15.04.2011
Utilizzo combinato di due nuovi di dispositivi nella CPR
Uno studio ha evidenziato come l'utilizzo di dispositivi progettati per migliorare la tecnica della CPR abbia consentito di aumentare i tassi di sopravvivenza.

Uno studio pubblicato sul Lancet ha evidenziato come l’utilizzo di nuovi dispositivi progettati per migliorare la tecnica della CPR (rianimazione cardio polmonare), abbia consentito di aumentare i tassi di sopravvivenza per le persone colpite da arresto cardiocircolatorio.

I dispositivi analizzati nell’articolo sono rispettivamente:

  1. il ResQPOD, introdotto sul mercato qualche anno fa, costituito da unavalvola one way collegata a un maschera facciale o un tubo endotracheale utilizzato in abbinamento con la ventilazione assistita (pallone). Il suo scopo è quello di impedire selettivamente all’aria di raggiungere i polmoni durante la fase di decompressione (rilascio) della CPR, in pazienti sottoposti a ventilazione assistita, creando una situazione di pressione negativa;
  2. L'altro dispositivo, noto come il ResQPump, migliora la compressione e decompressione del torace per mezzo di una ventosa da porsi sul petto del paziente, dotata di opportune maniglie. Agendo sulle maniglie, l’operatore è in grado di migliorare la fase di aspirazione, favorendo l’afflusso di una maggiore quantità di sangue al cuore.

 

Lo studio pubblicato ha confrontato i tassi di sopravvivenza associati allaCPR standard con quelli ottenuti con la CPR effettuata con l’utilizzo combinato dei due dispositivi in oggetto (ResQPod, ResQPump). In particolare i risultati dello studio hanno mostrato come la CPR effettuata con i nuovi dispositivi, favorendo un aumento della pressione negativa intratoracica, presenti una maggiore efficacia rispetto alla CPR standard.

Allo studio hanno preso parte 46 servizi di medicina di emergenza americani (2476 pazienti arruolati) che coprono una popolazione di riferimento di circa 3 milioni di persone.

tassi di sopravvivenza ad un anno sono stati del 6% tra coloro che hanno ricevuto la CPR standard, e del 9% tra quelli trattati con i nuovi dispositivi. I risultati hanno inoltre evidenziato come la nuova tecnicafavorisca una migliore funzionalità neurologica oltre che una migliore autonomia nel movimento.

 

Fonte: www.medgadget.com, Gennaio 2011