29.10.2012
Dopo la telechirurgia arriva la tele anestesia
Una nuova esperienza di medicina a distanza: effettuare e controllare a distanza l’anestesia.

...gli autori ritengono che aver dimostrato la possibilità di effettuare procedure anestesiologiche a distanza apra importanti prospettive e consigliano dunque di aumentare la ricerca finalizzata a ottimizzare le interfacce robotiche per permettere di migliorare progressivamente queste applicazioni...

L’articolo presenta una nuova esperienza di medicina a distanza, in particolare si tratta della possibilità di effettuare e controllare a distanza l’anestesia.

La simulazione a cui fanno riferimento gli autori è stata effettuata utilizzando un Robot Da Vinci, i cui impieghi per la telechirurgia sono ormai relativamente diffusi, per realizzare il piazzamento di un blocco su un nervo sotto guida ecografica su un fantoccio ecografico.

Nell’ambito di questa applicazione sono stati utilizzati differenti strumentioggi disponibili per la pratica clinica anestesiologica, quali aghi, siringhe ecateteri, proprio al fine di dimostrare che questi interventi a distanza possono essere realizzati con la strumentazione di uso abituale.

La simulazione ha avuto pieno successo, anche se rimangono alcuni interrogativi da risolvere prima di passare all’applicazione sull’uomo, come segnalato dagli stessi autori.

Innanzi tutto non tutte le operazioni possono essere effettuate in autonomia tramite il Da Vinci: ad esempio l’inserzione iniziale del trasduttore deve essere effettuata da personale in loco, come pure l’apertura di alcune ampolle nel corso dell’intervento.

In secondo luogo alcune operazioni che, effettuate manualmente, risultano solitamente facili possono essere molto più lunghe se effettuate attraverso il robot, con possibili allungamenti dei tempi di intervento.

In terzo luogo gli alti costi per l’acquisto dell’apparecchiatura ne rendono difficile un uso diffuso.

Ciononostante gli autori ritengono che, aver dimostrato la possibilità di effettuare procedure anestesiologiche a distanzaapra importantiprospettive e consigliano dunque di aumentare la ricerca finalizzata a ottimizzare le interfacce robotiche per permettere di migliorare progressivamente queste applicazioni.

Fonte: P. J. Tighe, S. J. Badiyan, I. Luria, A P. Boezaart, S. Parekattil,Anesthesia & Analgesia, vol. 111 no. 3 813-816