07.08.2008
Un nuovo biomateriale per gli innesti vascolari
Gli innesti vascolari sono un tema abbastanza delicato nel campo dei dispositivi medici e c’è ancora molto da lavorare in questo settore.

dispositivi medici. Infatti quando la migliore soluzione in termini di biomateriali, si chiama Teflon, allora vuol dire che c’è ancora molto da lavorare in questo settore.

La rivista scientifica della Federation of American Societies for Experimental Biology (FASEB) ha recentemente pubblicato un lavoro (Tissue engineering of a hybrid bypass graft for coronary and lower limb bypass surgery - S. T. Rashid,B. Fuller,*G. Hamilton, and A. M. Seifalian ) in cui si descrive un nuovo graft vascolare sintetizzato attraverso l’ibridazione di un polimero e di cellule umane.

Gli scienziati sono riusciti ad utilizzare una particolare tecnica, detta di condizionamento”, per preparare tale biomateriale, al fine di renderlo il più resistente possibile agli elevati sforzi di taglio dovuti alle alte velocità del flusso sanguigno.

Questo punto è di fondamentale importanza in questo tipo di applicazioni,  in quanto gli innesti vascolari presentano sul lungo periodo problemi di tenuta meccanica a causa della prolungata esposizione alla pressione sanguigna, che spesso può causare aneurismi del vaso o addirittura la rottura.

Per migliorare la resistenza del vaso artificiale, il biomateriale è stato realizzato in poliuretano, saldato a cellule endoteliali e di muscolo liscio, derivate da sangue di cordone ombelicale. Al fine testare il biomateriale in condizioni di sollecitazione reale, il graft è stato sottoposto a sforzi pulsati di intensità gradualmente crescente, allo scopo di riprodurre le pulsazioni del flusso sanguigno. Il vaso dopo essere stato per cosi dire “allenato”, presenta una migliore ritenzione e organizzazione strutturale rispetto ai biomateriali  omologhi non “allenati”.

Sfortunatamente lo studio presentato, non riporta alcun dato numerico su come tale vaso artificiale risponda meccanicamente alle sollecitazioni sanguigne.

 

Fonte: www.medgadget.com, june 4, 2008