30.10.2007
La cartella clinica personale: potere ai pazienti
La cartella clinica personale (PHR) informatizzata trasformerà la relazione medico– paziente autorizzando il paziente a giocare un ruolo sempre più centrale.

La cartella clinica personale (PHR) informatizzata trasformerà la relazione medico–paziente consentendo al paziente di giocare un ruolo sempre più centrale nei processi diagnostico-terapeutici.

Ciò sarà possibile perché la PHR appartiene, è controllata ed è gestita proprio dal paziente, riportandolo al centro del processo sanitario. I dati in essa contenuti sono poi condivisi con il proprio medico curante, altri specialisti, infermieri ed anche amici e parenti, in modo da avere cure e assistenza più adeguate ed efficaci. Purtroppo questo tipo di condivisione rende ancora un po’ scettici i futuri fruitori, in quanto temono per la loroprivacy e la confidenzialità e la sicurezza dei dati. Ma questi dubbi dovranno essere al più presto risolti se si vorrà effettuare utilizzare tutte le potenziali offerte da strumenti del genere.

Altra potenziale barriera per la PHR è il linguaggio tecnico con cui essa viene presentata. Infatti i pazienti che accedono online per scegliere o gestire la propria cura, spesso incontrano informazioni cliniche e un linguaggio tecnico che non sono in grado di decifrare, perché presentato in un formato che riflette il punto di vista del fornitore/medico curante (diagnosi, trattamento e opzioni). Purtroppo, essendo l’insieme dei pazienti particolarmente disomogeneo, sarà difficile rendere le informazioni comprensibili a tutti. Nel complesso, però, la PHR si rivela un valido strumento, in quanto i medici e gli infermieri avranno un accesso più veloce e semplice all’informazione sul paziente, si aumenterà la comunicazione tra gli ospedali e gli studi medici, ed il paziente stesso sarà maggiormente tutelato e al corrente del proprio stato di salute.

 

FonteJournal of Healthcare Information Management, vol.21 n.1, September 2007