto utilizzando sondini  introdotti per via nasale od orale e posizionati a livello gastrico quando i meccanismi di suzione-deglutizione sono assenti o poco efficienti, come nei neonati molto prematuri (sotto le 32 settimane) o nei neonati con gravi patologie soprattutto respiratorie o neurologiche.

Il latte materno rappresenta il fulcro dell’alimentazione enterale, non solo nel neonato a termine sano, ma anche e soprattutto nel neonato pretermine. In mancanza di latte materno si può ricorrere nei neonati a termine ai latti artificiali di avvio (formula1) o nei neonati prematuri alle cosiddette formule per il pretermine.

Il latte materno nel neonato prematuro tuttavia va arricchito con particolari prodotti dietetici, i cosiddetti fortificanti del latte materno, per aumentare soprattutto l’apporto di proteine, grassi, calcio, fosforo e sodio che sono carenti nel latte materno, ma che sono indispensabili nel neonato pretermine per soddisfare i suoi elevati fabbisogni.

Infine, oggi sono raccomandati dei latti particolari da utilizzare dopo la dimissione del neonato pretermine dai reparti di terapia intensiva neonatale per prevenire problemi di crescita e di mineralizzazione ossea.

Nutrizione parenterale (NP)
Si definisce NP la somministrazione di nutrienti sotto forma di soluzioni di glucosio, amminoacidi, lipidi, elettroliti, minerali, vitamine e oligoelementi, attraverso una via venosa.

Tale alimentazione viene attuata in tutte quelle condizioni in cui non è possibile somministrare tali nutrienti attraverso la via enterale, cioè attraverso il tratto gastrointestinale.
Ciò si verifica soprattutto nei neonati molto prematuri, di peso inferiore a 1000 grammi.

Per gestire tale tipo di alimentazione esistono oggi programmi computerizzati che permettono agli specialisti di prescrivere esattamente la quantità e la qualità dei nutrienti che devono essere presenti nella composizione delle soluzioni parenterali da somministrare ai neonati.

Allattamento al seno
Le tre principali raccomandazioni dell’Accademia Americana di Pediatria, della Società Italiana di Neonatologia e dell’UNICEF per promuovere l’avvio dell’allattamento al seno in ambito ospedaliero sono:

  • favorire, subito dopo il parto, un contatto precoce e diretto ‘pelle a pelle’ madre-neonato;
  • attuare il rooming-in in modo che madre e neonato restino insieme nella stessa stanza 24 ore su 24;
  • attuare un allattamento al seno a richiesta.

I vantaggi dell’allattamento al seno nel neonato sono innumerevoli; è ormai ben dimostrato che il latte materno determina:

  • un miglior sviluppo neuro-comportamentale e della funzione visiva e uditiva;
  • una efficace protezione nei confronti di gravi patologie infettive più frequenti e spesso causa di mortalità neonatale nel prematuro, come sepsi, meningiti ed enterocolite necrotizzante;
  • un effetto benefico sulla funzione gastrointestinale con un significativo miglioramento della crescita, della motilità e della maturità dell’apparato digerente.

 

A cura di Prof. Zuppa Antonio Alberto